Group: Von Kramer Posts: 3449 Location: L'isola più vicina all'inferno / Midgard
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Joan Lewan se la ricordava bene la cometa. La prima volta che l'aveva vista era la notte in cui era uscito dal bordello “La fata matta”. Era un piccolo locale freddo della cittadina di Kolt, ma le ragazze all'interno avevano un cuore caldo tra le gambe e a Joan questo era sempre bastato. Lo strano astro in quei giorni era sulla bocca di tutti. Dicerie e false predizioni erano le storie del momento; ma in fondo c'era d'aspettarselo. Tutti i grandi lord e signorotti parlavano hai propri cittadini che la cometa era il segno del loro successo. Qualunque azione era guidata dalla cometa. Antiche e nuove rivalità, azioni di conquista veniva annunciate ogni giorno. Ma con il passare dei giorni la cometa diventava più grande ed intensa. Cosi viva che ormai era chiaramente visibile anche di giorno; ed in quei giorni i teologi e scienziati iniziavano a capire che quella roccia che doveva passargli lontano non era destinata ad andarsene. In un pomeriggio del mese di Uktar le profezie dei nuovi falsi poeti di Kolt si erano avverate. La luminosa sfera del cielo aveva iniziato a cadere con velocità. Aveva attraversato il velo ceruleo come le forbici di un abile sarto. Non risparmiando neanche le nuvole, bucate ed estirpate al solo passaggio. Al crepuscolo; l'impatto...la terra tremava, gli animali erano impazziti e il cielo era un rossore senza nuvole. Volto a Nord Est Joan e tutta Kolt si era fermata ad osservare il rosso delle fiamme del mondo. In quel momento, nessuno si era preoccupato che Moraah, del peccato, era la città più prossima alla caduta della meteora. L'indomani, i primi curiosi avevano intrapreso la via verso Moraah. I cavalli pronti e sellati erano carichi di tutto quello che poteva servire per portare soccorso a chi ne aveva bisogno. Joan era stato troppo codardo per permettersi il lusso di sellare il suo pony e seguire uno dei gruppi. Qualunque guaio il mondo aveva, e stava passando, lui ringraziava che era ancora vivo. Vivo e sicuro di non voler tirare la corda più del dovuto. Per giorni nessuno aveva mai fatto ritorno da Moraah. Le fiamme si erano estinte e le notti non bruciavano più. Anche le nuvole si erano addensate all'orizzonte. Polveri grige che oscuravano il cielo ad ogni ora.
Solo una persona aveva fatto ritorno. Si chiamava Fred. Quando era partito era un fabbro rude e scorbutico. Ora era tornato pazzo come il cavallo che stringeva tra le cosce e rincitrullito come l'incudine martellata con troppa forza. Non mangiava, non dormiva. Fred aveva smesso di vivere e di quello che aveva visto non ne aveva fatto parola con nessuno. La sua attenzione era solo per la pietra; un oggetto farinoso grande come il pugno di una mano di un colore bruno. Presto anche gli abitanti di Kolt si trovarono a vivere un insolito interesse per la “malapietra”. L'oggetto era l'ossessione di tutti, e non tardarono molto a trovare Fred con la gola tagliata nella sua stanza. Con il passare delle ore la situazione era sfuggita al controllo, c'era bisogno di fare qualcosa e andava fatto in fretta. Joan non era un eroe; dietro i capelli castani i suoi occhi avevano sempre mostrato una intensa paura. La soluzione? Fuggire. Ma per andare dove? Non aveva altre case fuori da Kolt, ne amici a cui chiedere aiuto. Il suo solo amico, il maestro, era stato tra i primi a mostrare un assurdo interesse per la scoperta del povero Fred. Fuggire...ok. Questo poteva essere facile. Bisognava solo trovare il coraggio di salire sul suo pony e poi galoppare lontano chiedendo aiuto al primo posto che la sua mente gli aveva consigliato. Non conosceva bene i guardiani del tempo, ma era sicuro che tra tutti potevano essere quelli che avrebbero saputo dare un senso alla follia del mondo. Gli ci erano voluti tre giorni di marcia intensa per raggiungere le porte Adamantine di Arianrhod , la città meridiana.
Affamato e stanco, il corpo gracile di Joan era steso sul dorso del piccolo pony. L'animale a sua volta, bava alla bocca era ormai raggiunto allo stremo delle sue forze. “Aiu...to! Guardiani...perfavore.” la prima volta la voce era uscita così esile che nemmeno le sue orecchie l'avevano sentito. Aveva poi ripetuto con maggior vigore; una, due e tre volte sino ad un ruggito disperato che gridava: “AIUTO!”
CITAZIONE
OT: Benvenuti in quella che è un altra delle avventure globali dell'Armata del Drago. Siete tutti invitati, la turnazione è libera e qui di seguito alcune specifiche sulla Malapietra:
Malapietra: Roccia scura, simile a gesso. Fragile e usata per molti usi, soprattutto nella necromanzia e magia applicata. La malapietra non può essere prodotta, tuttavia vi sono alcuni rari filoni, tale che anche un piccolo sasso di malapietra ha un valore astronomico. Fra i suoi impieghi, i principali:
. Catalizzatore per energie magiche, assunta in dosi massicce da maghi nel corso di rituali, permette di incrementare temporaneamente la propria riserva di mana, sebbene con conseguenze devastanti sul fisico (motivo per cui è particolarmente ambita dai Liche, che sono resistenti a questi effetti collaterali, al contrario degli umani che di solito ci lasciano le penne).
. Componente alchemico, si dice che la pietra filosofale necessiti di questo componente, inoltre la malapietra opportunamente trattata si può impiegare anche per trasmutare il piombo in oro o per resuscitare temporaneamente i morti con l'alchimia senza ricorrere alla negromanzia.
. Componente in particolari leghe, fusa in piccole quantità con ferro e carbonio, con particolari tecniche di fusione si ottiene un acciaio nero estremamente resistente, pesante quanto un equivalente in acciaio ma resistente quanto il mithril nanico ed estremamente resistente alla magia. Tuttavia, sollecitato eccessivamente e superato un certo limite di sopportazione la lega tende ad esplodere invece di limitarsi a spezzarsi come i normali materiali.
. Droga, alcuni pazzi la sniffano come se fosse una droga qualunque. La malapietra induce forte sensazione di potere e dona temporaneamente deboli capacità magiche anche a comuni esseri umani. La conseguenza della sua assunzione, ovviamente, è quella di bruciarsi il cervello, già al terzo o quarto uso il soggetto che la assume subisce crisi di demenza, catalessi, a volte coma o infarto.
Edit By .Dark_Side. per maggiore ordine (non si capiva a colpo d'occhio dove finiva il post e iniziavano le spiegazioni)^^
Edited by .Dark_Side. - 20/11/2009, 13:03
Vi è felicità per chi accetta Il proprio destino.. Vi è gloria per chi combatte Il proprio Destino.
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Le guardie per quanto intorpidite da quel freddo glaciale non poterono fare a meno di ascoltare, oltre quelle invisibili mura, il disperato grido di aiuto. Uno straniero dall'aria distrutta sostava dinnanzi alle grandi porte di ferro e adamantio accerchiate dal nulla. Ben presto a scrutare il povero viandante erano poco più di una decina di guardiani e un messo era stato inviato prima alla roccaforte e poi alla caserma della casata. Ben presto tutti i reparti militari e i corrispondenti componenti e condottieri sarebbero stati al corrente della notizia. Il TrisPrimus aveva previsto un evento catastrofico, e nella stessa identica maniera il triunvirato dei veggenti più potenti di Celentir aveva annunciato quell'evento dai tratti ancora sfocati. Primo fra tutti fu il principe Von Seamond che. giunto alle porte della casata, ordinò ai soldati.
Aprite immediatamente le porte a colui che cerca ricovero tra le nostre mura!
Il paladino indossava la sua cotta in maglia sopra un pesante tessuto fatto in lino. I piccoli anelli in acciaio tintinnavano contro i gambali del guerriero, mentre una lunga tunica bianca sfiorava appena il piazzale lastricato della casata dinnanzi al grande portone. Un cinta in cuoio stringeva alla vita il grande spadone del condottiero del tempo appena nascosto dal fodero, in cuoio anch'esso, e da un lungo mantello azzurro. Gli occhi di un ceruleo glaciale erano capaci di incutere timore e rispetto, secondi solo alla capacità della sua spada nei confronti dei suoi nemici. I capelli biondo cenere erano scossi appena dalla gelida brezza che vigeva imperterrita all'interno della città meridiana. Il braccio, completamente armato, richiamò l'attenzione di un soldato dando specifico ordine di aprire i portali, mentre con lo sguardo cercò le divise caratteristiche del sentiero della piuma.
Voi. Chiamate il capitano delle piume Zell Dincht, la fenice della notte profonda Iridio Y'llanwor. A quest'ora la regina sarà già stata informata, presto arriveranno anche coloro i quali sono stati designati da lei per sovraintendere alla situazione. Vi consiglio di rendervi presentabili.
Disse ad alta voce, rivolgendosi per ultimo a tutti i soldati presenti. Il portone oramai era spalancato e i soldati incaricati si avvicinarono al moribondo con una borraccia di acqua fresca e un tozzo di pane con il miele. Da lontano il principe osservava la scena incuriosito da quello che si nascondeva nella mente di quel povero disgraziato...
CITAZIONE
Siete pregati di rispondere alla quest in quanto componenti della casata stessa. A maggior ragione dovrebbero rispondere i guardiani delle porte. Vista l'inefficienza di questi ultimi, non si esclude la possibilità di cedere la carica di guardiano delle porte a coloro i quali parteciperanno a tale scena di gioco. Si ricorda che questa scena di gioco è introduttiva a una assai conveniente quest di carattere globale ma adatto a qualsiasi livello di gioco.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. "Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
Dialogo di Iridio; Dialogo di Altri; Pensiero di Iridio; Pensiero di Tenebrio; Spiriti ancestrali
Iridio sedeva tranquillamente ai piedi di un frassino, vestito con una tunica broccata nera e scarlatta, calzoni verdi e gli stivali da soldato di Khorinys, ai quali difficilmente avrebbe rinunciato. Accanto a lui la cappa che aveva ricavato da un vecchio stendardo Von Seamond. Nessun'arma o bardatura su di lui. Ormai perfettamente a suo agio nel suo ruolo di Fenice della Notte Profonda e Cavaliere Entherya per volere degli Spiriti Ancestrali di Khorinys, aveva deciso di passare l'intera mattinata nel bosco, per entrar in sintonia con gli antichi Re del passato e parlargli. Capire la natura del suo male interiore. Sradicarla. Ad un certo punto, dinanzi a lui, la nebbia di primo mattino si condensò, brillando di sprazzi dorati e da essa nacque una figura alta, la cui veste bianca pareva nascere da quella nebbia. Iridio sapeva bene chi essa fosse. Le sacre incisioni che recava sul suo vessillo parlavano chiaro. Maidir, Clár na aithreacha... esordì Iridio chinando il capo. Disgustoso servile... Taci, demonio... Ignorando gli insulti di Tenebrio, il ragazzo prestò ascolto alle parole dello spirito dinanzi a lui. Iridiam, na geataí na cathrach imeachtaí tromchúiseacha a cheangal do láithreacht láithreach gli disse il vassallo dei Padri con voce cristallina. Ai cancelli settentrionali...ed io non c'ero...se è accaduto qualcosa che avrei potuto prevenire non me lo perdonerò mai... Alzatosi, Iridio si rivolse nuovamente allo spirito. Gabhaim buíochas leat as a thabhairt dom rabhadh, cúntóir d'aois. Beidh mé a lámh féin? Líon Ní gá fu il responso dello spirito prima di dissolversi nella nebbia di primo mattino. Iridio non perse tempo. Si mise sulle spalle la cappa rossa con lo stemma di una fenice nera e si precipitò lungo la discesa del colle, diretto verso le porte che avrebbe dovuto proteggere. Che sia troppo tardi? si chiese mentre scorgeva da lontano le porte aperte ed un capannello di uomini d'arme radunati fuori ad esse. Arrivato col fiatone davanti alle porte, cercò di scorgere a chi i soldati della Cittadella stessero prestando soccorso, ma pensò bene di non intralciarli. Ad assistere gli eventi da lontano c'era il principe Marcus Altero Von Seamond, bardato in cotta di maglia e coperto da una tunica bianca ed un manto color cielo. Sentendosi quasi inopportuno per la situazione e per il modo disarmato in cui si presentava, Iridio decise di rivolgersi a lui. Lá maith, principe Altero Von Seamond. Ti chiedo scusa per il mio modo di presentarmi decisamente non consono ad un difensore delle Porte Settentrionali di Arianrhod, in quanto non porto armi con me. Mi trovavo tra i boschi a Nord quando ho percepito che stava accadendo qualcosa qui alle porte. Come mai c'è quest'agitazione? Cos'è accaduto? Attese pazientemente la risposta del Principe.
O.T. chiedo scusa per il ritardo.. avrei voluto attendere di aver pronto il nuovo equipaggiamento, ma magari potrei recuperarlo in un post durante la quest..
"L'imeall Soilsiú è alfine giunto, per me. La scelta è dunque compiuta. Ora ho scelto la Luce, ma in me esiste ancora l'Ombra. Eppure sono giunto all'apice di ciò che a lungo ho atteso. Sono vincolato dalle leggi ancestrali ed inappellabili della mia terra... ...Sono legato ai giuramenti che mi proteggono e mi difendono... Perche, io mi domando, perche? La maledizione che mi accompagna dalla prima alba della mia vita continuerà a tormentarmi, anche dopo l'ultimo respiro? Cosa sarà di me, dopo la morte? Pace o dannazione? Non esistono brave e cattive persone. Eppure ho fatto cose che giudico buone, così come ne ho fatte di cattive. Sarò davvero degno di ciò che rappresento? Sarà giusto che io riceva questa responsabilità? Forse non mi interessa davvero sapere la risposta a questa domanda. Ma so perfettamente cosa farò... Continuerò a star dalla parte di me stesso...."
Group: Von Seamond Posts: 588 Location: Valle dei Draghi
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Maestoso, pericoloso, potente e infinito. Questi erano alcuni degli infiniti aggettivi che si potevano usare per definire lo spettacolo che avevo davanti ai miei occhi; un oceano inbufalito, onde alte dai 3 ai 5 metri. Adoravo guardare il mare mosso dalla spiaggia, tutte le goccioline create dai cavalloni che mi arrivavano in faccia, l'odore pungente del mare, i gabbiani che brulicavano sul bagnasciuga per mangiare i molluschi e i vermetti che venivano portati a riva dalle onde, il loro lavoro però era reso più arduo da Artax che cercando di catturarli non gli permetteva di poggiarsi sul suolo. Ero in pace, rilassato e contento, avrei voluto che quel momento si fermasse li senza mai continuare, solo il pensiero di dover tornare nell'armeria dentro quelle temperature disumane mi metteva a disagio. Ad un certo punto una folata di vento alzò una nube di sabbia che si andò a infilare negli occhi e fece male, molto male. Quello era il problema di stare a guardare il mare agitato, il vento che ti tirava addosso di tutto. Poi sentii una voce che sembrava molto lontana, probabilmente per le folate che spostavano il suono. CAPITANO ZELL CAPITANO ZELL!! Mi girai a guardare e notai che era una delle guardie di Arianrhod. Si? Che c'è? sapete che odio essere disturbato quandomi stò rilassando! L'uomo che aveva il fiatone rispose. Capitan Zell, il principe Artur Von Seamond mi ha comandato di correre a cercarla e una piuma mi ha detto dove l'avrei trovata, non so il motivo di quest'urgenza ma dopo che il principe ha visto un uomo tra la vita e la morte davanti alle porte adamantine ha ordinato di cercare sia lei che il signor Iridio. Cosa diamine stava succedendo? Un moribondo alle porte di Arianrhod? Doveva essere una cosa importante. Con un fischio chiamai la tigre che arrivò subito. Che c'è Zell? Perchè mi hai chiamato? Sembrava adirato per averlo disturbato ma quello non era il momento di giocare. Artax è successo qualcosa ai cancelli devo tornare più in fretta possibile. Mi puoi portare tu? La tigre capì che non l'avevo disturbata così per divertirmi così. Ok Zell, sali saremo li fra 4 minuti al massimo. Bene grazie Artax! poi rivolto al messaggero, Mi dispiace lasciarla qui, ma Artax con due persone in groppa fa fatica a correre, le dispiace tornare da solo? Non si preoccupi capitano, si sbrighi! Così facendo slittare le zampe sulla sabbia per la poca aderenza che dava partimmo a tutta velocità verso le porte dei Von Seamond. Giusto 4 minuti dopo arrivammo alla meta, un gruppo di persone evidentemente agitate formavano un cerchio, probabilmente li c'era la persona che stava male, poi vidi Iridio che parlava con il cavaliere, mi avvicinai e salutai. Ciao Iridio, salve Sir. Artur, mi potreste aggiornare sull'accaduto un suo messaggero è arrivato da me molto preoccupato dicendomi di recarmi immediatamente qui, che succede? E attesi una risposta dal principe.
Edited by Blu_Dragon - 25/11/2009, 19:42
CITAZIONE (Le Pazze @ Slam Dunk, rivolte a Rukawa)
Vai Rukawa sei il migliore, un batocchio percussore
Group: Von Seamond Posts: 3358 Location: Sistema solare
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Si trovava lì quasi per caso. Essendosi presentato come membro della casta nobiliare aveva necessità di conoscere i membri della casata ed aveva stabilito che il modo migliore per farlo era certamente quello di girovagare per la casata, semplicemente ascoltando. Proprio ascoltando aveva sentito qualche popolano urlare qualcosa a proposito di uno straniero e della presenza del principe: decise di cogliere l'occasione al volo, poichè non aveva mai avuto la fortuna di vederlo. Si incamminò rapidamente verso il portone ma si fermò prima di raggiungerlo, poichè riconobbe il portamento maestoso di una figura bionda, che non poteva essere altri che il principe. Dopo un inchino più che formale, passò al punto della situazione:
"Maestà, sono Mens Von Seamond... Forse siete stato informato della mia storia"
I due profondi occhi verdi scavavano in quelli del principe, penetrandoli con una preoccupante forza.
"ho sentito urlare qualcosa a proposito di uno straniero che è giunto qui e la vostra presenza mi porta a pensare che l'evento abbia una qualche importanza. Sbaglio?"
Melenso al punto giusto, ma deciso. Un buon punto di inizio per la sua scalata al potere, quel dialogo.
Dio è amore. L'amore è cieco. Steeve Wonder è cieco. Conclusione: steeve wonder è Dio Io sono Nessuno. Nessuno è perfetto. Solo Dio è perfetto. Conclusione: io sono DIo. Io sono Dio. Dio è Steeve Wonder. Conclusione: merda sono cieco!!!
Group: Von Kramer Posts: 3449 Location: L'isola più vicina all'inferno / Midgard
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C'era voluto più di qualche minuto, per l'arrivo dei primi soccorsi su Joan Lewan. La guardia del portale l'aveva avvistato arrivare da lontano ma prima di definire qualunque azione, o strategia aveva aspettato l'arrivo delle alte Cariche.
Aperte le porte una decina di uomini corsero ad accoglierlo, due erano rimaste pesantemente armate e poco distanti. Quasi ad osservare la scena e i dintorni. Di questi tempi non si è mai sicuri di chi bussa alla porta dei Guardiani. Gli altri; si occuparono di lui facendolo scendere con cautela dalla piccola bestia che cavalcava. Lewan aveva una costola rotta, tutto il corpo era un acciacco. Ed ad ogni movimento urlava proprio come una femminuccia. Era caduto da cavallo durante il viaggio; ma questo non l'aveva fermato. Risalito sulla bestia era arrivato fino a loro. Aveva divorato il pane e l'acqua che gli era stata offerta, ma ciò gli aveva dato solo la forza di lasciare il suo messaggio hai pochi che lo avevano soccorso.
“Sono Joan Lewan di Kolt. Due decadi fa ( 20 giorni) la cometa... è caduta. Moraah è stata distrutta! E i soccorsi... forti uomini che abbiamo mandato la non sono mai tornati. Fred aveva riportato una pietra, bellissima...tutta nera. Una Malapietra che tutti a Kolt volevano....Si sono uccisi tutti.”
Il parlare lo straziava, un forte dolore al petto ad indicare che la costola rotta aveva urtato e lacerato uno dei polmoni. Forse per Joan non c'era molto da fare; peccato che quel messaggio non era arrivato direttamente ha quei quattro leader che osservavano la scena dalle mura. Le loro vestigia curate e costose avevano fatto in modo che Joan li riconoscesse subito. Avrebbe voluto dirlo a loro e non ha dei soldati che forse avrebbero semplificato ed incompreso le sue parole.
Aveva anche tentato nuovamente di rialzarsi ma nonostante l'aiuto di due robusti uomini, le sue urla di dolore l'avevano fatto esitare. Se uno di loro si fosse avvicinato gli avrebbe riparlato; dicendo: “sono di Kolt,..l'astro è su Morrah. Una pietra che abbiamo trovato ha fatto impaz...tutti. Ssi sono ucccccisii....”
In ogni caso nel giro di pochi minuti la sua voce era scomparsa, i suoi occhi sbarrati e la vita strappata. L'ultimo cittadino di Kolt era deceduto.
Ot/ Siate realisti e attenetevi al vostro pg. Cosa farebbe? Le guardie, sono così inteligenti da ripetere un messaggio completo e complesso come quello? Tante orecchie che ascoltano...tante interpretazioni diverse\OT
NOTA IMPORTANTE E MODIFICA: Nel caso in cui nessuno dei partecipanti si può per motivi gdr avvicinare al moribondo e sentire le sue parole. Interverrò io per dire cosa dicono le guardie, valutandolo con un sistema casuale che stò elaborando. P.s non è tirando un D20.
Edited by .:Cry:. - 23/11/2009, 11:32
Vi è felicità per chi accetta Il proprio destino.. Vi è gloria per chi combatte Il proprio Destino.
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Il paladino osservò la scena evolversi pian piano. Il guerriero dovette attendere poco prima di vedere Iridio e Zell, coloro i quali aveva convocato. Fece appena un passo verso di loro cercando con gli occhi la loro attenzione.
Capitano delle piume...
Disse, facendo cenno di saluto con la testa.
Fenice della Notte Profonda...
Salutò l'altro portando la mano sulla fronte, simulando un antico saluto elfico.
Non c'è alcun bisogno di armi Y'llanwor... Ne di allarmarsi Dincht... Il TrisPrimus aveva previsto l'arrivo di un superstite a ciò che è accaduto a seguito dell'avvento della cometa nel cielo circa un mese fà... Ora finalmente avremo la possibilità di risolvere gli innumerevoli dubbi che attanagliano il Consiglio dei Veggenti...
Concluse il principe Von Seamond, guardando in direzione dei soldati e dello sfortunato straniero.
Sono sicuro che presto avremo modo di...
Qualcosa attirò l'attenzione del guerriero, una figura curiosa che alla vista del principe aveva fatto un inchino decisamente esagerato. Il giovane pareva dire di avere le sue stesse origini... Il principe era il solo ad avere rimembranze dei ricordi di Salwa. Quando il fondatore della casata sacrificò la sua vita in un rito di sangue per Cry, l'energia negativa che si sprigionò trovò posto nel suo corpo. Salwa non aveva avuto figli, ne lontani parenti... Chi poteva essere costui? A quelle parole il paladino alzò il sopracciglio in un'espressione incredula.
No...Mens... Non sò niente della vostra storia.
Si avvicinò di qualche passo in direzione di quel nuovo componente.
Mi farai sapere...
Avrebbe indagato, questo era certo, ma non era il momento più opportuno per sentire le storie di un ficcanaso. Magari, se l'Investigos fosse venuto avrebbe chiarito ogni suo dubbio... Oppure lo avrebbe cercato in seguito... I pensieri del paladino però furono nuovamente interrotti dalla voce dell'uomo proveniente dalla zona distrutta dalla cometa, o come così avevano detto i veggenti. Preso come era da quell'ultima parte del discorso, si era allontanato abbastanza da non poter udire le soffocate parole del moribondo e poi un forte brusio tra le guardie. Ma cosa era successo? Il paladino scattò verso la piccola compagine di soldati che erano accorsi. Era troppo tardi. Gli occhi del giovane lanciarono un ultimo fugace sguardo per poi lasciare definitivamente il posto all'oscura visione della morte. ...
Cosa è successo!? Esigo una spiegazione! Ha Parlato!? Cosa ha detto? ... Chiamate un chierico!
Il Principe era adirato. Con sguardo furente scrutava negli occhi di tutti i soldati vicini. Qualcuno lo forse lo aveva volutamente fatto tacere? Si rivolse ai primi due che aveva esplicitamente chiamato.
Forse voi siete stati in grado di sentire? Io... Io ero lontano!
Concluse, lanciando uno sguardo dietro di sè...
CITAZIONE
Autorità Indiscussa Il principe Von Seamond a seguito della sua trasformazione ha acquisito alcuni tratti caratterizzanti la vecchia figura del fondatore dell'omonima casata. A seguito del contatto con lo spirito demoniaco del Signore del Tempo Artur è diventato capace di qualsiasi gesto purchè sia in funzione della missione da ritenuta sacra. Una tale convinzione e senso di giustizia hanno portato il paladino ad affermare anche solo con la sua presenza quella stessa convinzione che lo anima senza controllo. In termini di gioco la presenza del principe causerà a chiunque lo guardi un rispetto incondizionato e quasi dovuto nei confronti di chi con tanta devozione persegue la sua causa. In termini di gioco il potere derivante da questa abilità è costante ma trova la sua chiave nelle parole, o anche nei gesti, che il condottiero esegue.[Passiva]
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. "Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
Mentre attendeva, Iridio notò l'arrivo di un altro Von Seamond che ben conosceva: Zell. Ciao Iridio.. Dia duit Zell rispose Iridio amichevolmente. salve Sir. Artur, mi potreste aggiornare sull'accaduto un suo messaggero è arrivato da me molto preoccupato dicendomi di recarmi immediatamente qui, che succede? Alfine il principe Von Seamond si rivolse a loro, salutandoli entrambi in maniera differente. C'era un che di carismatico ed autoritario nei suoi occhi, che comandava all'attenzione, al rispetto e all'obbedienza. Non c'è alcun bisogno di armi Y'llanwor... Ne di allarmarsi Dincht... Il TrisPrimus aveva previsto l'arrivo di un superstite a ciò che è accaduto a seguito dell'avvento della cometa nel cielo circa un mese fà... Ora finalmente avremo la possibilità di risolvere gli innumerevoli dubbi che attanagliano il Consiglio dei Veggenti... concluse posando lo sguardo sul ferito. Intanto si avvicinò a lui un guerriero che esordì presentandosi. Quanto arrivismo... sibilò Tenebrio. É rispetto..cosa che non potrai mai comprendere... ribattè Iridio mentre, incuriosito, si avvicinava all'uomo che le guardie stavano cercando di soccorrere. Consiglio dei Veggenti...continuo a non fidarmi di loro...anche se non lo ammetterebbero mai dinanzi a me..potrebbero esser Entherya...come me. Come fai a pensar simili sciocchezze? Evidentemente Khorinys non è l'unica città a conoscer le arti dei Veggenti di Padre Cielo... Potrebbero anche esser degli esiliati di Khorinys..chi può mai saperlo? La città, decenni or sono, cacciò molti incantatori che avevano compiuto nefandezze... Intento a battibeccare con il suo demone, Iridio cercò con lo sguardo l'uomo ferito, accalcato dai soccorritori. Lo vide mentre stava cercando di parlare. Cosa starà dicendo? che sia un contadino scampato ad una razzia? si chiese Iridio mentre cercò di avvicinarsi di più. Qualche soldato che era presente alla sua Cerimonia d'investitura lo riconobbe quasi subito, lasciandogli spazio per passare. Ringraziatolo con un cenno di capo, Iridio cercò di capire le parole dell'uomo. ...tutta nera. Una Malapietra che tutti a Kolt volevano....Si sono uccisi tutti...” Le sue parole furono interrotte dallo straziante urlo di dolore come conseguenza al suo tentativo di rialzarsi. L'urlo di un cigno.. commentò cinicamente il suo demone.. Il parlottare di alcuni soldati impedì ad Iridio di ascoltare l'inizio delle parole dell'uomo. “Kolt... Morrah. ...ha fatto impaz...tutti. Ssi sono ucccccisii....” Queste furono le uniche parole che Iridio riuscì a comprendere. E sfortunatamente per quell'uomo, furono anche le ultime. I soldati iniziarono a parlottare tra loro, lasciando Iridio ai suoi pensieri. Cosa avrà voluto dire con ciò? Malapietra? Morrah? Ma non ebbe tempo per far congetture, che il principe Von Seamond si fece largo tra il gruppo di soccorritori gridando: Cosa è successo!? Esigo una spiegazione! Ha Parlato!? Cosa ha detto? ... Chiamate un chierico! Era adirato, lo si capiva dagli occhi furenti. Istintivamente, Iridio disse: Mi spiace principe Altero Von Seamond. Avrei dovuto avvertirla prima. Oramai quest'uomo è in pace. Lacchè da quattro soldi... Artur Marcus Altero Von Seamond si voltò verso di lui e Zell, con uno sguardo che non ammetteva abnegazione o mezzi termini. Forse voi siete stati in grado di sentire? Io... Io ero lontano! Senza perder tempo, Iridio parlò con lo stesso tono di voce che usava quando si rivolgeva al suo maestro d'armi ed al suo Re. Io, signore, sono riuscito a sentire alcune delle sue ultime parole. Ha parlato di una Malapietra, di abitanti di una città che si sono uccisi per averla..mi pare si chiamasse Kolt..la città intendo..non sono riuscito a capire altro... Si fece da parte, lasciando che anche Zell parlasse.
"L'imeall Soilsiú è alfine giunto, per me. La scelta è dunque compiuta. Ora ho scelto la Luce, ma in me esiste ancora l'Ombra. Eppure sono giunto all'apice di ciò che a lungo ho atteso. Sono vincolato dalle leggi ancestrali ed inappellabili della mia terra... ...Sono legato ai giuramenti che mi proteggono e mi difendono... Perche, io mi domando, perche? La maledizione che mi accompagna dalla prima alba della mia vita continuerà a tormentarmi, anche dopo l'ultimo respiro? Cosa sarà di me, dopo la morte? Pace o dannazione? Non esistono brave e cattive persone. Eppure ho fatto cose che giudico buone, così come ne ho fatte di cattive. Sarò davvero degno di ciò che rappresento? Sarà giusto che io riceva questa responsabilità? Forse non mi interessa davvero sapere la risposta a questa domanda. Ma so perfettamente cosa farò... Continuerò a star dalla parte di me stesso...."
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La solennità del principe Von Seamond era da ammirare, non si scomponeva mai, neanche quando vedeva un uomo che stava morendo, rispose al saluto con fierezza e autorità.
CITAZIONE
Capitano delle piume... Fenice della Notte Profonda... Non c'è alcun bisogno di armi Y'llanwor... Ne di allarmarsi Dincht... Il TrisPrimus aveva previsto l'arrivo di un superstite a ciò che è accaduto a seguito dell'avvento della cometa nel cielo circa un mese fà... Ora finalmente avremo la possibilità di risolvere gli innumerevoli dubbi che attanagliano il Consiglio dei Veggenti...
Era strano ma quando parlava, sembrava più imponente, il mio subconscio mi diceva che dovevo portare rispetto per quell'uomo, ma questo aveva il vizio di menzionare sempre e comunque quel dannato TrisPrimus. Mi scusi signore, ma sinceramente io non nutro una grande fiducia verso quelli del TrisPrimus, per quanto ne so potrebbe essere una droga a farli parlare così e sono solo allucinazioni da sbandati. Ma magari mi sbaglio. Dopo essermi rivolto al cavaliere mi voltai verso l'uomo disteso per terra, gli uomini che lo accerchiavano sembravano imbranati, lo guardavano li senza far niente. Ad un certo punto vidi una piuma di fenice e la chiamai a raccolta. Ehi tu, corri immediatamente a chiamare un medico. Sbrigati! Così mi avvicinai al gruppetto per controllare personalmente le condizioni dell'uomo, per quanto io di medicina non ne capissi nulla. Spostai di forza un soldato a vidi che il viandante stava mangiando del pane e bevendo un po' d'acqua, poi alzò urlando per il dolore e aprì la bocca per parlare con voce debole.
CITAZIONE
sono di Kolt,..l'astro è su Morrah. Una pietra che abbiamo trovato ha fatto impaz...tutti. Ssi sono ucccccisii...
Poco dopo la fine di quella frase morì accasciato sul vialetto di entrata. Poco dopo arrivò anche il medico accompagnato dal mio sottoposto. Può anche tornare indietro quest'uomo è deceduto Poi con voce adirata parlò anche il principe.
CITAZIONE
Cosa è successo!? Esigo una spiegazione! Ha Parlato!? Cosa ha detto? ... Chiamate un chierico! Forse voi siete stati in grado di sentire? Io... Io ero lontan
Tornai vicino al paladino e gli parlai. Signore, io sono riuscito a sentire qualcosa. Ha detto che è di Kolt, poi ha detto che una stella è su Morrah. Poi ha parlato anche di una pietra per cui si sono tutti uccisi, o per lo meno io ho capito questo. Sperai di esser stato esauriente, perchè il principe furibondo non dev'essere un bello spettacolo da vedere.
Edited by Blu_Dragon - 25/11/2009, 19:41
CITAZIONE (Le Pazze @ Slam Dunk, rivolte a Rukawa)
Vai Rukawa sei il migliore, un batocchio percussore
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Seduto da solo ad un tavolo fuori da una locanda, il gufo guardava verso un piatto che gli era stato portato da più di un'ora. La pietanza, ormai fredda, aveva l'aria squisita ma Barn si limitava a guardarla. Aveva la maschera leggermente sporca lì dove sarebbe dovuta esserci la bocca. Ecco, forse era quello che gli mancava più di tutto dallo sventurato evento. La bocca. Il pensiero di non poter parlare ma soprattutto non poter mangiare normalmente a volte lo abbatteva tanto da ordinare un piatto che in nessun modo avrebbe potuto mangiare. Si guardò intorno osservando la gente che passeggiava o parlava bisbigliando. Poi un individuo in particolare attirò la sua attenzione. Era in uniforme militare, di quelle che di solito si vedono attorno ai cancelli Signor Oooowl!!
chiamava proprio lui, che coincidenza
Signor Owl, finalmente...
riprese fiato qualche secondo il comandante delle piume della fenice Zell Dicht mi ha mandato a chiamarvi. Un uomo presentatosi alle porte ha bisogno di cure immediate... si sbrighi o..
con un gesto veloce il barbagianni lo afferrò per la maglia, facendolo sedere al suo posto. Mentre si allontanava, un cartello comparve nella mano dall' informatore
CITAZIONE
finisci tu il cibo... sono 450 zeny
alle porte
Lo vedeva disterso per terra l'uomo che aveva attirato così tanta gente alle porte adamantine. Riconobbe Altero Von Seamond, Irido e Zell che parlavano animatamente. Le spiegazioni sarebbero arrivate subito dopo la salute del viaggiatore. Si inginocchiò al suo fianco, e tanto bastò. L'anima aveva lasciato il corpo già da qualche minuto e niente che il muto rapace conoscesse avrebbe potuto riportarlo in vita. Con la mano chiuse gli occhi spalancati per il dolore dell'uomo per poi alzarsi e coprirlo con un lenzuolo bianco prontamente comparso dal nulla. Rapidamente si avvicinò al gruppetto esibendo un cartello che riportava a chiare lettere le sue richieste
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Cosa è successo!? Esigo una spiegazione! Ha Parlato!? Cosa ha detto? ... Chiamate un chierico!
Il gruppo di guardie si guardava attonito. Ognuno cercava sicurezza nell'altro, perchè nessuno era veramente sicuro di aver capito le parole del defunto. Ognuno era stato distratto o parzialmente reso sordo dal rumore di fondo che contornava in quel momento agitato le porte.
Alcuni abbassarono lo sguardo e indietreggiarono di un passo. Non si aspettavano una fine tanto veloce.
Io, signore, sono riuscito a sentire alcune delle sue ultime parole. Ha parlato di una Malapietra, di abitanti di una città che si sono uccisi per averla..mi pare si chiamasse Kolt..la città intendo..non sono riuscito a capire altro... “No Signore!” Interruppe un uomo rude e di forte corporatura. “Gli abitanti sono stati uccisi da Morrah e Fred, due demoni caduti dal cielo...almeno questo è quello che ho sentito io”.
Ma di sicuro lo sguardo stretto ad osservare i suoi compagni, faceva capire che di questo l'uomo non ne era particolarmente sicuro.
CITAZIONE
Signore, io sono riuscito a sentire qualcosa. Ha detto che è di Kolt, poi ha detto che una stella è su Morrah. Poi ha parlato anche di una pietra per cui si sono tutti uccisi, o per lo meno io ho capito questo.
Un giovane si propose nel confermare le parole della piuma di fenice, ma altri si sollevarono nel smentire questa strana teoria. Le voci cominciarono a girare e le certezze erano sicuramente poche. Andavano ponderate molte decisioni. Intanto Joan Lewan attendeva morto la sua sepoltura...portando con se ancora qualche segreto.
Vi è felicità per chi accetta Il proprio destino.. Vi è gloria per chi combatte Il proprio Destino.
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Il paladino ascoltava con attenzione le parole che venivano pronunciate da ogni persona li presente. Incredulo assisteva a una scena tanto assurda da parere irreale. Nessuno di loro aveva la benché minima certezza delle ultime parole lasciate dallo straniero prima del fatale spiro.
E' assurdo! Com'è possibile che nessuno voi sia capace di dirmi con certezza quali sono state queste strameledette parole?
Gli occhi del paladino scandagliavano lo sguardo di ogni soldato nel tentativo di carpirne l'animo e le intenzioni. L'ultimo a parlare fu un soldato sospetto che, quando espresse la sua frase, dal tono poco convinto, fu guardato in malo modo dagli altri. Non vi erano dubbi, se quella situazione era nata per caso o meno era a causa di incompetenti come quelli... La mano destra del cavaliere puntò immediatamente in direzione di quell'ultimo soldato.
Tu! Ora vieni con me.
Se fosse stato necessario lo avrebbe intimato usando una dei suoi richiami, ma sapeva bene che la sua voce in quel capitolo era indiscussa. Doveva seguirlo o si sarebbe trovato nei guai... Guai molto seri... Sarebbero andati dall'Investigos e lui lo avrebbe interrogato a dovere. Fece solo attenzione affinché il soldato lo seguisse, senza dare ulteriori spiegazioni ai presenti. Solo un attimo prima di lasciare il piccolo piazzale del grande portale gridò.
Fate luce su questa situazione e date un rapporto dettagliato alla regina nel caso non sia lei stessa a venire qui...
Guardato nuovamente negli occhi il soldato, si incamminò in direzione della roccaforte.
CITAZIONE
Annuncio la mia uscita dalla giocata. Cry, se il soldato ha qualcosa di rilevante da spifferare manda mp e mi assicurerò di fare una giocata (non sò se autoconclusiva o con il pg investigos di alicamantus) per essere a conoscenza di tali informazioni, altrimenti la cosa può cadere nell'oblio. Buon proseguimento a tutti. ^^ ps: spardo, non ti vede perchè è incazzato come una biscia xDDD
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. "Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."