L' Armata del Drago ~ Rpg by Forum

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Storia di Celentir
view post Posted on 8/7/2009, 11:01Quote
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Ashura Hiten Warrior

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 20:45


Calendario di Celentir





Storia

Tutte le citazioni che troverete in questo documento sono state prese da vecchi topic, ormai cestinati, e raccontano non una qualsiasi storia, bensì la vera crescita del mondo di Celentir, la storia che è stata vissuta e cambiata dai giocatori dell'Armata del Drago.
In loro memoria e con la speranza che possa rivelarsi una fonte d'ispirazione per chiunque la legga, sicuramente state leggendo un'importante raccolta di cinque anni di storia GdR.


ANTICA CRONOLOGIA DI CELENTIR
Prima della venuta delle casate


“Era un andirivieni di scriba, indaffarati a tenere in ordine l’antica biblioteca.
Quel luogo non poteva essere certo chiamato così, tuttavia. Era immenso, e la sapienza che v’era all’interno era così forte che la si poteva toccare con le mani nell’aria. Ci si sentiva schiacciare dall’enorme quantità di manoscritti, alcuni dei quali con svariati millenni di età, tenuti in vita solo grazie alla magia elfica.
Lì dentro, in quella che non poteva essere una semplice biblioteca, le parole raccontavano la storia di Celentir, e degli eroi che vi hanno combattuto.”


Tratto da: Dediche varie
Di: Triel Elessedil, antico fondatore della dinastia Elessedil.

***


Eldereth

Eldereth non fu solo la prima grande capitale di Celentir. Per molti fu anche un’ispirazione, un’idea.
Per molti, fu semplicemente l’unione di tutte le razze a formare un’unica egemonia di eroi.
Qualche catastrofista non vide nulla di buono in Eldereth, poiché fu anche la causa della distruzione di migliaia di vite innocenti, fu come una roccia inevitabilmente esposta alla furia della natura, ma al tempo stesso bella e forte.

“Triel correva nella notte scura, correva per la radura assieme al suo fido lupo inverno, guidato dalla luce del suo bastone. Piano piano il terreno iniziò a inclinarsi, e Triel si inerpicò su una collinetta. Il terreno era scivoloso, ma i suoi piedi da Druido viaggiavano sicuri e gli impedivano di cadere. Sapeva che il compimento del piano dipendeva da lui, era stato lo stratega, aveva elaborato un piano ecellente, e questa volta eldereth sarebbe caduta seriamente. Alla sommità della collinetta per la quale lui si inerpicava vi era una torre, dove avrebbe fatto un'offerta alla natura. Eldereth per essere costruita aveva sacrificato ettari e ettari di verde, e dove in quel momento si trovava una gigantesca metropoli, prima chilometri e chilometri di Boschi si estendevano a vista d'occhio, un grand etorto era stato causato alla natura, e Triel il grande Druido doveva vendicarla. Conosceva il valore della vita ora, e si sarebbe limitato a distruggere la città, non gli abitanti.”

Tratto da: Assalto ai Portoni, Cronache di Guerra
Di: Triel Elessedil.

“Il cielo, la Torre, il Drago
sovrastano fieri la loro città.
Eldereth in Celentir si cela.
Eldereth."


Tratto da: La Ballata di Eldereth, antica canzone di città
Di: Tokk, soldato di Eldereth

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Demons’ Lair

Molti credono che i guerrieri barbari Von Liebewitz sono nati dalle ceneri di quella che era un tempo Demons’ Lair, baluardo del caos e del sapore di guerra. Non è vero. Lo spirito selvaggio di Gatsu Von Liebewitz aveva combattuto in una notte senza stelle, contro la stessa Lair, lama contro lama. Non esistono radici comuni nel tempo tra eroi di guerra, e Celentir questo l’ha imparato dal sangue di cui è pregna la sua terra.

“Tempo fa, un guerriero Oscuro, un mago, un ninja, una guardia nera, un pirata, molte erano le sue faccie quando si recò in codesto luogo quando Celentir era ancora unita. Egli cresceva e con esso la sua abilità e la sua audacia, veniva chiamato 'Il Demone'. Più cresceva più si guardava intorno e si rendeva conto che quello che gli girava attorno non era la perfezione e che quest'ultima avrebbe dovuta plasmarla con le sue mani. Parlo col generale del Luogo Gatsu, quest'ultimo fiero ed orgoglioso non voleva sottomettere i suoi ideali al Demone. Così egli propose una scissione del regno e la sua fazione prese il suo nome... il rifugio del demone, Demon's Lair. Il fondatore però sparì nel nulla e c'è chi narra che viaggi in solitaria alle porte argentee proteggendo la sua fazione per far si che un giorno Demon's Lair conquisterà Eldereth. ”

Tratto da: Le Origini di Demons’ Lair
Di: Trojan, antico che quasi sfiorò il Vahlalla.

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Tir Fasul e l’antico fuoco magico

Tir Fasul era capitanata da Triel Elessedil, che chiamò la sua fazione anche con il nome di Eredi di Isle. Anche lui, antico e potente mago che divenne più che famoso per l’arte arcana del potente fuoco magico, si proponeva di organizzare una coalizione contro Gatsu, che salito al trono di Eldereth solo per lo sfizio di instaurare una fissa dittatura mal coperta, aveva presto un esercito di potenti guerrieri ai suoi piedi. Non era poi tanto diverso da Imsh Torumm, il nano a capo di Dragons’ Lair, che si ispirava alla guerra per seminare democrazia. Tuttavia, a differenza del barbaro Imsh, Triel divenne famoso per la sua potente mente strategica e esaminatrice. Divenne il simbolo della libertà a Celentir e chi lo seguì riconobbe in un lui una leggenda, più che un semplice elfo.

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IIkagen

Iikagen era la conferma che una democrazia si fonda su principi comuni di libertà e uguaglianza. Perché magia e spade non possono stringere la mano assieme per raggiungere un obbiettivo che è puro in sé stesso e giusto a tutti? Perché un nano non deve poter condividere un sorriso con un elfo? Se per qualcuno millenni di razze in guerra tra loro, città scontrose e passati intrisi di sangue non possono inchinarsi alla libertà, qualcuno dovrà ricredersi.

“Byruum raggiunse la città neutrale, la città di Imsh e Triel. Tempo addietro aveva stretto una sorta di alleanza con Triel, non dettata da obblighi ma da semplici sensi d'onore e d'amicizia. Questa volta non si sarebbe tirato indietro. Giunse e chiamò a gran voce: " Voi, capi della città, avete del tempo da dedicare ad un vecchio viandante? Ho fatto una bella passeggiata quest'oggi e sia io che il mio pony siamo assetati, e desiderosi di scambiare quattro chiacchere tra amici! "
E attese che il suo maestro od il suo amico Triel si affacciassero alle mura.”


Tratto da: Un’alleanza da rinnovare, alle porte del futuro.
Di: Byruum, l’Essenza.

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La Grande Guerra di Celentir e la nascita delle casate

In una notte le città dominanti di Celentir e l’enorme esercito di Gatsu Von Liebewitz, fino ad allora tiranno dittatore, furono spazzate via dalla faccia di Celentir. La Grande Guerra, così chiamata dai saggi per la quantità di magia che fu impegnata per combatterla e per il coraggio che gli eroi sudarono sulle loro stesse case, terminò in un modo catastrofico.
Gli antichi capitani ne uscirono semi indenni, privati dei loro eserciti ma ancora in vita. Triel trovò il suo futuro nella fondazione di una nuova dinastia retta dalla magia: la casata Elessedil, e fortificò un nuovo gruppo di elite nella Torre d’Avorio, antiche rovine nei pressi della Foresta dei Druidi. Lì crebbe la sua forza e la sua armonia con la natura. Gatsu Von Liebewitz partendo da un gruppo di mercenari suoi seguaci, fortificò una nuova roccaforte e da lì nacque la sua casata. Divenne il tempo degli assolutismi, che mise da parte le idee di libertà e democrazia e sostituì quei giorni di prosperità alla lotta quotidiana per l’egemonia o per la sopravvivenza. Divenne il tempo degli assassini.

“La Casata degli Elessedil, anche meglio conosciuta come Myth Arandor, ha la sua sede tra le alte montagne innevate e tra il freddo gelido dei ghiacciai. Circondata da una piccola fortezza, si erge come un possente monolite bianco la Torre d’Avorio, sede di Myth Arandor e della propria accademia di magia. La casata fu fondata tempo da un elfo di nome Triel Elessedil, l’ultimo della sua stirpe a quanto si dice; molte voci giravano e girano tutt’ora attorno al nome “Elessedil”, un noto cognome elfo. La leggenda vuole che secondo gli uomini siano stati gli elfi a riportare la magia nel mondo, e in particolare la famiglia degli Elessedil, appartenente alla nobiltà elfa, ha posseduto una collezione di magici artefatti che conferivano ai membri della famiglia sia potere magico che politico, attirando in questo modo molta invidia sul proprio nome. Non si sa con precisione quale sia stato il destino della famiglia degli Elessedil: c’è chi dice che sia stata decimata da una faida contro altre famiglie, chi invece dice che la famiglia sia scomparsa a causa di un orrenda epidemia, sta di fatto che la numerosa famiglia elfa fu praticamente distrutta. Molte voci corrono su possibili membri superstiti della famiglia, ma la maggior parte si accentrano su Triel, il quale ha da poco scoperto di far parte della famiglia. Da ex-druido, Triel è diventato in breve tempo un potente mago, con ampie conoscenze in alchimia e un amore per le bestie magiche, e il fatto che possieda l’innata magia della voce conferma la sua appartenenza alla famiglia. Tempo fa Triel trovò il perduto tesoro degli Elessedil, ultima eredità di famiglia, ossia i loro artefatti magici; si dice che alcuni di essi provengano addirittura dal mondo antico. Triel non poteva in alcun modo sfuggire dal suo destino, il nome degli Elessedil gravava su di lui, così decise di andare alla ricerca di un luogo dove poter fondare la sua casata, ricostruire la defunta famiglia e mettere al sicuro i potenti artefatti. Fu così che dopo mesi di ricerca trovò la Torre d’Avorio, un monolite di pietra tra i picchi innevati delle montagne della morte; una torre è magica che custodisce incredibili segreti all’interno delle sue mura, e all’interno della quale risiedeva circa cent’anni fa un potente mago senza nome. Subito dopo aver messo al sicuro gli artefatti nei sotterranei della torre, il mago radunò attorno a sé i più valenti incantatori del regno, per studiare assieme a loro la magia e la storia del mondo antico. Venne costruita una piccola fortezza attorno alla torre, per proteggerla da possibili attacchi, e la torre stessa fu riempita di passaggi segreti, magie ed interdizioni, rendendola praticamente inespugnabile. Solamente i membri del Myth Arandor possono accedere alla torre, mentre chi non appartiene all’ordine può solamente entrare nella fortezza esterna. Oggigiorno i membri della comunità studiano assieme ogni forma di magia, la storia del mondo antico e le perdute scienze dei “Progenitori”; si dimostrano neutrali ai vari conflitti e abbastanza riservati, Interessati solo ai loro studi. Ci sono molti membri delle più svariate razze, anche se molti di essi sono elfi maghi, alchimisti o tamatori. Un piccolo contingente di guerrieri elfi, una cinquantina in tutto, protegge la torre e i membri della confraternita, vivendo e addestrandosi nella caserma della fortezza. ”

Tratto da: Frammento recuperato da Antica Origine Elessedil
Di: -anonimo-

Alucard, chiamato anche il Tamatore, l’Oscuro, per la sua salvezza e dei suoi seguaci, crebbe di potere nella casata Von Kramer, poi nel tempo deceduta.
Qualche secolo più tardi risorgerà la casata Von Kramer per mano di un pugno di uomini e un misterioso dittatore, e sarà la prova concreta che Celentir non appartiene più a sé stesso, ma a chi ha potere a sufficienza e una buona dose di volontà.

***


Chi racconta

“Questi libri sono storia, raccontano degli eroi che hanno combattuto per grandi ideali come la libertà, di come Imsh Torumm e Triel Elessedil siano riusciti a unirsi per volere un bene comune: la democrazia; e di come Gatsu Von Liebewitz abbia potuto contrastarli. Celentir è tutto racchiuso qui, in queste parole, in queste testimonianze che non sono interpretazione ma concreta verità.
Si racconta di come sia nata la casata Elessedil, l’emblema della magia più potente di Celentir, di come sia stata forgiato il sangue Von Liebewitz, e di come sia stato versato quello degli innocenti che hanno visto scorrere la loro vita in un succedersi di guerre fino al disastro totale che ha dissolto le loro speranze di pace e convivenza. Ora il regno che viviamo è un triste epilogo di ciò per cui hanno combattuto gli eroi che ci guardano seri dal Vahlalla.
Per quanto mi riguarda, so che non potrò mai raggiungerli, in quella collina dorata, in quel mondo fatato di antiche leggende, ancora viventi nei sogni di mille bambini. So che i miei sforzi saranno inutili per conservare la storia del mondo che ho vissuto e che sto lentamente salutando.
So anche che finché avrò respiro, non permetterò che gli eroi di oggi dimentichino ciò per cui quelli di ieri hanno dato la loro vita.”


Tratto da: Chi racconta
Di: -anonimo-

L'origine di Celentir

2030
Sulla terra sovrappopolata è diventato difficile vivere: megalopoli inquinate e città volanti, si estendono a perdita d’occhio per tutta la crosta terrestre, i tassi di inquinamento e di mortalità sono aumentati oltre ogni misura. Per mantenersi, le megalopoli del futuro dovevano attingere grandi quantità di energia, prodotte da sempre più pericolose e inquinanti centrali. Le grandi multinazionali senza scrupoli utilizzavano l’energia nucleare come moneta di scambio per i loro affari coi paesi più poveri, scaricando a loro insaputa le scorie radioattive nei loro territori, e l’inquinamento aumentava senza accennare a fermarsi. La terra stava cedendo sotto i colpi dell’ignoranza umana…
Finalmente alcune persone decisero di reagire: in uno dei paesi più potenti del mondo si riunì il Concilio dei Sette, un team di sette persone specialisti in ogni settore della scienza, probabilmente le menti più spiccate del pianeta. Ritiratisi in una base con tecnologia avanzata su un’isola in mezzo all’oceano, i Sette studiarono ogni campo della conoscenza umana, esoterismo e religione compresi, per trovare una fonte di energia pulita, inoffensiva e duratura. Sorvegliati e protetti da una task force di marines, i Sette scienziati studiarono per vari anni, ma i risultati non accennavano ad emergere. Le speranze del mondo andarono sempre più affievolendosi, ma dopo Sette anni il Concilio diede i suoi risultati: avevano trovato una fonte d’energia sufficientemente potente e pulita da soddisfare tutti i bisogni del pianeta attraverso una singola centrale; il Concilio le diede il nome di Terza Energia. Ma i paesi ne rifiutarono il collaudo, chi perché la riteneva troppo instabile, chi perché sarebbe stato svantaggiato, in quanto non avrebbe più potuto condurre i propri affari illeciti.
Così il Concilio dei Sette non ebbe il via dal Consiglio delle Nazioni Unite e ricevettero un ultimatum per smantellare il loro immenso laboratorio. Ma i Sette non erano intenzionati a mollare. Spinti dalla loro curiosità scientifica e dal desiderio di migliorare il mondo in cui si trovavano, convinsero il generale comandante della task force che occupava la base di unirsi alla loro causa, una task force che contava circa una cinquantina tra i migliori soldati addestrati per fronteggiare ogni tipo di minaccia. La forza dei marines, unita all’alta tecnologia e ai sistemi di difesa della base, resero l’isola una roccaforte inespugnabile. Arrivò il giorno del collaudo: il Concilio dei Sette attivò il gigantesco reattore nascosto sotto l’isola, la Terza Energia prese vita, ma in un modo che i Sette non avrebbero mai previsto. Una nube di energia, si propagò dal reattore: era incolore, ma riusciva a distorcere ogni forma fisica distruggendola; la nube si propagò per il resto del globo, ad una velocità inimmaginabile. Nel giro di ventiquattr’ore città e nazioni furono spazzate via, le megalopoli completamente distrutte, mentre la morfologia del pianeta cambiava, come sconvolta dalla misteriosa perturbazione. Catene montuose si spianavano mentre altre si innalzavano, continenti si crearono e si distrussero. Si formavano nuovi oceani e altri si essiccavano. Nessuno o quasi sopravvisse alla catastrofe: la perturbazione durò per una decina d’anni, il pianeta cambiato per sempre, e il genere umano sull’orlo dell’estinzione, i pochi rimasti a stento pensavano con lucidità al disastro. Quando la distorsione si ritirò completamente, il pianeta era cambiato e pulito, come rinato. Il tempo passava e i pochissimi sopravvissuti cercavano di riprendere le loro vite, ridotti ad una condizione di arretratezza medievale, senza alcuna forma di tecnologia; mutarono il loro calendario azzerandolo, tenendo come riferimento l’anno del disastro, denominato “Anno Zero”. Passarono 300 anni e moltissime cose durante quel periodo cambiarono: comparsero misteriosamente nuove forme di vita, nuove razze, alcune generate da mutazioni degli umani dovute alla “distorsione”, altre già esistenti ma occultatesi agli occhi degli umani. Comparvero nuove religioni in cui la gente si rifugiava per portare benessere sulle proprie vite; e con la scomparsa della tecnologia riapparve un dono che gli umani avevano perso: la magia. Non si sa chi la portò indietro e perché fu portata di nuovo alle razze, ma la magia riapparve, chi l’abbracciava apertamente e chi la osservava con irremovibile sospetto. Ma più si andava avanti negli anni più la conoscenza dei fatti si perdeva: gli antichi umani vissuti primi del disastro ricevettero l’appellativo di “Progenitori”, le antiche conoscenze perse da tempo. La stessa conoscenza dei fatti che portarono l’uomo sull’orlo dell’estinzione andò persa. I primi a ricomparire furono gli elfi e i loro cugini dalla pelle scura, i drow. Non si conosce il motivo per cui riapparvero agli occhi degli uomini, semplicemente riapparvero; molta gente sostiene che siano stati loro a portare indietro la magia all’uomo, dato che riuscivano a manipolarla con una disinvoltura disarmante. Gli elfi si amalgamarono e si integrarono molto bene con l’uomo, al contrario degli elfi della notte che rimanevano più riservati. Le altre razze arrivarono più tardi: orchi e nani popolavano le alte montagne, all’inizio inconsapevoli dell’esistenza degli umani, la loro nascita determinata con buona probabilità da mutazioni genetiche. Alcune piante dopo il disastro invece iniziarono a prendere coscienza, a potersi muovere, parlare e pensare, fino a diventare un tipo di essere particolare e curioso: fu così che nacquero gli gnomi, piccole creature a stretto contatto con la natura e con un inestinguibile senso del divertimento. Le razze si amalgamavano con relativa facilità, salvo casi particolari, vivendo in armonia tra di loro; così i loro esponenti decisero di trovare un modo per rinsaldare questo legame. Fu così che nacque il regno di Celentir, forse l’unico esistente; per governarlo fu scelta una famiglia di umani, considerata una delle più meritevoli. Divenne suo re Gatsu.

Vi è felicità per chi accetta
Il proprio destino..
Vi è gloria per chi combatte
Il proprio Destino.

image image *LA SETE* *LA FENICE*

Lotterò senza arrendermi finché avrò nemici davanti agli occhi;
niente e nessuno potrà fermarmi perché sono il grande Cry.
Adottami ~ Energia AdD

 
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