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Galùen, tra i messaggeri di Myth Arandor, era il più fidato e quello con maggior esperienza. Era un elfo antico, il cui corpo aveva subito (per sua volontà) incantamenti tali da renderlo in parte un costrutto magico. Per tale motivo, egli era eterno, instancabile, forte e veloce più di dieci uomini messi assieme. Già serviva il Mythal Rector Elenrhal Elessedil durante il suo primo regno, dopo la guerra dei demoni e la morte di Nar. Era sopravvissuto alla Terza Energia e aveva servito Triel Elessedil, e Byruum dopo di lui. Ora, nuovamente sotto la mano severa ma protettrice di Elenrhal, stava viaggiando alla volta della Casata Von Seamond. Non era stato un intento personale, bensì un categorico ordine del suo padrone, il quale gli aveva fornito precise parole e una precisa missiva con cui presentarsi a Cry Hinote. Aveva valicato monti, pianure, fiumi e laghi, il tutto con instancabili e rapidissime gambe. Aveva trascorso notti insonni, correndo al chiaro di luna o sotto lo sferzare della pioggia. Aveva evitato belve feroci, aveva combattuto briganti e assassini. Il suo obiettivo era uno solo: giungere alla città, recapitare il messaggio e soddisfare così il proprio signore. Vi riuscì, scorgendo sul far del mattino i bagliori dorati della città. La raggiunse, fermandosi innanzi i possenti cancelli. Non vide mura, ma percepì una forte magia che circondava la città. Ivi, manifestandosi a gran voce, erse il proprio capo verso l'alto, così che tutti potessero vederlo, ammirarne le poderose fattezze, i lunghi capelli biondi e il volto severo ed antico.
«Aprite, guardiani della cittadella! Qui è Galùen, messaggero della lontana Myth Arandor, che giunge in pace recando con sé un messaggio per Cry Hinote! Aprite, senza troppi indugi, senza troppi timori, prima che cali l'ultima notte di Celentir!»
NB: Non è importante che tutti i Von Seamond rispondano, anche se non è vietato. E' invece fondamentale che almeno un guardiano risponda all'appello.
Alla fine delle righe, solo il tempo per capire che si muore e il tempo non si ferma mai, ma per te che sai gioire son bugie da ignorare; vivi sempre, non morire mai. “Everasia”, Novembre
Se son d'umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie; di solito ho da far cose più serie: costruire su macerie o mantenermi vivo. “L'Avvelenata”, Francesco Guccini
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio. “Cirano”, Francesco Guccini
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Vivendo per capire perché vivo Vivendo per capire perché vivo, scrivo anche per capire perché scrivo: e vivo per capire perché scrivo, e scrivo per capire perché vivo: Edoardo Sanguineti
Erano passati parecchi giorni da quando aveva posto piede su quei bastioni, come guardia, era diventato da poco avanguardia e ormai relegava molto del suo tempo allo studio e al combattimento, ma ora che era di nuovo su quella pietra dura a difesa dell'ingresso, si sentì di nuovo vivo. Il vento tra i capelli, che lo rendeva felice, e poi l'alba, il sole che lentamente fa baluginare i suoi raggi sui monti lontani, questi che per primi toccano il suo viso e le guglie del castello, poi i tetti delle case e alla fine mostrano il bel viso del sole che illumina tutto il mondo circostante. Stringe fiero la sua spada sulla destra avvolta nel fodero di pelle, mentre sulla sinistra regge lo scudo con il simbolo della fenice, il suo sguardo cade però su qualcuno sotto il bastione vicino al portone, un messaggero
CITAZIONE
«Aprite, guardiani della cittadella! Qui è Galùen, messaggero della lontana Myth Arandor, che giunge in pace recando con sé un messaggio per Cry Hinote! Aprite, senza troppi indugi, senza troppi timori, prima che cali l'ultima notte di Celentir!»
Un segnale dell'Avanguardia e il portone fu aperto, il messaggero poteva passare.
Kessalis scese la lunga scala e avvicinatosi al messaggero disse: - Benvenuto signore, sono Kessalis Kin Milaa, Avanguardia del tempo, posso esservi utile facendovi da guida verso gli appartamenti di Lord Hinote?-
RAHAMMAN: -vindicta at victoria guardiano dei cancelli e buona giornata- Voce dentro RAHAMMAN "da quando in qua sei così educato?" seconda voce di RAHAMMAN "da quando quello che ho davanti è alto tre volte me e largo due"
Alicamantus nella sua espressione più felice: Tu vuoi che io ti faccia cadere il firmamento in testa, veeeeeeeeero?!?
6/9 20:14 Gutek: Io. Non. Sono. Un. Folletto.
x 6/9 20:01 Kessalis_Kin-Milaa: Dai Gutek, appena tornato e subito vedo il mio folletto preferito che minaccia di morte la gente, non si fa cosi
30/10 20:02 Lindir: aspetta kess... vuoi dirmi che sei un puffo di sei metri che gira in moto?
sergei: ironico però, te n'eri andato per quello che avevano fatto alla casata quando tu hai cercato di spazzare via gli ultimi araldi del tempo. ironico XD Escape: Lui ha cercato di "spazzare via" dei Von Seamond? yu yu: Beh, ha scatenato un'esplosione nucleare sopra le loro teste (ad un'altezza di circa... 50metri, al massimo). Non voleva certo rimboccargli le coperte, no? sergey:è una storia lunga :omg: ha fatto esplodere un'atomica sulla testa degli avversari e su quella degli alleati.
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le prime luci del mattino filtrarono dalla finestra appoggiandosi in pieno sul mio viso e facendomi svegliare. Mi misi seduto sul letto stiracchiando le braccia e facendo movimenti rotatori con il capo, mentre i miei due famigli si svegliarono a loro volta, intorpiditi come me.
aaaaahv, un bagno caldo mi rimetterà in sesto
fantasia, pura fantasia! Da quando avevo ricevuto il dono del ghiaccio e del freddo, i bagni caldi erano una di quelle cose che rimpiangevo. Appena toccai l’acqua diventò fredda dandomi una scarica che mi svegliò completamente, nonostante la mia pelle fosse alla stessa temperatura. Vestitomi velocemente uscì dalla mia abitazione con Munin al seguito, volando. Era mio solito passare dalle porte adamantine per raggiungere la taverna, e sentire le grida dei nuovi arrivati per essere accolti alla casata. Quel giorno però urla diverse giunsero alle mie orecchie
CITAZIONE
«Aprite, guardiani della cittadella! Qui è Galùen, messaggero della lontana Myth Arandor, che giunge in pace recando con sé un messaggio per Cry Hinote! Aprite, senza troppi indugi, senza troppi timori, prima che cali l'ultima notte di Celentir!»
prontamente la voce del ben conosciuto guardiano Kessalis _Kin-Milaa, avanguardia del tempo da me stesso investito, rispose:
CITAZIONE
- Benvenuto signore, sono Kessalis Kin Milaa, Avanguardia del tempo, posso esservi utile facendovi da guida verso gli appartamenti di Lord Hinote?-
Cosa? Niente! niente domandone a trabocchetto o simili? Evidentemente l’ultima frase aveva spaventato non poco kessalis. Decisi di rimanere a guardare come si svolgevano gli eventi e magari seguirli, perché non solo kessalis era preoccupato per quell’ultima frase…
nome:temperatura 0 costante Descrizione:Spardus, da quando a ricevuto i suoi nuovi poteri glaciali, ha il corpo costantemente ad una temperatura che oscilla tra 0 o poco più di 0(poichè in simbiosi con il ghiaccio)anche sotto il sole battente...
Munin descrizione: Munin è una tipologia rara di fenice; infatti, a differenza delle fenici di fuoco, è una fenice di vento.il suo nome significa "ricordo". (prende parte ai combattimenti attaccando con becco e artigli; quando colpisce, se sprofondano di otto centimetri, il nemico avrà probabile perdita di sangue.)
money can't buy you happiness, but it can buy marshmallows which are kinda the same thing
Il mattino era sereno, le nuvole davano una sensazione di purezza, e l'aria era pura e fresca, proprio come una leggera brezza rinfrescante in un torrido giorno d'estate. La figura di Santo vagava per le strade della capitale, senza una meta, e girando attorno a qualche negozio di cianfrusaglie sparso qua e la. Circondato dal volteggiare cristallino di Kensi, l'udito del giovane uomo, come l'udito della piccola Kensi, recepirono qualcosa che attirò la loro attenzione, e sopratutto il loro intento ad avvicinarsi alle porte della capitale Von Seamond.
CITAZIONE
«Aprite, guardiani della cittadella! Qui è Galùen, messaggero della lontana Myth Arandor, che giunge in pace recando con sé un messaggio per Cry Hinote! Aprite, senza troppi indugi, senza troppi timori, prima che cali l'ultima notte di Celentir!»
Le prime parole parvero strane e senza spiegazione, i due non riuscirono ad intendere bene cosa fosse successo, o chi fosse quel messaggero della lontana Myth Arandor. Ad un tratto, i loro occhi curiosi ed intenti a recepire tutto ciò che stava accadendo, si posarono su di un figuro armato con scudo e spada avvolta in un fodero di pelle. Un simbolo simile ad una fenice era intarsiato nello scudo di quest'ultimo.
CITAZIONE
- Benvenuto signore, sono Kessalis Kin Milaa, Avanguardia del tempo, posso esservi utile facendovi da guida verso gli appartamenti di Lord Hinote?-
Il volto del giovane uomo volse uno sguardo cristallino, sfiorando con la mano destra il pomolo di Sifide, per poi avviarsi alla volta del messaggero e dare il benvenuto. Se in quel momento una guardia delle mura era vicina al messaggero, non ci potevan essere motivi per cui dubitare di quest'ultimo. Indossando i suoi soliti vestiti da viaggiatore, e a volto scoperto, con capelli scuri, e occhi neri come la pece, i lineamenti sottili e gentili del giovane uomo si mostrarono per ciò che egli ha sempre nascosto in tutti questi anni. Una portatura fiera e salda accompagnava il suo cammino calmo e pacato.
« Ehi ma che fai?!?! Non vedi che c'è una guardia già? Non li consociamo nemmeno!! Vuoi farti subito dei nemici? »
Ignorando le parole della piccola Kensi, Santo si riversò alla volta dei due figuri appena arrivati dinanzi alle porte della città. Fermandosi proprio dinanzi a loro, quest'ultimo cercò di dare il suo modesto e caldo benvenuto al nuovo messaggero arrivato, i suoi intenti non erano persuasivi, e non volevan sminuire la presenza e la carica dell'Avanguardia del tempo, ma bensì voleva rendersi utile in una situazione del genere. Cercando di fare del suo meglio a riguardo.
« Benvenuto messaggero di Myth Arandor... Saremo lieti di condurla dal nobile Cry Hinote! Per quanto riguarda invece l'ultima notte di Celentir, cosa vuole intendere? Siamo preoccupati per questo, o almeno io lo sono... »
L'intervento di Santo, parve molto imbarazzato, e quasi banale, ma il giovane uomo avrebbe fatto questo e altro, per riuscire a dare il proprio contributo per una causa così importante e gentile, quale era mettere in salvo l'intera Celentir. Non aveva mai fatto parte di una impresa del genere, ma tutto questo sembrava compromettente tutti coloro che la abitavano.
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Strano. Tale fu il pensiero che immediatamente balenò nell'intelletto del messaggero. Strano. Strano come il guardiano l'avesse subitamente accettato e, anzi, con cordialità l'avesse invitato direttamente nelle abitazioni del loro signore. Elenrhal l'aveva avvertito della reciproca diffidenza che correva fra la due casate, sentimento che non si traduceva né in rivalità né in fratellanza. Era un rapporto di sopportazione, esile e traballante sul filo della diplomazia. Tuttavia non interrogò il guardiano di tale inusuale comportamento; tenne per sé i suoi ragionamenti. Suppose che fosse a causa di qualche loro capacità di leggere l'animo delle persone, con la quale aveva sondato la sua sincerità e bontà. Oppure poteva trattarsi di un tranello, e quella gentilezza aveva in realtà il doppio fine di persuaderlo per poi intrappolarlo tra le loro mura. Era possibile, e non sarebbe stata la prima volta. Tenne i sensi all'erta, pronto a tutto.
«Kessalis Kin Milaa, sarò onorato di essere scortato da voi...»
Stava per avviarsi, concludendo le sue riverenze, gestuali e vocali, quando sopraggiunse un individuo. Costui, accorato e benevolente, si affrettò a spargere cortesie esagerate, tra le quali fece capolino una domanda.
«Non posso rispondervi, messere. Tutto ciò che ho da dire sarà per e solo per Cry Hinote Von Seamond. Starà a lui informarvi, se vuole bene alla sua gente.»
Detto ciò volse lo sguardo al guardiano Kessalis e abbozzò un avvio, gettando dietro a sé i lunghi capelli color dell'oro e un freddezza che non aveva voluto usare. Povera gente. Se solo avessero saputo. Ma forse erano ancora in tempo, il Mythal Rector l'aveva detto.
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Vivendo per capire perché vivo Vivendo per capire perché vivo, scrivo anche per capire perché scrivo: e vivo per capire perché scrivo, e scrivo per capire perché vivo: Edoardo Sanguineti
Era stato gentilissimo, e questo non era da lui, era stato addirittura avventato nel far entrare quello straniero della casata Ellessedil dentro la loro fortezza, ma quando aveva detto che era un messaggero portatore di pace, non aveva avuto alcuna esitazione nel farlo passare. Poi si era ricordato che tempo addietro una Ellessedil era stato gentile con lui. Inoltre a parte un piccolo diverbio alle porte dellla città lui non aveva problemi con loro. Poi gli venne un motivo per odiare un Von Seamond impiccione. Mentre Kessalis guardava con leggera irritazione il nuovo venuto della sua casata, fece un leggero inchino davanti al messaggero: - Sir Galùen vogliate scusare le maniere di questo mio sottoposto, ma spero che abbiate la cortesia di seguirmi, il viaggio fino alla casa del nostro signore è lunga, e credo che voi abbiate poca voglia di rispondere alle questioni, degli altri membri della casata, che non siano poste dal nostro signore. Per l'occasione della vostra visita, prenderemo una carrozza.- Fece schioccare le dita di una delle braccia mentre rinfoderava con lenti gesti la lancia e appoggiava alla schiena lo scudo. In pochi secondi apparvero due grandi orchi blu sopra una carrozza bianca, simbolo di pace e speranza trainata da un essere invisibile, un Threstal. Kessalis avrebbe fatto accomodare il suo ospite mentre lui si sarebbe aggrappato fuori dal finestrino, dato che per la sua mole gli era impossibile entrarvi. Se il messaggero avesse chiesto quale animale stesse guidando la carrozza avrebbe risposto: - Sono cavalli che solo chi ha visto la morte può vedere, si chiamano Threstal, li allevo io nel mio serraglio. Se ha qualche domanda faccia pure.- Ad un segnale del messaggero si sarebbero messi in moto verso il castello principale e verso gli appartamenti di Cry Hinote.
Ho fatto una sorta di ipotesi per la scelta della carrozza, anche perchè non so se da qui poi si continua o si cambia topic, comunque ho scelto la carrozza come prima ipotesi, anche perchè se no il secondo post sarebbe stato anche più corto di quello attuale, immaginatevi, un e salirono le scale verso la rocca, troppo corto.
RAHAMMAN: -vindicta at victoria guardiano dei cancelli e buona giornata- Voce dentro RAHAMMAN "da quando in qua sei così educato?" seconda voce di RAHAMMAN "da quando quello che ho davanti è alto tre volte me e largo due"
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30/10 20:02 Lindir: aspetta kess... vuoi dirmi che sei un puffo di sei metri che gira in moto?
sergei: ironico però, te n'eri andato per quello che avevano fatto alla casata quando tu hai cercato di spazzare via gli ultimi araldi del tempo. ironico XD Escape: Lui ha cercato di "spazzare via" dei Von Seamond? yu yu: Beh, ha scatenato un'esplosione nucleare sopra le loro teste (ad un'altezza di circa... 50metri, al massimo). Non voleva certo rimboccargli le coperte, no? sergey:è una storia lunga :omg: ha fatto esplodere un'atomica sulla testa degli avversari e su quella degli alleati.
Group: Von Seamond Posts: 8456 Location: combustione spontanea
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Quella mattina la ragazza si era svegliata parecchio presto. Troppo presto per andare a lavorare, troppo presto per allenarsi e troppo presto per sperare di incontrare qualcuno per strada. Aveva così deciso di andare a fare una passeggiata, un giro per la città per ambientarsi visto che era arrivata relativamente da poco.
Dopo parecchio tempo arrivò vagando casualmente nei pressi delle porte adamantine, portoni che pochi giorni prima l'avevano vista giungere per la prima volta alla casata. Si aspettava la solita desolazione che caratterizza le porte la mattina. Ma quello che vide la incuriosì parecchio. L'avanguardia del tempo sir Kessalis stava scortando un uomo verso una carrozza trainata da strani cavalli. Sembrava avere un certo riguardo per quella persona, e Mialee si chiese chi potesse essere. Notò anche un paio di persone, accorse forse anche loro per curiosità, forse per necessità, non lo sapeva. Scelse di avvicinarsi a quello che era rimasto in disparte, un essere umano, forse, con i capelli tendenti al bianco ed un cappotto azzurro. Lentamente gli si affiancò.
Chi è quell'uomo?
Fece la domanda quasi sottovoce, come se avesse paura di essere sentita da altri al di fuori del suo interlocutore. Non distolse però lo sguardo dalla carrozza che cominciava a muoversi. Percepiva uno strano brivido correrle lungo la schiena mentre fissava il nuovo arrivato, non seppe dirsi perchè, ma forse la risposta che sarebbe arrivata le avrebbe sciolto ogni dubbio.
Mialee Galanodel
Il link della scheda è nell'immaginina di Mialee per il forum cliccare sul banner dell'energia
Le parole e gli sguardi , rimasero impressi nella memoria del giovane uomo, e sopratutto nel suo animo. Erano degli evidenti segni di stizzo, magari il messaggero provava dei rancori verso i Von Seamond, o magari l'avanguardia del tempo amava agire in solitudine. Tutto questo fece riflettere il giovane uomo, e sopratutto lo spronò a rimanere zitto e a non proverbiar ulterior parole in quegli istanti. Intanto la piccola Kensi nascosta fra il mantello del giovane uomo, cominciò a farfugliare qualcosa sottovoce, un leggero fischiettio cristallino e quasi impercettibile provenne dalla spalla sinistra di Santo.
« Hai visto? Te l'avevo detto! Imbranato che non sei altro! Hai fatto una figuraccia! Ascoltami qualche volta! »
Per qualche secondo, sul volto di Santo s'inasprì una lieve espressione di stizzo, proprio mentre i due proverbiavan parole e si avviavano verso la carrozza, il giovane uomo cercò di allontanarsi con circospezione da quest'ultimi. Non avrebbe voluto arrecare altro fastidio, pensava fosse una faccenda molto urgente ed importante, tanto importante da non avere tempo di occuparsi di dar spiegazioni. In un secondo momento magari, avrebbe potuto chieder spiegazioni a chi di competenza, in cuor suo però, Santo era a conoscenza della sua pessima impressione dinanzi ai due figuri.
Camminando verso la strada maestra, e porgendo il suo sguardo ai lati di quest'ultima, due figure spiccarono, intente a proverbiar circa l'avvenimento, mentre Santo cercò di redimere le sue colpe, e sopratutto di cercare delle spiegazioni circa quella situazione così improvvisa, e sopratutto incresciosa.
« Dannazione! Di certo avrò fatto la mia bella figura da paggio dinanzi a quei due... Magari avrò modo di conoscere ulteriori informazioni non appena i due usciranno dal palazzo di Cry... Speriamo non mi abbiano scambiato per uno senza cervello... »
Gli interrogativi e la paura di non riuscire a dimostrare ciò che Santo era in realtà, accompagnarono il suo tragitto con al fianco, o per meglio dire, in spalla la piccola Kensi.
Syriu camminava sui cornicioni della casata, la frusta rinchiusa nel fodero luccicava colpita dal sole, e le svariate lame che la componevano tintinnavano ad ogni suo passo, nei manici della tunica, i fedeli Sai erano stretti attorno al braccio del ragazzo con dei lacci. il monaco portava una tunica viola chiaro, con i bordi delle maniche e del cappuccio leggermente più scuri. sotto la tunica portava una maglia nera che aderiva al corpo, e dei pantaloni bianchi retti dalla fodera della frusta. mentre camminava guardò in basso, e vide quando notò un uomo dall'enorme stazza. anche se lontano, riconobbe la sagoma di kessalis, assieme ad un altro individuo dai capelli biondi. chi sarà!? fu la prima idea che balenò nella mente del giovane monaco. sporgendosi dal tetto cominciò a cadere mentre il vistoso mantello volteggiava dietro di lui. durante la caduta il ragazzo si mise in picchiata e poi, alcune folate di vento cominciarono a scontrarsi sotto di lui creando piccoli vortici, che, piano, formarono la sagoma indistinta di un animale, che, dopo essersi solidificato, mostrò la forma di una tigre che cominciò a correre sulla parete.
10)Nome:Tigre dei venti Descrizione:questa tecnica permette di plasmare i venti e dargli la forma di una tigre, successivamente i venti verranno solidificati e la tigre acquisterà consistenza. l'animale rimarrà in campo per un solo turno nel quale potrà attaccare o difendere il padrone. Consumo:medio
il giovane subito si aggrappò al collo dell'animale di vento e strinse le gambe attorno ai fianchi del felino. l'aimale si diede un forte slancio durante la corsa balzando vicino alla carrozza. così il giovane chinò i capo in segno di saluto verso kessalis ed il forestiero.
-vindica et victoria kessalis, i miei omaggi sir. posso sapere da dove viene?-
detto questo la tigre scomparve ed il monaco si mise in piedi incrociado le braccia.
Dall'oscurità del vicolo, Merek osservava ciò che stava succedendo nei pressi delle porte. Da quanto aveva capito, era giunto uno straniero, e dopo aver discusso con Kessalis, stava per essere scortato da Cry.
Qualcosa non quadra... Kessalis è molto severo nei confronti di coloro che chiedono di entrare...
Aguzzando la vista, Merek intravide il simbolo degli Elessedil indosso al visitatore, un attimo prima che venisse portato dentro una carrozza.
Un Elessedil fatto entrare e accompagnato con tanto di carrozza? Devo saperne di più...
Altri confratelli si avvicinarono alla carrozza, ma tutti vennero congedati senza spiegazioni. Roso dalla curiosità, Merek decise di seguire la carrozza e saperne di più. Velocemente si guardò intorno, in cerca di qualcosa di utile. Non voleva utilizzare la magia, per evitare di essere scoperto...inoltre seguire la carrozza per le strade era rischioso e poteva essere scoperto. Vicino ad una vecchia botte lasciata ad ammuffire ad un angolo del vicolo, Merek trovò una corda. Saggiata la sua resistenza, il guerriero ne legò un estremità ad un suo dardo e lo scagliò verso la fine del muro e all'inizio del tetto. In breve tempo Merek raggiunse il tetto, ottima posizione per seguire la carrozza. Recuperato il dardo, Merek iniziò a seguire lentamente il veicolo, saltando di tetto in tetto e, se necessario, usando ancora la sua corda e il suo dardo...
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il mistero si infittiva sempre di più.kessalis, con uno schioccò di dita, richiamò una carrozza trainata da animali che il mio occhio non vedeva per accompagnare il più velocemente possibile l'"ospite" dal capocasata. intanto alcuni altri curiosi si avvicinarono alla zona intenti, come me, a capirne di più
CITAZIONE
Chi è quell'uomo?
domanda posami da una bella ragazza arrivata da poco
e io non ti interesso minimamente?
affermai stupidamente, perdendomi nell'argento dei suoi occhi
eeeeeek
munin mi riprese. uno strano nervosismo aleggiava nell'aria, non era il momento di fare lo stupido
[non è mai il momento, a dirla tutta]
tornai serio
è arrivato adesso. dice di essere un Elessedil e di voler parlare subito con Cry Hinote... a parlato di qualcosa come "l'ultima notte di celentir... è tutto quel che so"
decisi di dirle tutta la verità; in fondo si trovava nelle mura, indi una von seamond degna di fiducia. come a voler riempire le mie lacune sull'argomento un uomo chiese al nuovo arrivato il motivo di quelle parole
CITAZIONE
«Non posso rispondervi, messere. Tutto ciò che ho da dire sarà per e solo per Cry Hinote Von Seamond. Starà a lui informarvi, se vuole bene alla sua gente.»
indubbiamente Cry avrebbe detto tutto, ma la curiosità mi spinse a volere sapere tutto e per prima. sussurrai a Munin, stando ben attento a non fami sentire
aspetta che la carrozza parta, poi appostatici sopra e ascolta le parole del tizio misterioso, poi mi riferirai... non farti vedere da nessuno specialmente da kessalis
eeek
mi rispose silenziosa; qualunque cosa avrebbe detto quell'uomo, io l'avrei saputa. aspettai anche io la partenza della carrozza, per incamminarmi verso l'abitazione di Cry Hionte
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«Myth Arandor, giovane Von Seamond. Provengo da Myth Arandor, la gloriosa Casata Elessedil», disse al guerriero giunto a cavallo d'una tigre, quindi salì sulla carrozza richiamata dal guardiano Kessalis. Indubbiamente erano quasi tutti intenditori di magia, lì dentro, e Galùen se ne meravigliò non poco, dato che in passato proprio loro avevano mosso guerra agli Elessedil, accusandoli di comandare il tempo di cui invece loro vantavano custodia. Ironico, se si pensa che sono invece gli Elessedil ad essere custodi della magia, e che quindi dovrebbero essere altrettanto indignati di tale abuso. Ma non aveva tempo per pensare a questo. La carrozza partì, mentre ancora le mura s'affollavano di curiosi. I suoi poteri non mancarono di fargli notare che uno di questi aveva preso a seguirli a distanza, balzando di tetto in tetto con la furtività di un gatto, e che un altro aveva mandato un suo compagno alato ad origliare per lui. Non se ne stupì, né si ritenne minacciato. Aveva avuto molte occasioni in passato di avere a che fare con eccentriche popolazioni, per lo più diffidenti verso gli stranieri. Era un comportamento normale, giammai biasimabile. Tuttavia, il Mythal Rector l'aveva avvertito della probabilità che il nemico giungesse prima di lui, e che con le sue arti persuasive avesse già sedotto il popolo di Cry Hinote. Il rischio di una trappola era sempre vivido, e per tale motivo non allentò la morsa dei sensi attorno a sé.
Alla fine delle righe, solo il tempo per capire che si muore e il tempo non si ferma mai, ma per te che sai gioire son bugie da ignorare; vivi sempre, non morire mai. “Everasia”, Novembre
Se son d'umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie; di solito ho da far cose più serie: costruire su macerie o mantenermi vivo. “L'Avvelenata”, Francesco Guccini
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio. “Cirano”, Francesco Guccini
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Vivendo per capire perché vivo Vivendo per capire perché vivo, scrivo anche per capire perché scrivo: e vivo per capire perché scrivo, e scrivo per capire perché vivo: Edoardo Sanguineti
§e così è un ellessedil...strano, ha affrontato un lungo viaggio, ma a vederlo non sembra provato...qui qualcosa non quadra...§
il ragazzo diede un ultima occhiata al nuovo arrivato mentre si apprestava a salire sulla carrozza. poi udì le parola di un giovane confratello che conversava con un avvenente signorina...
CITAZIONE
è arrivato adesso. dice di essere un Elessedil e di voler parlare subito con Cry Hinote... a parlato di qualcosa come "l'ultima notte di celentir... è tutto quel che so"
§e così si dirige da Cry...cosa vorranno da noi gli ellessedil!?§
il monaco notò una piccola fenice passargli di fianco ed avvicinarsi alla carrozza, poi, un altro confratello che saltava aggilmente da tetto a tetto seguendo la carrozza.
§come se kessalis non se ne accorgesse...vanno dal capo no!?...allora sarà meglio precederl che seguirli§
il giovane creò un'altra tigre dal colore azzurrino alla sua destra, vi salì in groppa e cominciò a correre verso la dimora di cry
§strano...kessalis è sempre stato diffidente nei confronti dei visitatori...forse l'avrà portato da cry in carrozza per parlare con lui in privato...cosa vorrà st'elfo?§
dopo poco, giunto dinnanzi alla residenza di cry, si sedette in terra mentre la tigre scompariva in una folata di vento aspettando l'arrivo della carrozza.