L' Armata del Drago ~ Rpg by Forum

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L'arrivo dell'Uomo, Quest: la nuova Genesi.
.Hod.
view post Posted on 28/9/2007, 14:06Quote

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A pochi minuti dalla sua rinascita, era già sui suoi passi per ricevere sulle spalle il peso glorioso di un compito nuovo.
Il suo creatore non aveva parlato, al momento in cui alla sua anima era stato concesso di calcare di nuovo i confini del corpo. Ritornando alle origini con i frammenti elementari della sua memoria rimasta, si rese conto che per lui sarebbe stato impossibile fare altrimenti. Per quanto creatore della fisicità di quasi tutti i viventi del mondo, non aveva mai avuto occasione di vederne sviluppato il linguaggio: a ciò era dovuto il suo mutismo. Ma non per questo si sarebbero potuti fraintendere i suoi ordini.
Ogni mossa in avanti, ogni singolo spostamento delle gambe o respiro preso tra bocca e narici costituivano un frammento di progresso, per lui che era tornato alla vita. Percepì la fine della macchia boscosa che andava attraversando prima di vederla effettivamente; la lesse negli alberi impercettibilmente più lontani l'uno dall'altro, dai muschi sempre più ridotti ed accumulati sulla parte bassa dei tronchi, dall'avvilimento del sottobosco. Non potendo ascoltare altro che un silenzio costernato al passaggio della sua ingombrante presenza, fruiva del tappeto crocchiante di foglie secche, quasi si trattasse di un privilegio. Scandiva i pensieri a uno ad uno; superare le mura, consumarne voracemente l'interno, renderle magari il recinto futuro di una nuova culla vitale.
Collegò la presenza all'utilità quando avvistò la prima sagoma di una casa.

~

Consumandosi le mani, la donna strappava erbacce dal giardino. Prendersi cura di un orto è qualcosa che richiede delicatezza, precisione e impegno; non possedendo affatto le prime due qualità, lei triplicava in compenso la dose di fatica. Si asciugò con la manica impolverata la fronte madida di sudore, bruciando leggermente l'epidermide dopo il contatto col tessuto ruvido. Dopo aver affastellato nel mucchio l'ultima manciata di erbe cattive si strofinò le mani per ripulirle dal terriccio, e si girò per cercare il sacchetto dei semi.
Quando si voltò, sempre con gli occhi puntati in terra, vide sul terreno marrone il contorno umano e scuro di un'ombra. La inseguì fino alla base, lievemente sull'attenti riguardo a chi potesse appartenere, e quando ne incontrò la radice cominciò a percorrerla verso l'alto, senza perdersene una sola parte.
Indossava vesti di foggia antica, come una decoratissima veste regale a sfondo scuro, pantaloni larghi e comodi fino alla caviglia con scarpe che assomigliavano a mocassini. Aveva una mano -bellissima, affusolata, da artista- posata sull'anca, in postura elegantemente osservativa, mentre l'altra era mollemente adagiata lungo il fianco. Continuò a salire, il fisico asciutto ed il petto generoso, fino ad arrivare al collo roseo, non colorato dalla troppa esposizione al sole, come il suo; ingentilito, però, dal mento aguzzo che ne invadeva lo spazio. E quel viso la stravolse.
Con una vampata improvvisa di calore frizzante a pervaderle il diaframma, sentì quel tepore diffondersi in luoghi del corpo di cui normalmente si sarebbe vergognata. Il cervello aveva chiuso i battenti, e in preda ad un puro istinto primordiale, afferrò i due lembi del corpetto che indossava e tirò per aprirli, strappando uno dei lacci che li univa. La mano dell'uomo -oh, delizia- la prese per il polso, bloccandola, e la sua voce netta, priva di fronzoli, si rivolse proprio a lei.


'Ci sono altri uomini?'

Senza emergere dall'espressione estatica, rispose nella maniera più amabile e sottomessa che conoscesse.

'Non ne ho bisogno adesso, mio signore..'

Gli occhi scuri dell'Archetipo lampeggiarono, e per un attimo le pupille si confusero con le iridi.

'Beh, io si.'

~

L'intero villaggio si era riunito attorno a lui. La notizia del suo arrivo era stata comunicata non da parole, quanto da sguardi o da impercettibili variazioni nei gesti di ognuno, come un morbo aeriforme d'intesa; l'obbedienza si traduceva nel silenzio. Tra la sua persona e i corpi lerci e imperfetti degli abitanti c'erano almeno tre metri di distanza, ogni capo chino per il rispetto, mentre il suo sguardo indagatore esaminava ogni singolo esemplare dei presenti.
Le sue parole, per quanto poche e pronunciate con tono perentorio, ebbero l'effetto di invacuire le intenzioni di ognuno.


'Prendete un'arma e il vestito della festa, perché tra poco sarete battezzati col fuoco per la migliore delle cause.'

Ci fu un attimo di silenzio interdetto, prima che qualcuno tra gli astanti dei cerchi esterni si voltasse per raccattare i rastrelli, le vanghe e le zappe che avevano portato con loro dai campi nei dintorni. Qualcun altro si diresse all'interno delle abitazioni, riemergendo chi con un arco da caccia, chi con una spada antica, malandata o puramente ornamentale. E ancora, molti elementi rimasero fermi sul posto, come indecisi sul da farsi. Uno di loro, un uomo oltre la cinquantina cieco da un occhio, si rivolse all'Archetipo con tutta la deferenza del caso, chiamandolo “signore” senza neanche saperne il perché.

'Mio signore, ma noi -ecco, ve',' Si voltò verso alcuni compaesani, che annuirono per incoraggiarlo. 'noi armi non ne possediamo.'

Hod lo scrutò, sapendo il dolore imbarazzante che la cosa gli avrebbe causato. Inarcò un sopracciglio, come se fosse inaudito che uno dei suoi eclettici discendenti, che aveva visti bagnarsi nell'ingegno più volte, non avesse afferrato la soluzione più elementare che ci fosse.
Senza spostare lo sguardo, abbrancò una delle quattro pertiche che reggevano la carrucola sopra un pozzo, lasciandola a cigolare un poco. La roteò in modo pratico, mettendola in orizzontale davanti a sé, e la schiantò colpendola col ginocchio proprio nel mezzo. Porse l'estremità destra, ora dotata di una punta aguzza, all'uomo che gli aveva rivolto la parola.


'Ecco la tua arma.'

~

Il silenzio quasi surreale che accompagnava la marcia suggeriva l'innaturale composizione di quel piccolo esercito. Erano una sessantina, tra donne, ragazzini, uomini e anziani, chi reggendo i ferri del mestiere -qualunque essi fossero- chi alzando davanti a sé una torcia in fiamme, chi stringendo una pietra nel palmo della mano. Taciturni, marciavano. Nessuno aveva negli occhi qualcosa che fosse altro da determinazione cieca, indiscriminata, oppure una qual euforia suscitata dagli ordini dal loro condottiero fuori dal tempo, che apriva il cammino di ognuno percorrendo a testa alta il sentiero che conduceva alla casata dei Von Liebewitz.
Aveva parlato loro di mondi nuovi, della necessità di dare la morte per poter successivamente dare la vita; si era concesso una breve spiegazione più per riprendere confidenza col linguaggio che per soddisfare gli animi ammirati dei suoi nuovi proseliti. Senza ovviamente precisare che la necessità di epurazione si sarebbe estesa anche su di loro. E, a breve distanza dalle mura, non ebbe bisogno che di alzare una mano per arrestare il loro incedere incondizionato.

Si avvicinò, lui solo, al portone di pesante metallo, i battenti dondolanti nel vuoto, come in perenne attesa di percuotere. Per la maggior parte dei viaggiatori interessati all'ingresso, quello era l'unico modo per accedervi. Per lui era uno tra i tanti.
Percorse il materiale borchiato con le dita, risalendo fino ai pesanti batacchi che aveva individuato fin dall'inizio. Ammirava la fattura dell'opera, compiaciuto da ciò che l'uomo aveva potuto trarre dall'uomo. Per questo, si disse, distruggerla fin da subito lo avrebbe maldisposto. Afferrò la parte pendula del battente e tirò.
I bulloni e le giunture cigolarono un poco prima di saltare nella minuscola imitazione di uno schianto. Soppesò la forma allungata nella mano, prima di ricoprirla con l'altra e, quasi maneggiasse della cera, comprimerla fino a poterla contenere in un singolo palmo. Chiuse la mano a pugno, strofinandola lievemente con l'altra, e lasciato uno spiraglio tra il pollice e l'indice, vi accostò le labbra e soffiò con leggerezza. I muscoli delle falangi e dei metacarpi continuarono a muoversi un poco, e le dita si dischiusero come se la mano fiorisse: sul palmo, evidente e massiva, c'era una chiave.
L'Archetipo la inserì nella serratura che aveva davanti, rigirandola in un clangore di ingranaggi, e con una semplice spinta spalancò la via oltre la massiccia difesa della rocca di quelli che, da poco tempo a quella parte, si erano rivelati essere suoi nemici.
La folla strabordò ai suoi lati, senza che lui avesse bisogno di fare altro che alzare entrambe le braccia verso l'interno. L'odore acre del fumo gli riempì le narici, mentre si lasciava prendere dal cuore del gruppo e trasportare verso la zona in cui si sarebbe consumata la tragedia.


Attaccanti: 50 energie bianche, 10 energie gialle.
 
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view post Posted on 29/9/2007, 17:01Quote
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~ "E n g e l" ]


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Alfine, poteva sentirli.
Traboccanti quanto un fiume che, al di sotto d'una scrosciante alluvione, cede alla piena sfondando i propri stessi argini, tradendo il letto ch'aveva abitato sino ad allora.
Tali erano gli animi degli uomini che, armati con ciò che il loro stato aveva potuto concedergli, s'erano arrischiati ad assaltare il nero portone, fomentati da un desiderio inoppugnabile.
Determinati e decisi nel loro pericolosamente letale ardire, pareano come le fiammelle d'una candela, dall'alto della sua posizione, danzanti sul palmo d'un crudo e carismatico generale che purtroppo, senz'altro a causa della distanza, non era ancora stato in grado d'individuare.
Socchiuse lentamente le palpebre, dalla superbia della sua smorfia gentile, quasi ad allontanarsi da ciò che i suoi occhi intendevano offrirgli.
Sentì una frenesia celata, come coperta da un velo, riversarsi torrenziale all'interno del suo animo, e seguendola riuscì a capire le genti trepidanti poco sotto di lui, comprendendole nel loro pateticamente vano tentativo di follia. Possibile che la loro forza d'animo fosse tanto grande?
Tuttavia, riuscì a non perdersi.
Ancora più forte del loro, poteva sentire l'animo di coloro che, destati dal loro sonno o dalle loro attività, si barricavano in casa condotti dal terrore. Di quelli che nascondevano i bambini, e di coloro che coprivano e inchiodavano assi alle finestre.
Sì.
Per loro, avrebbe combattuto.
E una mano calò sul gruppo di villici più vicino. Una mano tanto grande da poterne coprire cinque interi, difficilmente scalfibile lanciando qualche pietra o pungendola con assi spuntati. Chiusa a pugno, veloce e potente quanto una frana stessa.
Per loro, il suo cavaliere avrebbe combattuto.

Status Fisico ~ Ottimale
Status Energetico ~ 68.5%
Tecniche Utilizzate ~ #000001 ~ Umbilical Cable x Che cosa comporta l'"essere un angelo", piuttosto che un essere umano, un elfo o quant'altro? Che cos'è che rende gli avatar degli Dei tanto superbi e magnificenti da, addirittura, indurre alcune popolazioni ad adorarli, venerarli e attendere pazientemente la loro venuta, come non vi fosse altra ragione di vita?
Molti sostengono che sia la natura stessa degli esseri umani a spingerli ad adorare ed idolatrare queste creature, costantemente alla ricerca di protezione. Secondo altre teorie invece, questi energoformi sono semplicemente delle creature "superiori", che guardano a noi come noi faremmo come un cane, o un qualsiasi altro animale domestico. Quanto di questo è tutto vero?
Di per se questi quesiti non hanno mai nemmeno sfiorato Ray che, mesto e pacato, non si è mai neanche veramente sentito parte di un'entità superiore come potrebbe essere Dio, o un'altra qualsivoglia divinità. Anche se questo non significa che sia privo delle capacità che contraddistinguerebbero un vero e proprio "Angelo".
Come succede a noi nei riguardi degli animali, Ray è infatti in grado di percepire le sensazioni degli esseri umani attraverso il loro respiro, le loro movenze e il loro comportamento in maniera assolutamente analitica e precisa, allo stesso modo in cui noi riusciamo a capire che un gatto miagola perché ha fame, o un cane scodinzola perché è felice di reincontrare il padrone.
Tutto ciò non si risolve con una mera lettura dei pensieri quindi, bensì più come una forte intuizione e percezione analitica della vasta gamma emozionale di ogni persona innanzi ai suoi occhi, o presente nel campo di battaglia.
Le sensazioni si presenteranno al ragazzo come sussurri, riversandosi come macchie sbiadite all'interno del suo animo, non dissimile da un guscio vuoto, donandogliene un tanto fugace quanto irraggiungibile assaggio.
Tutto ciò comporta comunque un seppur lieve dispendio d'energie a Ray, che non può affidarsi totalmente all'intuito per capire e comprendere ogni emozione versante nell'animo di colui che gli sta innanzi. Allo stesso modo perciò, il ragazzo è in grado, grazie a questa sua particolare abilità, di incrementare il consumo energetico per affinare la lettura delle sensazioni e ampliarne il raggio, a seconda della sua spesa.
Se ad un consumo basso, infatti, Ray sarà in grado di percepire le sensazioni di tutte le presenze in un raggio di venti metri in maniera confusa e sbiadita, o più semplicemente quelle di un singolo obbiettivo innanzi ai suoi occhi più precisamente; ad un consumo pari a critico sarà in grado di leggere nitidamente le sensazioni emanate dagli abitanti di un intero villaggio, anche se'l riversarsi di una tale carica emozionale all'interno del suo corpo potrebbe causare pericolose reazioni al suo animo altresì freddo e pacato.
E' sottointeso che più sarà alto il livello energetico dell'avversario, più sarà difficile, se non impossibile, raggiungerne la mente e percepirne le sensazioni. [Consumo utilizzato: Basso]
#000007 ~ Eva ["Evangelion_07"] x Recitando il codice numerico della tecnica, Ray sarà in grado d'evocare un compagno fidato, che l'accompagnerà in battaglia senza esitare alcuno, forte e pericoloso.
Improvvisamente infatti, prenderà forma sul terreno un gigantesco Golem di colore bianco, e dalle fattezze quasi robotiche, seppur umanoide.
Il suo corpo sarà composto d'un misto di carne e metallo, e il suo viso sarà non dissimile da quello di un cetaceo, o di una balena, fornita però di una bocca e di una dentatura palesemente umana.
Sarà alto circa quattro metri, e andrà considerato necessariamente un livello energetico inferiore a quello del caster.
La sua forza e la sua destrezza in battaglia non sono per nulla trascurabili, tanto che tutte le sue capacità risulteranno pari e non dissimili da quelle di un uomo di quelle dimensioni, se non superiori, considerando la sua natura di evocazione di livello critico.
Inoltre, il Golem è in grado di lasciar fuoriuscire dalla propria schiena un paio di ali angeliche, candide anch'esse, che gli potranno permettere seppur limitatamente di spiccare il volo.
Il golem permane sul campo di battaglia per quattro turni, e segue tutte le regole che andrebbero normalmente applicate ad una qualsivoglia evocazione. [Critica.]

CITAZIONE
Anche se non l'ho specificato, Ray si trova su una delle spalle del golem, in piedi.
Per qualsiasi eventuale problema o dubbio sul post, sono disposto a modificare/rispondere.

« Per il Re, maschera e corte;
Per la Regina, spada e diamanti;
Per l'Alfiere, carta e penna;
Per il Cavallo, bende di carni;
Per la Torre, lacrime e sbarre;
Per il Pedone, intoneranno canti.
»

 
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Greydragon
view post Posted on 30/9/2007, 10:48Quote

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Dopo aver abbandonato la piazza dove si svolgeva il test per le nuove reclute, Steel si catapultò a velocià elevatissima, ma non il massimo da lui raggiungibile, verso il Nero Portone arrivando qualche minuto dopo. Con un salto scalò le mura della casata così da osservare meglio la scena, non era solo, un altro membro della casata l'aveva preceduto cominciando a dare battaglia contro quei popolani tanto folli quanto stupidi che avevano deciso di assaltare la base dei Von Liebewitz. Improvvisamente qualcosa di enorme apparve, un colossale golem bianco dalla particolare costituzione fisica, sopra ad una spalla vi era il ragazzo che l'aveva preceduto, Steel non lo conosceva, ma probabilmente avrebbe sempre voluto averlo come alleato che non come nemico.
Dall'alto delle mura riusciva a vedere tutto nitidamente, poteva addirittura contare i buzzurri armati di pietre e cose simili che si avvicinavano lenti al portone, ostacolati solamente dalla creatura evocata dal ragazzo, che con una facilità immensa aveva scagliato un pugno verso cinque uomini e probabilmente quelli sarebbero stati le prime vittime dell'assalto. Un sorriso truce si dipinse sul volto di Salamander mentre la mano destra veniva aperta ed il medesimo braccio veniva teso e portato leggermente più dietro alla schiena, l'anello del dito medio si illuminò e sul palmo della mano cominciò ad accumularsi una grande quantità di energia che assunse la forma di una grossa sfera, Salamander stava preparando il suo assalto! Attese qualche istante in modo che l'energia si amalgamasse al meglio poi, facendo scattare il braccio in avanti, la sfera di Non elemento partì verso l'alto, raggiungendo i sei metri d'altezza corrispondente parallelamente al centro del drappello dei popolani, schioccò successivamente le dita della mano destra ed il globo esplose in una nube di trenta frecce di non elemento.

Spero che abbiate portato un ombrello.


Disse sorridente, mentre la pioggia di frecce cadeva sugli assaltatori.

CITAZIONE
Status: 100%
Consumi: 1xAlto
Mana Totale: 72%
Statistiche Base: +5% in tutte le statistiche
Abilità, Tecniche, Poteri Speciali:
¬ Fratellanza delle Fiamme ~ Fiamme Dell'Emozione
Steel ha fatto un patto con le fiamme, lui è l'essenza della fiamma stessa e ciò gli ha procurato in ogni tempo ben più di qualche stupido vantaggio, il dono più banale ricevuto è una resistenza più elevata alle alte temperature e all'elemento fuoco, il totale affiatamento con questo elemento gli consente dei particolari bonus sul fisico: quando la temperatura in un area pari ad un metro e mezzo intorno a Steel arriverà a 35 gradi, il ragazzo riceverà un power up su tutte le statistiche del 5%, il quale aumenterà di cinque unità ogni dieci gradi. [passiva]
Monopolizzo Dei Flussi: Al possessore dell'anello del dito medio è consentito il monopolizzo dei flussi del non elemento, ciò significa che, semplicemente tramite l'occupazione di uno slot tecnica ed un consumo variabile, Steel è in grado di utilizzare in ogni forma il Non Elemento, potendo creare con esso qualsiasi cosa e facendo contare l'attacco dell'oggetto/i come una tecnica dal livello pari al consumo utilizzato per crearlo/i.
Fa Caldo!: Primo e più semplice potere dell'anello, in un area di due metri intorno a Steel la temperatura sarà nettamente più alta a quella circostante, all'incirca di 40 o 41 gradi, inoltre la resistenza alle alte temperature verrà incrementata notevolmente raggiungendo i 200 gradi massimi. [passiva]

 
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view post Posted on 30/9/2007, 11:49Quote


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Giaceva nel suo letto, nudo, tremante; come un verme. Qualcosa lo turbava, l'incessante desiderio Divino, la sempiterna maledizione o i semplici orrori annichiliti, continuavano a tormentarlo nelle ore diurne, come in quelle notturne. I sogni, anzi incubi, di visioni future o passate, che siano, lo tormentava come non mai quella notte. Maledetta notte. Guizza giù dal letto e smorzo un sorriso di liberazione, per un goccia di liberazione. Lascia scivolare sulla diafana pelle, come pioggia su uno specchio, gli abiti che gli appartengono: quell'enturage di bianco, la camicia di seta, e nero, pantaloni lividi, che fan di se il Contabile. Copre il soma, infine, con il suo soprabito senza dimenticare, ultimo, la benda per ... per.

Così comincia il cammino lungo Liberty.
Il risorgere continuo, e pressoché infinito di un ombra, tra il labirinto di torri, case e strade, dovuto ai lumi ai lati delle vie, infastidivano più che mai quegli orrori che continuavano, imperituri, a seguirlo. I Dodici -singoli- rintocchi riecheggiano tra le fredde mura, segnalando ai mortali l'inizio del Sabbath.

Dormi Piccolo mio,
o l'uomo nero ti prende
Dormi ...


Il peggiore degli auguri martella una fragile mente infantile. Si rivolge alla finestra per il conforto della luce -della Luna-, ma non splende. Una notte insonne.

... Ahh ...

Poi un sussulto nella notte. Nel bordello. Quello della puttana che compie il suo lavoro. Una notte insonne, proprio quella.

Don

L'ultimo rintocco accompagnato dal lungo passo che termina sul cunicolo dell'immenso Castello del Drago. Alcuni -pensieri- sgusciarono, dagli interstizi della mente, cercando riposo altrove; uno specchio di immagini confuse fece poi capolino sulla sua figura, un abominio nero cresceva dalla sua ombra, nello specchio, parlava senza produrre alcun suono; poi nulla più che una figura sconosciuta che marciava. Il tutto in pochi istanti scomparve. La fronte bollente e madida di sudore si rincuorava tra la brezza notturna, mentre attendeva, le braccia incrociate sul petto e lo sguardo fisso. Ancora Poco.
Una notte insonne.

×

Ed infine arrivo.
Non è il Re o la Regina, Lui non è la torre, forte e inaccessibile, non è la pedina da sacrificare ne tanto meno il fiero Cavallo. Forse l'alfiere, uno spauracchio lontano
che attende, già, lui è L'alfiere.
Così come gli duole la sua posizione siede sui bastioni ed attende il suo momento, la marcia è cominciata ma non è il suo momento, resta in disparte ad osservar con occhio felino il madrigale spettacolo dei suoi compagni: mostran la loro forza loro, mostran il coraggio.
Ma non lui che attende. I palmi sulla fredda pietra ed una mezza luna in viso, lo spauracchio che lontano attende. Non guarda le mosce, lui aspetta i corvi.

 
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Fil†h
view post Posted on 30/9/2007, 18:56Quote

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Prologue: Soldiers of the wastelands

La battaglia, la vera essenza della malvagità dell'uomo. Ecco a cosa pensava Seon mentre correva a difendera le mura della sua città assediata da sconosciuti nemici. Lui, nel suo essere Divino, avrebbe dominato e distrutto l'armata nemica, sempre che così si potesse definire. A quanto aveva sentito erano solo sessanta elementi più il generale, ed era di quello che ci si doveva preoccupare: sicuramente altri suoi compagni di casata lo avrebbero aiutato. Il suo respiro iniziava a farsi leggermente affannoso data la folle corsa, dato che non gli sembrava sagigo volare, in quanto sarebbe stato un succulento bersaglio per gli arceri nemici, sempre che ce ne fossero.

"Devo arrivare in tempo, assolutamente....devo distruggere i malvagi in nome di Tyr!"

Ecco di nuovo la sua ricorrente ossessione, la sacra missione affidatagli dal suo dio in persona. Mai riusciva a liberarsi di quel pensiero, e neanche lo voleva evidentemente, dato che per lui la fedeltà era tutta. Finalmente, dopo non sapeva quanto tempo, iniziarono a scorgersi gli alti bastioni che proteggevano la città, e un sorriso illuminò il suo altrimenti impassibile volto: finalmente era arrivato. Spiccando un volo abbastanza rischioso anche se basso, salì in cima ai bastioni, ove vide che altri suoi compagni si erano presentati per la difesa della città. In quanto prete e diffusore della divina parola di Tyr, l'Angelo si sentiva il dovere di dire qualcosa. Con voce alta e potente parlò, sicuramente udibile sopra tutto il resto:

"Miei compagni, combattiamo in questa ora il nemico malvagio che pretende la nostra rovina! Non lasceremo che egli cammini sui nostri cadaveri, non lasciamo che il male trionfi! Combattiamo con onore nel nome del divino Tyr, e confiniamo tutti i nostri perversi avversari nell'inferno doloroso!"

Ecco il suo discorso prima della battaglia. Che lo aveva udito era sicuro, ma lo avevano davvero ascoltato? A lui non importava in fondo, era il suo dovere quello di incitare e incoraggiare i propri compagni anche nell'ora più buia, esaltando la divinità del suo dio, a cui poi si rivolse direttamente:

"Divino Tyr, donaci la forza di combattere questa battaglia e di uscirne vincitori! Che la morte attenda i nostri nemici nel tuo sacro nome!"

Ecco che il secondo urlo di guerra era stato pronunciato. Era pronto.
 
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view post Posted on 30/9/2007, 21:02Quote
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Illusionist

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Rideva senza ritegno, mentre compariva dal nulla come è suo solito fare. Un'ala per parte, ognuna grande due volte il suo corpicino esile di bambina, entrambe nere al pari del lungo abito ottocentesco su cui spiccavano due croci capovolte. Un angelo decaduto dai capelli argentati, si sarebbe detto vedendola, un bellissimo angelo nero dalle fattezze di bambina.
Rideva. Non ha ritegno, lei, la follia, ride e sghignazza e trova divertente tutto quel trambusto, e tutto quell'agitarsi, e tutti quei casini.

Ma più di ogni altra cosa, trovava divertente che avessero sul serio provato ad assaltare i portali di Liberty in pieno giorno, frontalmente e armati solo di sassi e forconi. Non riuscì a darsi un contegno nemmeno quando sotto di se vide fiorire una mortale pioggia di frecce, anzi, quell'evento la fece ridere ancora di più, aveva le lacrime agli occhi dalle risate incontrollate.
Manifestò il suo gradimento con un paio di volteggi, mentre le frecce schizzavano verso i popolani. E mentre danzava nell'aria, rise un'ultima volta rivolgendosi infine alla folla:


« Buongiorno, buongiorno, buongiorno a tutti voi, miei cari signori.
Ecco a voi il proverbiale benvenuto della nobile casata Von Liebewtiz,
spero accettiate il nostro cortese invito a non andarvene, giacché
abbiamo idea di darvi terre e onori!! Terra: una tomba di fronte
ai portali. Onori: nutrire i vermi che la infestano.
Siate lieti, miei signori, è quanto di meglio vi potesse mai capitare!!!
»


image

« Ma diteci, diteci: chi è che vi comanda?
Su, su... non siate timidi. Sarò io la sua avversaria, si faccia
avanti l'audace che si erge solo contro l'intera casata:
provvederò personalmente a ridurlo in pezzi immediatamente
commestibili ai vermi che avranno l'indiscusso onore di pascersi
delle sue coraggiose carni!!!
»



Scoppiò ancora a ridere, e piume nere volteggiarono nell'aria, cadendo a terra come neve, e sparendo toccando terra come nebbia al mattino.



CITAZIONE
Nome: Ariel
Aspetto: La follia
Livello: energia viola
Consumi: bassox1
Energia: 98%
Psion, potenza mentale: Il multiforma è dotato di poteri psion pari ad uno psionico di classe alfa, padroneggia con grande maestria la telecinesi, ovvero l'abilità di muovere oggetti con la forza del pensiero. Il consumo energetico varia a seconda della grandezza e del peso degli oggetti stessi (fino a 125Kg il consumo energetico sarà irrisorio, superati i 300Kg si fa invece più impegnativo). Può ovviamente essere rivolta su se stessi, consentendo così di levitare. Basso, tre turni.
Aura: Personalità feroci e potenti, ispirano terrore e disagio in chiunque posi anche solo lo sguardo su di loro, dipendentemente dal livello energetico delle vittime.
Questa influenza non è tanto forte da plagiare completamente chi la subisce, ma tende ad influenzarli a livello inconscio. L'influenza si azzera completamente se l'avversario ha una qualsivoglia difesa psionica, ma in compenso questa non è riconoscibile come attacco psionico vero e proprio, in quanto si tratta più che altro di influenza psicologica dovuta all'aura della bambina. Passiva



Edited by Maldred - 9/11/2007, 18:41

Sangue, dolore, disperazione
Lacrime, freddo, tristezza, sangue, paura, sangue e ancora sangue
Desidera che tutto ciò abbia fine.
Che male c'è in questo? Che male c'è nel voler essere felici?
Prendi la mia mano e vivi per sempre in un sogno dove non esiste dolore o tristezza
Dove tutto è perfetto... dove finalmente puoi essere felice.

image

Non sentirai dolore, né freddo. Non sarai più solo, né dovrai mai piangere
Potrai avere tutto ciò che vuoi
Vieni con me, voglio regalarti un bel sogno
Che importa se è realtà o illusione? Che cambia fra realtà e fantasia, quando si è felici?
In fondo… la felicità stessa, non è un’illusione?

Miyu, vampire princess

 
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view post Posted on 1/10/2007, 14:08Quote
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Epureremo il mondo dai demoni, dai Tau'ri e poi dagli scarafaggi.

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Location: Dalla tomba di stasi di fianco a casa tua <_<


Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/11/2009, 20:06


Il Nhether'Rhae arrivò volando a qualche metro dal suolo dopo pochi minuti e si trovò davanti ad una scena che lo lasciò un po' perplesso. C'era un foltito gruppo di villici estremamente adirati per qualche cosa; non utilizzavano armi convenzionali, ma solo bastoni e qualche attrezzo agricolo. Inclinò la testa divertito; quanto erano buffi i Tau'ri, sempre a combattere guerre fraticidie per dimostrare cose futili. Battè le mani compiaciuto, quasi non se lo aspettava una cosa simile, forse si sarebbe anche potuto nutrire.

-Whele'sha mha'wasi netesen aka kree! Heheh...Shu thal aka ya'ku'ku me'helka.-

Rimanendo ancora alzato da terra per evitare di essere preso di mira da qualche futile creatura umana Takheloth puntò verso il basso il proprio braccio destro, questo iniziò ad illuminarsi di una tenue luce verdastra mostrando alcuni simboli geroglifici.

Poco dopo un raggio di energia blu apparve dietro al gruppo di nemici, sparita la luce quello che restava erano due giganteschi costrutti non-morti formato da ossa e metallo. Entrambi con teste da sciacallo completamente d'argento. Torreggiavano sui piccoli umani mentre tenevano le proprie enormi spade nella mano destra. Il suo padrone non dovette dire nulla, entrambi i costrutti brandirono la loro enorme spada in una terribile spazzata da destra verso sinistra cercando di fendere i ranghi dei suoi nemici il più possibile, non curandosi di quelle patetiche armi. Una voce atona e fredda uscì dalla bocca di Uriel mentre i suoi costrutti stavano iniziando l'attaco. Parole dette come per beffarsi del proprio avversario.


-Spero che la vostra fedeltà nel vostro signore sia salda, perchè quella dei miei servitori è incrollabile.....-

Evocazione Costrutti: Ushabti (magia)
Evoluzione dell'evocazione di Dejevra. Questa magia di evocazione permette di evocare 1 o 2 ushabti

Si ergono imponenti lungo il perimetro delle piu` grandi piramidi per proteggere il sonno dei loro signori...

Ushabti: Questi esseri dalla forma umanoide sono alti 3 volte un uomo (circa 5 m), il peso complessivo è di circa 8 quintali. Il loro corpo è l'unione fra ossa di molti tipi diversi di animali e metallo che formano una spessa armatura "naturale". Poco meno resistenti dei loro cugini scorpioni, compensano ciò con una forza mostruosa capace di smembrare cavallo e cavaliere pesantemente bardati con un singolo fendente delle loro enormi armi. Sono abbastanza agili e hanno un'accuratezza e mira superiore ai normali guerrieri umani anche se leggermente più lenti. Sono non-morti

Costo: alto 16% per ushabti dura 3 turni

Traduzioni: Questa moltitudine non vede l'ora di morire...Eheheh un'eternità di sofferenza vi colga.

Status

Danni Necrodermis: nessuno
Danni Nhether'Rhae: nessuno
Mana: 100-32= 68
Armi: lama fasica (disattivata)

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...If you stare long enough into the abyss, the abyss stares back into you...
(scheda PG Takheloth)

Sono un Necromante perverso e sono felice di esserlo XD

 
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view post Posted on 1/10/2007, 18:09Quote
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Illusion



s i m p l e

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/8/2009, 10:07


Jabor correva, iniziava a stancarsi quando, ad una svolta, avvistò la folla di bifolchi.
Un tizio tutto montato si ergeva davanti a loro, una cosa molto grossa, presumibilmente un golem, si ergeva sui bifolchi cercando di colpirli. Steel arrivò di fronte ai bifolchi e si preparò ad attivare una tecnica… Jabor aveva già la sua strategia.

“vediamo come ve la cavate bastardi!”

Sulla destra, dei barili accatastati accanto ad una casa, due file delle quali quella esteriore più bassa.
Sempre correndo a perdifiato, Jabor saltò su di un barile e subito dopo su quello seguente, una pioggia di frecce cadde sugli avversari. Concentrato su quello che stava facendo, il rosso vedeva a malapena ciò che succedeva alla sua sinistra. Senza mai fermarsi saltò su un semplice balcone in legno posizionato sopra i barili, corse e saltò su un altro balcone e su un altro ancora.
Nella massa di bifolchi colse un buco nei ranghi, verso il centro. Perfetto.

“quassù stronzi!”

Saltò giù dal balcone direttamente nel buco dei ranghi, una sfera di fuoco dal diametro di due metri già si formava intorno al suo corpo mentre estraeva la spada screziata di arancione.
Sarebbe atterrato, una mano tesa… la sfera sarebbe esplosa con l’attivarsi della seconda tecnica, all'istante.
Un’esplosione in tutta regola, quattro metri di fuoco e cinque di onda d’urto, di media potenza. Una chicca.


CITAZIONE
Attacco Molotov
Livello 1
l'attacco causa solo danni da bruciatura e nessun danno da onda d'urto. Questo attacco può essere eseguito anche senza l'ausilio delle mani, in questo caso si dovrà spendere un costo basso in più. Questa tecnica non danneggia il suo utilizzatore.
[consumo basso]1

Si uniscono i palmi delle mani, all'istante dal corpo dell'utilizzatore fuoriesce una grande quantità di fuoco dal diametro di due metri, l'attacco causa solo danni da bruciatura e nessun danno da onda d'urto. Questo attacco può essere eseguito anche senza l'ausilio delle mani, in questo caso si dovrà spendere un costo basso in più. Questa tecnica non danneggia il suo utilizzatore.
[consumo basso]


Esplosione!
livello 1

Concentrandosi su delle fiamme (non sotto il diretto controllo dell'avversario) si può farle esplodere generando un'onda d'urto proporzionata alla quantità delle fiamme, questa tecnica ha bisogno dell'ausilio di movimenti delle braccia che permettono la manipolazione del fuoco. Un lampo rosso che viene a contatto con le fiamme fuoriesce dala mano o dalle mani protese di Jabor.
[consumo basso]

CITAZIONE
N.B.
Io arrivo praticamente insieme a Greydragon, in accordo con la quest prima degli altri della quest che hanno postato dopo di lui.

CITAZIONE
N.B.B.
Scusate per questi post schifidi ma oggi ho pochissimo tempo D:)

Nice Shoes...Wanna Fuck ??
Ludvik Style

 
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view post Posted on 2/10/2007, 11:58Quote
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"Un vero uomo non ha bisogno di conoscere il suo destino, se lo crea da sè"

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/1/2009, 07:48


Raccontato
"Parlato"
*Pensato*
"Parlato altrui"


Correva,
Dalla piazza in cui si annoiava dritto verso l'azione di una battaglia.
Mentre seguiva i suoi compagni di casata un leggero brivido al braccio lo avvolgeva, la spada in mano, sguardo attento...
Da quel che aveva capito stavano attaccando alle porte della casata, quindi avrebbe dovuto difenderle e proteggerle da ogni individuo che avrebbe incontrato...
Passo svelto verso le porte, pochi metri lo distanziavano dalla battaglia imminente, le porte si fecero vedere... ecco, ora si trovava fuori e già l'azione era incominciata, vide gente che lanciava sfere, un golem con sopra un individuo, e molti bifolchi che con aria minacciosa avanzavano verso di lui, e verso la casata...


Che il divertimento inizi!!

Jack buttò la sua fodera per terra e subito dopo alzò la spada al cielo, poi corse verso il mucchio di uomini, si fermo giusto a pochi metri dal primo, un vecchio con in mano una zappa, bocca piena di bava e occhi spenti come se fosse comandato da qualcuno.

Muori vecchio!!!

Concentrò la sua energia e abbassando la spada creando un fendente di fuoco, dietro l'uomo a cui mirava erano presenti altri uomini, se la cosa sarebbe riuscita avrebbe creato un bel effetto domino di uomini ustionati e mutilati...

CITAZIONE
Nome:Fendente di fuoco
Descrizione:Figlio del fendente d'aria questa tecnica è basata nello sprigionare mana a sufficienza per creare un fendente di fuoco capace di tagliare come una comunissima spada affilata ma anche di procurare ustioni grazie al calore emesso, Jack concentra il mana sulla spada e quando da il colpo rilascia il fendente nella direzione che si è deciso! prosegue a una velocità elevata fino a 30m.
Consumo: Alto

Status fisico: Ottimo
Status mentale: Eccitato dall'azione
Mano DX : Spada
Mano SX : vuota
oggetti : nessuno
mana utilizzato 30%
mana rimasto 70%

[SPOILER]Chiedo scusa per il ritardo ma sono parecchio indaffarato...in oltre chiedo scusa anche per il post poco descritto e per l'errore precedente fatto nella piazzaXDXDXD (vedro di rifarmi in futuro), qui conbatto come energia bianca quindi ho usato i suoi consumi ok?!!

"L'uomo non regge il confronto con la leggenda"


Les Enfants Terribles Hideo Kojima
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CITAZIONE (shogo7 @ 16/1/2008, 10:46)
Ragazzi brutte notizie da Shogo...per adesso non trovo una mazza...

Cercherò di esprimermi con parole semplici: il mondo è un ... è un.. un insieme di.. di corporazioni, che formano tutt'intorno alla crosta terrestre come un.. uno spessore di merda, stratificato su tutte le nazioni; e questa merda l'avete messa voi! Da principio avete formato i partiti, ognuno sotto un nome altamente ideologico, altrimenti come si potevano imbrogliare i popoli? "Dobbiamo essere tutti uguali" dice qualcuno di questi partiti, "nessuno deve essere inferiore all'altro; solo così non ci saranno più poveri". Ma se nessuno è inferiore vuol dire che non ci sarà mai uno superiore, quindi dobbiamo essere tutti alti uguali, tutti grassi uguali, tutti con gli occhi celesti o con gli occhi castani. (Rivolto ad un nano in piedi accanto ad uno spilungone) Tu intanto hai già sbagliato posto (risa generali)! In questo caso cosa dovremmo fare per ottenere la famosa uguaglianza? Tagliare le gambe al gigante e attaccarle al nano? (sempre rivolto al nano) Tu te la sentiresti di andare in giro con le sue gambe? No, non te la sentiresti perché ti deriderebbero e tutti direbbero: "Và quel gigante lì, che nano che è!!" (risa generali) Perciò è una ipocrisia quella dei partiti quando dicono che vogliono eliminare i poveri; certo, loro vogliono eliminarli, e infatti i russi e gli americani è questo che stanno studiando, stanno vedendo se possono eliminarli in un colpo solo. Allora voi mi direte: "La colpa è tutta dei partiti"... No amici, la colpa è solo vostra! I partiti all'inizio sono tutti in buona fede, perché nascono sotto la spinta di un purificante momento di chiarezza, che poi svanisce col subentrare di uomini sbagliati chiamati ad amministrare questi partiti. Ma dove sono questi uomini sbagliati? In mezzo a voi sono questi uomini sbagliati, in mezzo a voi del popolo e voi non li riconoscete, anzi vi confondete con loro perché voi per primi siete dei criminali e dei disonesti e non avete voglia di lavorare e volete il divertimento facile e incolpate i vostri capi che vi governano pur sapendo che in loro si rispecchia la vostra criminalità e il vostro modo di essere! Il capo di un popolo è come il titolo di un libro nel quale è racchiuso il significato di tutte le sue pagine. Per cui se io ho un libro fatto di pagine bianche dove su ogni pagina non c'è scritto niente, il titolo giusto sarà "NIENTE", perché solo con un titolo del genere è possibile rappresentare il significato di quelle pagine, perché non c'è scritto niente! Quindi, se i vostri capi che vi governano saranno dei criminali non saranno altro che i rappresentanti di una espressione criminale radicata nel popolo! Voi adesso siete lì, uno dopo l'altro, e dalle vostre case mi state ascoltando e mi guardate come uno che ha la fortuna di recitare davanti a tanta gente e, lo so, invidiate il posto che occupo, senza badare al senso delle parole che da questo posto vi sto dicendo. Ma sappiate che non me ne frega proprio niente della vostra ammirazione e dell'impalcatura che secondo voi mi avete costruito! Non me ne frega niente di avere dei seguaci i quali reputo disonesti! Voi li avete scelti con meticolosa attenzione i vostri leader, obbligandoli a pensare come voi, e quando non la pensavano come voi li avete uccisi come avete ucciso CRISTO!! E lo uccidereste ancora se lui fosse qui, anche per molto meno di trenta denari.

 
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¬Simon
view post Posted on 5/10/2007, 08:43Quote

Utente cancellato






Ombra tra le ombre, si mosse con rapidità crescente per raggiungere il cancello che l'aveva visto rinascere dopo il congedo dall'Ordine, non per un profondo attaccamento alla casata o un desiderio di protezione verso la stessa, no. Semplicemente percepiva qualcosa di strano, -eccitante- che l'avrebbe fatto divertire e di questo l'assassino ne era certo.
Silenzioso correva, saltando qua e la per evitare gli ostacoli formati da casse e barili accatastati nei retrobottega. Vicoli, le vie più sicure e rapide per muoversi in una città come Liberty. Sicure notoriamente solo per borseggiatori e tagliagole, qualcosa che era stato e da cui si era elevato divenendo Simon, l'Esecutore.
Correva ed avanzando la sua foga cresceva, percepiva una moltitudine di auree, ancora due svolte ed ora le sentiva chiaramente, tutte molto deboli, ma numerose, ed altre ben più elevate, solo un palazzo lo separava da quei folli che tentarono l'attacco alla casata, ancora un angolo da superare ed eccoli, uno spettacolo meraviglioso.
Sorrise mostrando i canini pronunciati, l'iride s'assottigliò maggiormente quasi sparendo in quel mare scarlatto.
Occhi color sangue nelle orbite di un assassino, quasi che il Fato volesse indicarlo tra tanti come il destinato ad occupare quel posto. Occhi da predatore color del sangue, qualcosa che si sarebbe strappato volentieri.
Il bokken come sempre, fido compagno di ogni battaglia, stretto nella dritta mentre la Veste, lenta ed inesorabile, scivolava dalla spalla, lungo il braccio fino al polso, per ricadere sulla spada di legno avvolgendola nel suo metallico abbraccio.
Un'arma che sembrava già sporca di fluidi corporei, l'arma di un omicida pronta come non mai a mietere altre vittime.
Sublime l'unione tra le due, la spada senza lama e la stoffa affilata, insieme per formare un'arma letale sotto ogni punto di vista. Un solo pensiero ed la danza delle lame ebbe inizio.
Mossa dal solo volere, unita al suo padrone per mezzo di un nastro scarlatto, l'arma saettò nell'aria compiendo numerose evoluzioni, lasciandosi alle spalle una scia di morte attraversata da riflessi metallici e bagliori rossastri.
Meraviglioso fu l'arabesco disegnato attorno a quattro dei popolani periferici mentre l'arma, stretta nella vellutata presa della Veste, puntava alla gola di un quinto essere.
Bastò poi un accenno per far scatenare quella stringa in una vibrzione esasperata, costringendola a fendere l'aria in cerca di sangue e budello ed intanto il capo si ritraeva lasciandosi alle spalle, con ogni probabilità, solo altra morte e sofferenza.

CITAZIONE
Condizioni fisiche- illeso.
Energia- 100%
Equipaggiamento
_Bokken Questa spada di legno, usata solitamente dai praticanti di kendo ed aikido, si presenta con una forma simile alla katana e ne emula perfettamente la sensazione quando impugnata. Utilizzata per gli allenamenti perchè considerata meno pericolosa di una spada vera, dimostrò solo poi come, pur non possedendo una lama affilata, potesse rivelarsi ugualmente mortale se usata da spadaccini esperti, anche per questo molti maestri la preferirono anche durante i duelli contro avversari muniti di armi vere. I legni più comuni con cui viene costruita sono solitamente la quercia bianca e rossa, ma quelle di più alta qualità, sia per resistenza che flessibilità nonchè potenzialità offensive, sono i bokken in hickory.
Questo esemplare in particolare però possiede caratteristiche uniche nel suo genere. Lunga 102 centimetri, la si può definire senza alcun errore una zampakuto pura, detta altresì mieti anime, poichè capace di tagliare le entità astrali o più precisamente ogni essenza intangibile come anime, spettri ed anche tutti quegli elementi incorporei come il fuoco o la folgore. Questa capacità gli è donata dal materiale con cui è stata creata, legno prelevato da un Morus (gelso) sacro da cui si sprigiona costantemente un'intensa aura spirituale. Nell'arma questa non è presente, ma date le sue origini si dimostra uno strumento potentissimo in cui infondere e catalizzare la propria energia, capace di rimanervi senza alcuna dispersione per un tempo pari a 2 turni, inoltre il materiale continua ad essere vivo e rigenera autonomamente i danni subiti alla fine di ogni combattimento. Per aumentarne la resistenza alla sua creazione è stata inserita un'anima in adamantio nell'arma, poi ricoperta con una strato del succitato legno.
_Veste per ogni occasione Questa veste scarlatta, intessuta con capelli di donna trattati con oli animali, presenta differenti caratteristiche peculiari. Per prima cosa, a differenza di ogni altro tessuto che si possa definire tale, presenta la resistenza dell'acciaio risultando così ignifugo, ed obbedisce nelle sue movenze al volere del suo unico proprietario, Simon, purchè si trovi a contatto con lui. Questo particolare potere gli è conferito da un demone servente sigillato all'interno del tessuto, il quale, privo di volontà propria, ha ricevuto come unico ordine quello di rispondere ai desideri del giovane. Ha la possibilità di essere ritratto od esteso (superficie massima 6 metri quadrati), irrigidito e ricomposto in caso venga danneggiato, questo non vuol dire che una parte recisa possa essere riattaccata, ma che eventuali strappi saranno risanati. Date queste sue qualità si evince che può assumere differenti forme, pur rimanendo sempre tessuto, acquisendo l'aspetto di qualsiasi vestito od oggetto non troppo elaborato escludendo a priori meccanismi più o meno semplici.
Abilità utilizzate
Tecniche utilizzate
Riepilogo- Avvolge la Veste sul Bokken rendendolo affilato grazie alle sue proprietà, sfruttate poi per scagliare in avanti l'arma e manovrarla grazie al tessuto che allungandosi diviene simile ad un nastro. La scia formata da questo viene poi sfruttata per colpire più obbiettivi agitandola nel tentativo di sminuzzare quattro contadini.

 
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view post Posted on 6/10/2007, 18:08Quote
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D e r • S u c h e n d e

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~ Senseless. ]



C h a p t e r I
I'm a doorman at my Death Row, you faceless foe of heart
An accent, a drop of darkest blood on snow, white feather in the tar....
a tearstain on your frozen face...
A life - in black and white



Invasione, ancora una volta... E gli invasori, tanti, almeno quanto la loro stupidità. Se coloro che avevano mandato lì Caes non avevano attaccato frontalmente i Von Liebiwitz, figurarsi se avrebbero potuto portare a termine quell'arduo compito quei.. contadini?
Si lanciavano all'attacco, imprecando, urlando. Dilettanti. Nello scompiglio, intanto, giugevano i membri della casata a sbaragliare quello che nemmeno i bambini avrebbero potuto chiamare esercito. Chi giunge, in sella a possenti cavalieri, chi causa esplosioni, piume nere da ogni dove.
C a o s. Onnipresente. Indefinito. Magnifico. Sorrise, percepento quelle vite, quelle aure, che, come fiammelle al vento, si accendevano e si spegnevano, pareva un'incendio impazzito. Uno spettacolo unico, al quale non poteva accontentarsi di fare da spettatore, dalla finestra della casa, guardando la battaglia infuriare dall'interno.
Camminò lento, scendendo le scale della casa quasi fosse un giorno qualunque, prendendo la cintola coi coltelli appesi. Non aveva paura, era un divertimento come un'altro. E lì fuori c'era gente abbastanza folle da farlo divertire per il resto della giornata, a quanto aveva compreso sondando le loro aure: infuriate, cariche di quel sentimento di rabbia e fanatismo che spinge gli uomini a uccidere loro stessi in guerre senza senso. Onorevole, senza dubbio, ma inutile.
Aprì la porta: la battaglia infuriava, in uno spettacolo che raramente aveva potuto ammirare. In una guerra.
Splendido, tutto quel divertimento in un solo luogo: non gli pareva vero. Mosse le mani, gesticolando nell'aria, riproducendo gli stessi, identici gesti di un suonatore di pianoforte e, nonostante non ci fosse nessuno strumento simile nei dintorni, una melodia risuonò ovunque in quel luogo: era il requiem di quei reietti che si lanciavano all'attacco.
Poi, come un fulmine, si estese una lama, sottile e lunghissima, fra loro: la lama di uno dei suoi coltelli. Si allungò di una trentina di metri, rapidissima: voleva traffigerne molti, desiderava ucciderne più che poteva. Il suo stile di combattimento non era per niente adatto alla mischia, ma l'idea di avere la possibilità di uccidere tutte quelle persone lo rendeva estremamente felice: non poteva assolutamente lasciarsi sfuggire un'occasione così ghiotta.
Senza dire una parola, con un mortifero sorriso dipinto sul volto, agitava quella lama dalla lunghezza incredibile tra quei poveretti che, nella loro stoltezza, si lanciavano all'attacco come i simpatici dilettanti che erano. Cercò di colpirne cinque, forse sei, con il fendente che aveva sferrato. Mirava ai loro addomi, con una ferocia che non aveva dell'umano, facendo compiere al coltello un ampio giro da destra a sinistra. La lama aveva una portata incredibile, e di sicuro avrebbe creato non pochi problemi a quelle persone. Ghignava, mentre cercava di portarsi via le loro anime, in quello spettacolo di dolore e tristezza.
Ma non è forse la tristezza la più grande musa ispiratrice dell'arte?



Legenda


~ Parlato Caes ~
* Pensato Caes *
§ Voce Auspex §


Status


~Stato Fisico:
~Equip: Sweet Unvalentine [20/20 Uno impugnato con entrambe le mani.]
~Energia: 86%
~Tecniche/Abilità Utilizzate: Aim Mind ± "Sei lì." Nessuno, nemmeno Caes, conosce la natura di questa sua stranissima abilità. Pare infatti che in lui si sia sviluppata una sorta di seconda personalità, molto più ambigua e folle. Anche se questa non è ancora in grado di prendere il sopravvento sul corpo, attualmente si limita a parlare nella mente del ragazzo e c'è la possibilità che comunichi con coloro che vi entrano. Comunque questa "voce", profonda e terribile, pare possedere una sorta di intuito speciale. Infatti questa ha il potere di individuare l'aura emessa da ogni essere vivente. Tramite essa è infatti possibile individuare le forme di vita attorno a se, percependone l'aura. Ovviamente ogni aura è diversa dall'altra, quindi sarà possibile riconoscere una persona la cui energia è già stata percepita in passato. Inoltre questa abilità è abbastanza utile anche per farsi un'idea approssimativa della forza dell'avversario. Più egli sarà forte, più l'aura percepita sembrerà "ampia". L'abilità è molto utile per scovare avversari nascosti o invisibili e permette di combattere anche nella più completa cecità. Non si possono individuare esseri viventi che si trovino a più di quaranta metri dal caster. [Passiva]
Deathly Sonata pT.I ~ The Bloodred Hand ± "Ascolta la mia melodia..." In questa tecnica, Caes muove le mani di fronte a se come se suonasse un pianoforte, durante un unico turno. Lo strumento, ovviamente, non sarà presente, tuttavia si potranno ugualmente udire dei suoni, come se il caster stesse realmente suonando. La melodia non avrà alcuna caratteristica particolare, se non quella di trasmettere alcune sensazioni, che rendono questa tecnica un efficace attacco psicologico. Infatti chi ascolterà la musica prodotta magicamente percepirà in se una paura crescente. Il particolare di questa sensazione è che non sarà rivolta verso elementi esterni, ma verso se stessi: chi ascolterà la melodia, in parole povere, inizierà a temere se stesso in una maniera irrazionale, crescente. Questo sentimento si fa più forte negli animi deboli, che spesso perdono la voglia di combattere, terrorizzati da loro stessi quasi che la sorte abbia scelto di renderli così. Più si ascolta la melodia, più la sensazione si fa forte. Si può dire che l'efficacia della tecnica dipende dall'intensità del suono: più esso viene udito chiaramente, più grande e terribile sarà il timore provato verso la propria persona. In ogni caso, anche una sola nota trasmette sentimento, anche se in dimensioni ovviamente minori. Per eseguire la tecnica non c'è bisogno di particolari tempi di cast o condizioni, basta la volontà ed il movimento delle mani. Il caster è ovviamente immune all'effetto delle note, poichè è la sua stessa aura a produrle. Gli effetti della melodia si spegneranno pian piano, dopo che la musica sarà cessata: ovviamente tutto dipenderà da quanto la melodia è stata o meno ascoltata e dalla lealtà degli avversari. [Consumo Basso]
Lama Tasik ± "Trapassalo a morte." Tramite questa tecnica magica è possibile agire sulla lama di uno qualunque dei coltelli, attaccando con una grande potenza distruttiva. Questa, infatti, si allungherà all'improvviso, seguendo sempre la stessa direzione. La lunghezza massima non può superare i trenta metri, ma il vero punto di forza non è tanto da distanza che la lama può raggiungere, ma la velocità. Infatti la velocità con cui essa si allungherà sarà tale che supererebbe un proiettile e che potrebbe forare anche materiali di notevoli resistenza. Il pugnale potrà essere mantenuto alla lunghezza desiderata per tutta la durata del turno dopodichè tornerà automaticamente alle dimensioni originali. Come tecnica offensiva è utile, non solo perchè è totalmente improvvisa, e può quindi creare un vantaggioso effetto sorpresa, ma anche perchè, una volta allungata la lama, per un turno si potrà colpire da lunga distanza. Non solo la velocità, ma anche la potenza del colpo è altissima: una difesa male organizzata può quindi risultare fatale. [Consumo Medio]





Edited by Caes - 12/10/2007, 16:34

« Respirami. »

 
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view post Posted on 29/10/2007, 16:56Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 17/11/2009, 01:05


« Fermo qui. Non fiatare.»

Parole appena percettibili e sussurrate. Il passo calmo improvvisamente s'interrompe, mentre
il fragore d'una battaglia emerge dal sottofondo. Un esercito contro pochi uomini. Un esercito
controllato da qualcosa. Qualcuno. Alcune energie spiccano d'intensità dalla massa che riesco
a percepire, ma ho bisogno di vedere con i miei stessi occhi cosa succede. Percepire non è
abbastanza in questi casi. Chi mai si era permesso di sfondare così brutalmente i portoni
dell'antica Liberty? Una forza nuova. Che abbia la stessa origine di quell'altra? Un brivido freddo
corre lungo la colonna vertebrale, mentre con un gesto della mano mancina faccio intendere a
Iskander di proseguire con cautela e lentamente, cammuffati attorno a questo sottobosco. Ma
forse potrebbe non essere abbastanza. Meglio essere più prudenti. Posizioni uniti l'ndice e il medio
della destrosa sulla fronte, agganciando con il pollice sotto il mento. Una parola d'avvertimento.

« Senti anche tu quello che sento io. Meglio occultarci. Questa magia coprirà anche il tuo corpo »

« Kelth Aserbach Mantra »

Chiudo gli occhi, pronunciando sottovoce queste parole. Improvvisamente attorno a me l'aria
inizia a smuoversi, modificandosi e magicamente la figura di Iskander scompare alla mia vista.
Analogalmente, il guerriero vedrà scomparire la mia, lasciandocampo libero al paesaggio del
sottobosco. Riposiziono le mani in una postura piu consona, mentre inizio a camminare a passi lenti.

« Io non vedo te. Tu non vedi me. Nessuno può notare la nostra presenza: siamo occultati
dalla mia magia. Devo mantenere la concentrazione, tu stammi vicino. Sappi che se ti allontani
oltre i cinque metri dalla mia persona, ritornerai visibile. La portata dell'illusione è molto limitata.
»

Semplici e chiare parole, per fargli capre le mie intenzioni. Che cosa cazzo sta succedendo puiù in la?



Magie
¬Illusione Fantastica: Incantesimo illusorio. Due parole e l'imposizione di un paio di gesta con le mani e la realtà attorno a me sarà come desiderò. In un raggio di cinque metri attorno a me, nel punto in cui ho lanciato la magia, plasmo a mio piacimento la vista di questo lembo di realtà, creando qualsiasi illusione di mio gusto. Il successivo spostamento dell'incantatore, modifica la posizione illusoria.

mana rimasto
90%

image

~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Ж Game. Ж
NosTale.it

Ж Name. Ж
~Preddy

Ж Class. Ж
Spadaccino

Ж Level Exp. Ж
89

Ж Level Job. Ж
80

Ж Guild. Ж
.::Friends::.


image

۸۸۸۸۸ Ғоιιоω тнэ ωнітэ яаввіТ ۸۸۸۸۸
image

 
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Istrios
view post Posted on 30/10/2007, 17:33Quote

Utente cancellato






Erano arrivati. Insieme, lui e quel Salwa. Due ronin, per quanto lui fosse legato alla casata. Casata. Che strana parola. Ancora più strano, il concetto che si celava dietro di essa, così simile a quello di 'clan' che aveva imparato a rispettare presso il suo popolo. E il cui rispetto era costato una così orribile fine a suo padre.
No -si disse-, nessuna casata stavolta; nessun clan. Nè regno nè stirpe: la storia non si ripete mai allo stesso modo.
Era quello che pensava, mentre a passi brevi si teneva di fianco al suo occasionale compagno d'avventura, invisibili a tutti, mentre osservavano l'operato della 'presenza'. Nessun nome, nessun segno troppo appariscente. Solo un piccolo esercito di spregiudicati asserragliati contro i bastioni dei Von Liebewitz. Mercenari, spade vendute, ladri, assassini, reietti. La feccia di celentir insomma.
Gli assedianti avrebbero facilitato loro il lavoro. Chissà se sarebbe valsa la solita regola: uccidi il generale, fermerai l'esercito.
Iskander era sicuro che l'avrebbero scoperto presto.

 
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view post Posted on 9/11/2007, 18:58Quote
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Correva, l’alchimista verso il Nero Portone. Sulle spalle portava il mantello datogli in prestito da Killua, il vice capocasata dei Von Liebewitz. Si pose in cima alle mura, e vide cosa stava succedendo.
Ecco là, un sacco di gente già attaccava una bolgia di bifolchi armati alla meglio. L’elfo riconobbe Steel, che stava lanciando una pioggia infuocata sui malcapitati, Jabor, che lanciava onde d’urto infuocate. Addirittura c’era il multiforma.
« Von Liebewitz, ascoltatemi! »
Esordì con voce seria l’alchimista.
« Attaccate i nemici! Non abbiate pietà! »
Addosso aveva il Mantello di Gatsu Von Liebewitz, quindi lo avrebbero dovuto ascoltare.
Aprì la bocca, in direzione della massa di uomini, donne e bambini che attaccavano il Nero Portone, ed uscì da essa un’onda d’urto dalla potenza incredibile, che avrebbe stordito e allontanato gli attaccanti.


CITAZIONE
[COLOR=red[Sounds Good[/COLOR]: Semplicemente urlando, emettendo un grido o semplicemente parlando si è in grado di attivare questa tecnica. Si emettono onde sonore che si propagano per centinaia di metri che hanno la peculiarità, oltre a quella di stordire momentaneamente l'avversario di spostare con un forte impatto pressochè qualsiasi cosa.
Consumo: Basso ÷ Critico.



« Peace Will Come To Me »

image


Tsuki è tornato.
CITAZIONE (Tsuki @ 15/9/2009, 21:17)
Tsu ki ♪ scrive (21.17):
vado a tagliarmi le vene in bagno mentre mi fotografo con l'angolazione figa ç_ç

Gesù era Italiano, ne ho le prove.
CITAZIONE (KakosPhonì @ 21/9/2009, 01:41)

Non aveva un lavoro fisso,
l' ultima cosa che ha chiesto è stato da bere,
beveva vino ai pasti,
ha vissuto con la mamma fino a trentaTré anni,
credeva che la madre fosse vergine & la madre credeva che lui fosse Dio,
chiamava tutti fratello,
nessUno gli dava retta...


 
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13 replies since 28/9/2007, 14:06
 

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