L' Armata del Drago ~ Rpg by Forum

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O f C h a o s A n d E t e r n a l N i g h t, A r i o c h
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imageNome † Arioch.

Epiteti † Duca dell'Inferno,
EpitetiSignore delle Sette Tenebre,
Epiteti Cavaliere delle Spade,
EpitetiSignore del Caos.

Età † Indefinita.

Sesso † Assente, ma predilige
Sessofattezze maschili.

Razza † Energoforme.

Classe † Negromante.

Allineamento † Caotico Malvagio.

Elemento † Sacrilego.

Casata † Elessedil.

Status Sociale † Elessal Artis Doctus.

Status Militare † Comandante
Status Militaredelle Forze d'Attacco.

EnergiaViola.

Quantità di Mana † Alta.

Denaro † 21595 Zeny.




Il Corpo

Il Signore delle Sette Tenebre non fa certo mistero della propria natura sovrannaturale.
Sfoggia una bellezza al contempo ammaliante e orrenda: i tratti affilati perfetti ed aristocratici, la cute d'inumano pallore sono messi in risalto dalla lunga chioma corvina, serica e lucente, che incornicia il volto e scende fino ad oltre metà del busto. Ma sicuramente l'elemento che colpisce all'istante l'attenzione sono gli occhi: apparentemente ciechi, sono totalmente privi d'iride e pupilla, tinti solamente d'un vago lucore madreperlaceo: ne promana una strana sensazione, di malvagità antichissima e trionfale, proveniente direttamente dagli insondabili abissi dei tenebrosi piani del Caos. Un sorriso crudele ed inquietante aleggia sempiterno sulle labbra livide, scoprendo talvolta i denti appuntiti ed affilati come rasoi. Intonate con il crine, nere come la notte sono le vesti che avvolgono tutto l'abbondante metro e ottantacinque di statura: morbidi pantaloni di broccatello ed una lucente camicia di seta, per cominciare, ed ai piedi lucidissimi stivaletti di cuoio lavorato; sopra di esse, immancabili, le ricchissime vesti da arcimago, anch'esse dei migliori tessuti e ricamate splendidamente con un fittissimo e quasi impercettibile intrico di rune del Caos: sono in realtà due diverse tuniche, entrambe lunghe e fluenti: la prima, più stretta e meno elaborata, arriva appena a sfiorare il terreno con i propri lembi intessuti di velluto e raso damascati, e soffice pelliccia ne riveste l'alto colletto; la seconda, invece, è interamente in pesante e fluidissima seta: culminante nel cappuccio adagiato sulla schiena, è inoltre assai più ampia ed estesa, tanto da formare alle sue spalle uno strascico affusolato che mai alcun suolo ebbe modo di lordare. Al fianco, infine, riposa e veglia senza alcuna eccezione la fidata e micidiale Spada Nera.


La Mente

Il più folle e perverso fra i pittori non avrebbe potuto dipingere un quadro tanto orrendamente splendido e inumano. Come tutti i suoi ormai defunti fratelli, egli è l'incarnazione suprema di quella che un filosofo terrestre definì Volontà di Potenza; ma a differenza degli sciocchi mortali per i quali tale definizione era stata coniata, egli ha buon diritto di farne l'uso che preferisce: infatti, lui non si limita a credersi superiore, ma lo è veramente, senza possibilità d'appello. Intelligente, arrogante, assolutamente cinico, magnificamente crudele; il concetto di rispetto per la vita altrui gli è totalmente alieno: non lo comprende e non può comprenderlo, e anzi lo deride e lo disprezza. Il suo ego smisurato accetta su di sè una sola legge, quella del potere: si inchina ai pochi che ne possiedono più di lui -meditando di strapparglielo o comunque di usarli a proprio vantaggio- e considera poco più che insetti montati su di un vetrino tutti gli altri; è rarissimo che allacci una vera alleanza con qualcuno, e la mantiene solo fintanto che può trarne dei vantaggi; ciononostante, fintanto che ciò avviene sa essere un alleato leale...e tremendamente vendicativo, qualora venga tradito. Sa essere all'occasione caustico e sprezzante oppure viscido e mellifluo, saldo e leale o subdolo e infido, freddo e calcolatore o furente e ambizioso; in ogni caso, è tutt'altro che un pazzo sanguinario dedito allo sguazzare nel sangue per il puro gusto di farlo: estrema raffinatezza e ricercatezza sempre gli fanno da compagne, in ogni suo gesto o parola, sadico divertimento o perverso piacere. Mai veramente toccato dal calore delle emozioni umane -ridotte al pallido riflesso di se stesse all'interno del suo cuore nero ed avvizzito-, in sostanza egli vive per un singolo, ossessionante obiettivo: il Potere. E null'altro.


La Vita

La sua storia ebbe inizio innumerevoli eternità fa, oramai scomparse, in un altro universo.
Anzi, forse persino in un altro multiverso: non lice saperlo. Ciò che conta, e che in quel luogo egli era un Signore del Caos: esseri antichi quanto il tempo stesso, in perenne conflitto con le loro controparti, i Signori della Legge, mantenendo grazie ai propri sforzi la Bilancia Cosmica e la garanzia di continuità per il loro universo. Cinici ed indifferenti angeli o subdoli ed aristocratici demoni, ecco cosa erano in realtà i Signori dei Mondi Superni: nè gli uni nè gli altri si riconoscevano nelle futili illusioni di bene e male partorite dagli stolti mortali, mirando solo ad aumentare il proprio potere e la propria influenza; e se i mortali per lungo tempo li chiamarono dèi, fu solo perchè nella loro infimità non potevano comprendere la loro terrificante superiorità, conquistata in eoni di tradimenti, battaglie e sanguinaria scalata verso i vertici delle due spietate gerarchie.
In ogni mondo, su ogni piano di quella lontana realtà, sempre vigeva la loro mortale e vivificatrice guerra, mai destinata a trovare una fine totale; in quel caleidoscopio di dimensioni che scivolavano l'una sull'altra, Arioch era giunto a conquistarsi il rango di uno fra i Quattro Duchi dell'Inferno di grado più elevato: e così siedeva sul trono dell'Abisso con Chardros il Mietitore, Mabelode il Senza Volto, Slortar il Vecchio, dirigendo le campagne di conquista dei vari piani e sincerandosi che i suoi sottoposti non vivessero abbastanza a lungo da pugnalarlo alle spalle. Ed aveva funzionato egregiamente, per qualche eone: ma poi era giunto il grande giro di boa di quel piano, la spaventosa battaglia che aveva consegnato nelle mani dei Signori della Legge le sue sorti; aveva visto i propri fratelli venire abbattuti grazie alle fatiche di un mortale, il suo antico campione Elric di Melnibonè, ed aveva conosciuto l'orrore del percepire la propria essenza venire risucchiata dalla spada maledetta che lui cingeva, Tempestosa, e da tutti i suoi immondi fratelli extraplanari. Lui era potente, allora, terrificantemente potente: troppo persino per quell'abominio che l'aveva trafitto. Sarebbe dovuto morire, ma la sua volontà non lo permise: come uno specchio immane che venga improvvisamente infranto, la sua mastodontica essenza venne scagliata in milioni di frammenti attraverso il multiverso: molti di essi si erano fusi con la Spada Nera; innumerevoli altri erano scomparsi, inghiottiti dalle profondità inaccessibili dell'infinito; solo uno, sembra, era riuscito a rimanere integro a sufficienza da non perdere la propria identità.
E questo frammento aveva dovuto fluttuare per interminabili eoni, ai limiti dell'incoscienza, attraverso tempo, spazio e materia, per poter recuperare quel minimo di forze necessarie a ricrearsi un sembiante fisico; covava vendetta, e assimilava voracemente ogni stralcio di energia su cui riusciva a stendere i propri fantasmagorici viticci. Ma nel vuoto interplanare in cui si era ritrovato era un compito praticamente impossibile; fu quasi per caso che le sue percezioni, annebbiate da miliardi di anni di deliquio, captarono un improvviso, mastodontico accumulo dell'energia adatta a ridargli la vita. Poche frange planari lo separavano dal luogo, e usò quel poco potere che gli era rimasto per infrangerle: e fu così che apparve nel cielo infuocato di quella che gli abitanti di quel mondo avrebbero chiamato Terza Energia. Il flusso incontrollato di potere lo attraversò senza pietà, ma anzichè distruggerlo lo fece rinascere: e infatti rinacque, avvolto ancora una volta in spoglie mortali, urlando di piacere nel sentirsi scorrere nel necroplasma il parto della Legge che distruggeva sè stessa; ma, come ebbe modo di constatare appena si fu compiutamente incarnato, la pur catastrofica esplosione non gli aveva trasmesso che un infinitesimo della sua precedente possanza. Un tempo gli sarebbe bastato un cenno per distruggere un pianeta: ora, gli serviva una notevole concentrazione anche solo per trasmutare la materia ordinata in Caos primigenio.
S'era quindi messo in cerca di informazioni. Pochi anni gli erano bastati per racimolare tutte le conoscenze che gli sarebbero servite per decrittare il nuovo mondo in cui s'era venuto a trovare. Era rimasto sorpreso che vi esistessero gli umani: credeva di aver posto fine alla piaga della loro razza qualche miliardo di anni prima. Molto più disgusto gli aveva suscitato invece il denotare quanto il piano fosse sotto il controllo della Legge; ma anche in questo caso, era accaduto l'insperato. Altre razze avevano fatto la loro comparsa, razze che avevano portato con sè la magia: e la magia, poichè infrangeva od eludeva le normali leggi della realtà, era uno dei migliori alleati del Caos. Il suo potere avrebbe di nuovo potuto crescere, sino al punto in cui avrebbe potuto risvegliare i suoi fratelli -che nel mentre, ebbe modo di scoprire, erano scomparsi dal multiverso accessibile- ...che sarebbero stati legati a lui solo. Con il loro aiuto, avrebbe potuto far trionfare nuovamente il Caos su tutti i quindici livelli di quell'universo, e, per l'Abisso, questa volta non sarebbero riusciti a sfuggire dalla sua stretta.




Cronaca nel Celentir

[] † Ante Ianuas Septem Tenebrarum Dominus Est † ~ Entrata nella Casata Elessedil
[] † Ancalagon's Last Flight † ~ Scena di Acquisizione del Famiglio
[] SeeK AnD DesTroY... ~ Deidara vs Arioch ~ Esame Energia Rossa
[] CaN yoU DenY a G ø d's DecReE? ~ Nicos Aldeym Elessedil vs Arioch ~ Duello
[] L'Occhio di Eldaryon ~ Chapter I: Imperial ~ Quest
[] L'Occhio di Eldaryon ~ Chapter II: Hammer of Justice ~ Quest
[] ~ Relinquishment Of Spirit And Flesh ~ ~ Arioch vs Kenta ~ Duello
[] L'Ordine delle Ceneri Ardenti ~ Prima Riunione ~ Scena Gdr Aperta
[] Under A Blood Red Sky ~ Arioch vs Simon ~ Caccia all'Uomo
[] La Nuova Genesi ~ Verità Svelate ~ Scena Gdr, Quest
[] La Nuova Genesi ~ "Cola sangue dalla Torre" ~ Quest
[] La Nuova Genesi ~ Battaglia nella Torre d'Ebano ~ Quest
[] Memento ~ Arioch e Malice Umbral ~ Scena Gdr Aperta
[] Warrior Day 3 ~ Raccolta ed Invio ~ Scena Introduttiva
[] Warrior Day 3 ~ Ballo del Warrior Day 3 ~ Scena Gdr Aperta
[] Warrior Day 3 ~ Sanji vs Arioch ~ Duello
[] PaLe OveRThrOw Of WoVeN niGhT ~ Arioch vs Gulnar ~ Esame Energia Blu
[] Avviso all'Imbrunire ~ Scena Gdr Aperta
[] S u i t e E n N o i r ~ Alloggi del Sire delle Sette Tenebre
[] Sazietà ~ Parte I: Stanze di Galestorm ~ Scena Gdr, MiniQuest
[] Sazietà ~ Parte II: Palude Nera ~ Scena Gdr, MiniQuest
[] By Blindness you're driven insane. ~ Arioch e Malice Umbral ~ Scena Gdr Privata
[] By Blindness you're driven insane. ~ Malice Umbral e Arioch vs Lex Calamus e Gordon Ramsay ~ Duello
[] Un colloquio inaspettato ~ Arioch ed Alicamantus ~ Scena Gdr Privata
[] Lezione pratica di negromanzia ~ Arioch ed Alicamantus ~ Scena Gdr Privata, Duello
[] Disturbia ~ Arioch, Damien Galestorm, Vladimir Niche Von Krakenoff e Liam Jargo Vance ~ Quest
[] Through the Sultry Veil of Gloom ~ Arioch vs Serfagorn ~ Esame di passaggio energetico per Serfagorn
[] Caduca Foglia d'Autunno ~ Prologo: Adunata ~ Quest
[] Caduca Foglia d'Autunno ~ Sessione Privata: Arioch e Malice Umbral ~ Quest
[] Caduca Foglia d'Autunno ~ Parte I: L'Avverarsi di un Sogno ~ Quest
[] ~ L'avvento ~ Mortis, Garland e Arioch ~ Scena Gdr Privata
[] Nel nome del Padre. ~ Sessione Privata: Arioch e Syrah ~ Quest
[] Nel nome del Padre. ~ Scena I: Il Richiamo ~ Quest
[] Il Cambio della Guardia ~ Raylek, Arioch, Orphen, Damien Galestorm ed Alicamantus ~ Scena Gdr
[] L'inatteso Ritorno ~ Tokk, Elenrhal, Yoko Saddler, Alicamantus, Arioch e Zero ~ Scena Gdr
[] La Culla della Triscele ~ Raylek, Balthasar Metzengerstein, Orphen, Arioch ed Elenrhal ~ Scena Gdr Privata
[] Blood and Souls ~ Kashin vs Arioch ~ Esame Energia Viola
[] Blood and Souls ~ Arioch ed Elenrhal ~ Scena Gdr Privata
[] Zorn des Lammes. ~ Prologo ~ Scena Gdr


Edited by Arioch - 1/7/2009, 00:25


.N e r o R i f u l g i
L i v i d o A s t r o I n f e r n a l e.

Through the ghoul-guarded gateways of Slumber, past the wan-mooned abysses of Night,
I have lived over my lives without number, I have sounded all things with my Sight;
And I struggle and shriek here the Daybreak, being driven to Madness with Fright.

I have whirled with the Earth at the dawning, when the Sky was a vaporous flame;
I have seen the dark Universe yawning where the black planets roll without Aim,
Where they roll in their Horror unheeded, without Knowledge or Lustre or Name.

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I had drifted over Seas without ending, under sinister grey-clouded Skies,
That the many-forked Lightning is rending, that resound with hysterical cries;
With the moans of invisible Daemons, that out of the green waters rise.

I have haunted the Tombs of the Ages, I have flown on the pinions of Fear,
Where the smoke-belching Erebus rages; where the Jokulls loom snow-clad and drear:
And in Realms where the Sun of the Desert consumes what it never can cheer.

I was old when the Pharaohs first mounted the jewel-decked throne by the Nile;
I was old in those Epochs uncounted when I, and I only, was vile;
And Man, yet untainted and happy, dwelt in bliss on the far Arctic isle.

Oh, great was the sin of my Spirit, and great is the reach of its Doom;
Not the pity of Heaven can cheer it, nor can respite be found in the Tomb:
Down the infinite Aeons come beating
The wings of unmerciful Gloom.


H.P. Lovecraft


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Tempestosa

Tempestosa, la regina delle famigerate Spade Nere. Empio abominio infernale, incarnazione dell'entropia, aliena mostruosità sigillata per sempre nell'aspetto di una oscura e malefica lama. Senziente e dotata di propria volontà, questa entità ha attraversato gli eoni nutrendosi delle anime di tutti coloro che si trovava dinanzi, concedendosi alla stretta dei più possenti guerrieri e concedendo loro la vittoria d'ogni battaglia, solo per poi tradirli e suggerne a tradimento lo spirito, scagliandolo urlante nel più profondo erebo. E fu lei, proprio lei, a provocare la caduta del Signore delle Sette Tenebre dalla sua divina carica, allorquando, cinta nella mano dell'imperatore Elric di Melnibonè, inizialmente uno dei campioni del Caos, s'immerse nelle spoglie mortali del dio, squarciandone avidamente lo spirito immortale, sfregiandolo orribilmente per l'intera eternità. Ma colpire quasi a morte un dio, dopotutto, non è mai un'azione scevra da pesanti conseguenze: da quel fatale giorno, Arioch e Tempestosa si ritrovarono incatenati a doppio filo, e la spada più non potè essere libera dalla volontà del Duca dell'Inferno, giacchè parte della sua anima e volontà era fluita in lei. Così, quando -dopo eoni di attesa- i due poterono ricongiungersi, per la prima volta nella folle storia del multiverso una divinità potè stringere una Spada Nera, ed essa divenne sua guardia e braccio armato, per lui che aveva perduto la sua antica possanza. D'aspetto essa si presenta come una spada bastarda color dell'ossidiana, dalla resistenza ben superiore all'adamantio, lavorata finemente e interamente cesellata -eccettuando il filo- con le intricate e nefande rune del Caos. I suoi poteri sovrannaturali sono i seguenti:
• Tempestosa è senziente ed in grado di muoversi di propria volontà -fluttuando nell'aria- alla medesima velocità del padrone, per quanto non possa allontanarsi da lui per più di trenta metri (qualora accadesse, essa ritornerebbe automaticamente all'interno dell'area suddetta), e dotata di perfetta manovrabilità ed agilità; ciò comporta anche che, per il Duca dell'Inferno, essa sia leggera quanto una piuma, giacchè ella ne asseconda ogni movimento. Questa capacità tuttavia non contempla la possibilità di attaccare o difendere. (Passivo.)
• Tempestosa è una spada infernale, satura di potere oscuro: questo comporta che una strana luce nera ne avvolga sempre la lama, una fiamma di pura energia sacrilega che le garantisce la sua inaudita robustezza, in grado di fendere l'adamantio come se fosse vile ferro, e di riuscire persino ad andare a ferire anche l'anima dei nemici, amplificando esponenzialmente il dolore causato dalle ferite che sul suo corpo siano già presenti. Portato agli estremi, questo potere consente di risucchiare l'anima di un nemico sconfitto, facendolo precipitare dritto nel piano di residenza del Duca dell'Inferno. (Utilizzabile solo con l'approvazione del player avversario, e senza conseguenze a livello di gioco). (Passivo).
• Tempestosa è in grado di fornire al padrone un'eccellente difesa dagli attacchi prettamente fisici, potendo parare agilmente una gran quantità di colpi ed affondi in un tempo esiguo; di fronte ad attacchi potenziati tramite tecniche, tuttavia, questa efficenza cala vertiginosamente, riuscendo tuttalpiù a smorzarne l'impeto. Ovviamente tale efficacia è anche molto suscettibile allo scarto energetico fra il padrone ed il nemico. (Passivo.)
• Tempestosa è anche in grado di attaccare, se così il Duca dell'Inferno desidera; in tal caso, tuttavia, dovrà essere la sua volontà a guidare la lama, il che comporta, a differenza di quanto accade per la difesa, il consumo di una slot tecnica per l'utilizzo del potere. (Attivo.)
[Valore: 9500 zeny.]


La Gemma di Actorios

Splendido gioiello, dono dei i più ambiti fra quelli che i Signori del Caos elargiscono ai propri campioni mortali. E' composto dal supporto in platino, foggiato mirabilmente a guisa di due dragoni avvinghiati l'uno all'altro, le teste dalle fauci spalancate rivolte l'una verso l'altra, in cima. E, incastonata fra i denti, la meravigliosa gemma che dà il nome all'anello: eternamente cangiante, sia di sfaccettature che di camaleontica policromia, ben attesta la propria origine nei più inaccessibili piani del Caos. I mortali privi di una adeguata preparazione nei suoi confronti potrebbero persino ritrovarsi incantati dall'ipnotico turbinare delle tinte della pietra, magnifiche e lucenti eppur cupe e terribili, qualora la fissassero troppo a lungo. I poteri posti sull'anello, normalmente tenuti sopiti ma pronti a palesarsi alla semplice volizione di chi se ne cinga un dito, sono in ogni caso ben altri: il primo di essi, al momento della genesi di incanti, consente insufflare in essi una quantità a piacere di energia in sovrappiù, sì da incrementarne -e non di poco- la possanza, per un numero di volte non superiore a tre in un singolo scontro; il secondo invece dà modo, per un limitato periodo di tempo, di incanalare le proprie energie magiche con una efficienza che ha dello straordinario, riducendo i consumi di Mana di un livello, una volta per scontro, fino ad un massimo di due turni, dietro opportuno pagamento di slot tecnica. Ve n'è poi un terzo, di più lunga durata, tremendamente insidioso: pagando uno slot tecnica, il Duca dell'Inferno vedrà migliorare l'intima connessione fra i propri incantesimi e la Trama d'Ombra per l'intera durata del duello; vale a dire, ciascuno di essi si vedrà conferita un'intensità lievemente superiore, cosa che consentirà loro -subdoli- di superare, seppure di poco, eventuali difese di pari livello opposte da un avversario che non sia di Energia superiore rispetto all'arcimago.
[Valore: 14200 zeny.]


Anello Cremisi

Pregevole oggetto, anche se di valore non inestimabile. Ricevuto in dono da tal Xander Shinkuchi durante una delle innumerevoli cerche per il potere intraprese dal Duca dell'Inferno, dona al portatore una naturale resistenza a qualunque attacco di matrice psionica, sebbene di intensità non certo granitica. Per la precisione, è in grado di neutralizzare senza troppa difficoltà assalti di Bassa entità, ma oltre a questo limite può assolvere solo alla funzione di attenuante. Il che, ad ogni modo, può rivelarsi comunque estremamente utile, visto che il crollo delle difese informerà all'istante il portatore dell'infido pericolo che si sta insinuando subdolo verso la sua mente probabilmente indifesa.
[Valore: 3000 zeny.]


Huinnion Daelòki

Una strana gemma nera, letteralmente ribollente d'energia oscura, incastonata nel petto del Duca dell'Inferno esattamente all'altezza del plesso solare, centro esatto del sottile arabesco di nere striature che percorre la sua algida cute. E da tali oscure volute, se così la volontà dell'immortale comanda, un numero pari sino a trenta stringhe d'ombra solida possono dipanarsi, estendendosi sinuose sino ad un massimo di quindici metri di lunghezza; tali stringhe molto hanno in comune con lunghi nastri di nera seta nell'aspetto, eccezion fatta per una certa qual apparente etereità, ma sono resistenti al pari dell'acciaio nonchè dotate di una non trascurabile forza propria. Inoltre, i loro margini sono affilati e taglienti come lame, in particolar modo lungo le affusolate sezioni terminali: portare un attacco -o una difesa- con esse consuma slot tecnica, e risulta di potenza pari ad un incantesimo di potenza Media. Benchè ampie ciascuna pochi centimetri, lo strano alone d'ombra che le avvolge dà loro, quando estese e contigue, un aspetto maestoso invero, ben facendo meritare alla gemma il nome di "Abominevoli Staffili delle Tenebre". Ma la caratteristica più pregevole di queste stringhe d'ombra è un'altra: risultando, a conti a fatti, null'altro che prosecuzioni del corpo di chi indossa l'anello, sono in grado di consentirgli di lanciare i suoi incanti anche dalla loro nera superficie, mettendolo in condizione di sferrare insidiosi colpi alle spalle, o a bruciapelo senza ch'egli sia costretto ad avvicinarsi.
[Valore: 11500 zeny.]


L'Occhio del Padrone

Trattare con i mortali era sempre stata una seccatura tremendamente irritante per il Duca dell'Inferno, persino quando ancora era al massimo del suo tenebroso potere e chiunque gli chiedesse udienza tremava al solo percepire, remoto, il peso annichilente della sua volontà immane. Poi c'era stata la sua Caduta, e per un tempo incommensurabile non aveva nemmeno più potuto pensare di rivolgere a qualcuno una parola che più non possedeva. E quando finalmente, incarnatosi nei cieli infuocati della Terza Energia, potè nuovamente iniziare a tessere le sue trame per riconquistare il potere perduto, si ritenne in grado di riuscire a sopportare l'insolenza degli insetti che lo circondavano con la propria mera abilità oratoria. Fu una previsione che si rivelò tutt'altro che verace: alla fine, esasperato, si risolse a forgiare un oggetto che ripristinasse almeno in minima parte quell'aura di tetra maestà di cui la sua superbia tanto necessitava. E questo è propriamente il compito di quest'amuleto: generare perennemente un continuo flusso di onde arcane a basso potenziale in grado di influenzare le percezioni di chi posi su di lui il suo sguardo, o ascolti la sua voce, o semplicemente gli si ritrovi troppo vicino; e così come per l'incanto Tiranno dell'Averno, sebbene in maniera decisamente più blanda, ecco che allora alle menti ingenuamente indifese il suo aspetto incuterà timore, la sua voce reverenza, un solo suo sguardo sarà capace di ghiacciare l'animo di chi ne venga investito; e parimenti dargli ragione in una disputa verbale si farà sottilmente allettante, così come la fuga come soluzione ad una battaglia. E la feccia di carne e sangue, finalmente, saprà rimanere al suo posto. Conta come un incantesimo di livello Basso, passivo.
[Valore: 3000 zeny.]


Voracious Book

Un libro vorace. E' la definizione più adatta per questo macabro, ma a tratti "simpatico" -in un senso molto lato del termine- tomo rilegato in pelle dalle tinte camaleontiche: su di una tinta nera di base, infatti, ribolle in continuazione una brumosa colorazione sempre cangiante, la cui sfumatura dominante risulta essere un viola funereo; sfoggia inoltre, scavate nel dorso, quattro curiose fauci sempre pronte ad azzannare qualunque cosa non appartenga al suo padrone. Se aperto, rivela una serie interminabile di pagine vergate in Lingua Oscura, le cui rune blasfeme sono allacciate nella sintassi incomprensibile della Trama d'Ombra: infatti, esso è uno dei vari grimori vergati dal Duca dell'Inferno, per esattezza quello che suole portarsi in battaglia: esso, infatti, ha una gustosa serie di poteri che in tale situazione ne rendono godibilissimo l'utilizzo. Pagando uno slot tecnica, il libro potrà essere evocato nelle mani del suo possessore: rivendicando la sua natura di Divoratore, l'oggetto potrà fagocitare una tecnica diretta all'evocatore purchè la sua potenza non superi il livello Alto; alternativamente, potrà ingurgitare incanti la cui somma d'energia raggiunge il livello limite. Tuttavia, vista l'instabilità nutrizionale dell'artefatto, esso non potrà permanere in campo per più di tre turni, pena l'autodistruzione: non sarà di certo un bello spettacolo vedere un libro mangiarsi da solo, strapparsi le pagine a morsi. L'oggetto non è indistruttibile; l'utilizzo del potere è limitato ad una volta a combattimento e non funziona contro tecniche di elemento Sacro/Fuoco. Tramite speciali scene GDR o su accordo con il diretto interessato, sarà possibile per il possessore del libro inserire in scheda una tecnica che quest'ultimo a fagocitato, facendola entrare di fatto nel proprio arsenale (rientando comunque nel conteggio di tecniche disponibili).
N.B. Il Libro va considerato come Animale da Compagnia e necessita di cure ed attenzioni. Può essere usato in qualsiasi scena GDR, a patto di non utilizzare i suoi poteri fagocitanti.
[Valore: 3500 zeny.]


Il Silenzio degli Innocenti

Pregevolissimo bracciale agganciato al sinistro avambraccio, cesellato finemente nel giaietto a formare innumerevoli e minutissimi volti umanoidi contratti e stravolti nella più abissale disperazione: dimora terrena di un empio e terribile arcano di magia nera, pronto ad attivarsi non appena il suo padrone lo voglia. Quando ciò accade, varie, inconsistenti catene di un verde spettrale da esso si generano, allungandosi per alcuni metri e chiudendosi come a formare un cappio: da esso, come da nube che condensi in aspetto umano, un diafano sembiante di bambina si viene a formare, uno per ciascuna catena. Smunti e pallidi i corpicini vestiti solo di un bianco sudario, aggrovigliate e corvine le chiome scomposte, apatici i volti, mute le bocche, vuoti ed imploranti i grandi occhi scuri: gli spettri di alcune fra le infintite vittime innocenti mietute dal demonio nel corso dei secoli, pronti ad immolarsi per difendere proprio colui che le ha strappate alla vita e scagliate negl'inferi. In numero pari al livello energetico del possessore del bracciale (sei ad Energia Viola), ciascuno di essi è in grado di assorbire fino ad un danno di livello Basso con il proprio blasfemo martirio, spinto senza possibilità di resistenza dalla forza di questo sigillo sfruttabile -ahimè- solo una volta per duello. Sadico.
[Valore: 2300 zeny.]


Ramavorn

La magnifica, sontuosa veste da arcimago da cui il Duca dell'Inferno mai si separa. Delle sete più pregiate e dei migliori velluti pare essere intessuta, ma in realtà ciò che la compone è in massima parte puro potere arcano: di esso è infatti totalmente imbevuta, cosa che -per lo sgomento di chi attenti alla vita del suo padrone- la rende dura e resistente come l'acciaio, baluardo eccellente contro colpi che altrimenti potrebbero raggiungerne indisturbati le membra. Inoltre, una volta indossata, essa avvolge il portatore in un etereo e quasi impercettibile alone d'oscurità: esso è atto a consententirgli di levitare nell'aere con la stessa naturalezza d'una tranquilla passeggiata, facendo infatti leva sul medesimo incanto che conferisce movimento autonomo agli Staffili delle Tenebre; e proprio da questa sua proprietà discende il nome donatole, "Ala Nera".
[Valore: 2000 zeny.]


Spilla della Casata

Questa delicata e poco vistosa spilla in mithril, dotata di lieve potere magico effettivo ma assai grande in ambito sociale, riconosce il proprietario come membro della Casata Elessedil. La sua forma ricalca in miniatura quella dell'empirea Torre d'Avorio, ed alla base reca inciso finemente un bassorilievo raffigurante l'Occhio Onniveggente, simbolo della conoscenza suprema cui la Casata ambisce. L'incanto minore di cui è dotata la rende un oggetto molto utile: in primis, aprirà automaticamente al proprietario le porte al casato d'appartenenza, in maniera proporzionale al grado gerarchico dello stesso. Va da sè che, qualora venisse rubata, il nuovo proprietario non avendo un ruolo gerarchico nella casata nella quale tenta d'infiltrarsi non vedrà le porte dischiudersi per lui. Secondariamente, può materializzare delle autorizzazioni ricevute dai propri superiori per determinati incarichi. In aggiunta a questi due utilizzi, la spilla potrà funzionare anche da chiave per la lettura di messaggi cifrati o codici criptati ideati dalla casata, permettendo al proprietario di scoprirne i significati celati.



Edited by Arioch - 28/4/2009, 18:14


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L i v i d o A s t r o I n f e r n a l e.

Through the ghoul-guarded gateways of Slumber, past the wan-mooned abysses of Night,
I have lived over my lives without number, I have sounded all things with my Sight;
And I struggle and shriek here the Daybreak, being driven to Madness with Fright.

I have whirled with the Earth at the dawning, when the Sky was a vaporous flame;
I have seen the dark Universe yawning where the black planets roll without Aim,
Where they roll in their Horror unheeded, without Knowledge or Lustre or Name.

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I had drifted over Seas without ending, under sinister grey-clouded Skies,
That the many-forked Lightning is rending, that resound with hysterical cries;
With the moans of invisible Daemons, that out of the green waters rise.

I have haunted the Tombs of the Ages, I have flown on the pinions of Fear,
Where the smoke-belching Erebus rages; where the Jokulls loom snow-clad and drear:
And in Realms where the Sun of the Desert consumes what it never can cheer.

I was old when the Pharaohs first mounted the jewel-decked throne by the Nile;
I was old in those Epochs uncounted when I, and I only, was vile;
And Man, yet untainted and happy, dwelt in bliss on the far Arctic isle.

Oh, great was the sin of my Spirit, and great is the reach of its Doom;
Not the pity of Heaven can cheer it, nor can respite be found in the Tomb:
Down the infinite Aeons come beating
The wings of unmerciful Gloom.


H.P. Lovecraft


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Avatara

Come s'addice ad un essere disincarnato, la cui essenza infranta è ormai più una voragine di nulla scavata sull'arazzo della realtà, il sembiante che Arioch presenta al mondo non è un corpo vero e proprio, quanto piuttosto una concettualizzazione di corpo atta a consentirgli di interagire con i piani mortali: interamente composto da una particolare forma d'energia stabilizzata, detta necroplasma, esso viene generato e mantenuto integro dalla volontà stessa del Signore delle Sette Tenebre. Nel suo fisico pertanto non sono presenti organi interni riconoscibili -eccezion fatta per talune strutture assimilabili ad ossa, muscoli e sistema nervoso- e questo comporta indubbi vantaggi rispetto ad un qualsiasi mortale. In primo luogo, le ferite, pur mantenendo la loro efficacia, non danno luogo a vero dolore fisico -relegato a loro blanda notifica- nè effetto alcuno sortisce la quasi totalità dei veleni. In secondo luogo, superfluo risulta per lui respirare, alimentarsi o svolgere tutte quelle attività così essenziali per i mortali, cosa che gli consente di sopravvivere tranquillamente in condizioni normalmente letali, come in assenza d'aria o simili. Infine, ma primo in ordine di importanza, egli possiede l'immortalità: il suo avatar può certamente venir distrutto, ma la sua essenza è eterna, e potrà tornare ad incarnarsi qualora entri in possesso di una quantità d'energia sufficiente allo scopo. (Passivo).


Oltrevista

I mortali sono limitati nelle percezioni, ed i loro cinque sensi sono così fatalmente fallaci e fallibili: persino quello fra di essi più potente e versatile, la vista, non fa altro che cogliere gli aspetti più illusori e transeunti della realtà. Arioch, ovviamente, non si potrebbe mai scoprire pago di strumenti tanto rozzi e puerili: pur avendo irrimediabilmente perduto la quasi totale onniscienza che fu suo antico dominio, ancora non è arrivato al punto da lasciare che i suoi occhi spettrali si accontentino della mera radiazione luminosa. Riesce a vederla, senza dubbio, ma la sua vista può arrivare ben oltre: egli è in grado di percepire il continuum -la trama stessa di cui è intessuto l'arazzo della realtà- con chiarezza limpidissima e pressochè a trecentosessanta gradi, lasciando agli occhi una funzione quasi soltanto estetica. Le aure spirituali ed i flussi energetici degli esseri gli si rivelano senza sforzo alcuno, e talvolta basta un suo sguardo su di un oggetto od un vivente per rivelargliene la struttura generale, incantesimi e poteri psionici inclusi; e anche illusioni, mistificazioni, passaggi di piano et similia si vedranno smascherati con una facilità sconcertante, giacchè -per quanto realistici- mai la loro essenza potrà imitare perfettamente quella di ciò che genuinamente si pone come realtà. (Passivo).


Signore delle Sette Tenebre

Non è un caso che Arioch soglia fregiarsi di tale epiteto: fra tutti gli antichi Signori del Caos, infatti, lui era quello più visceralmente legato all'oscurità e ai poteri delle tenebre, con una tal propensione nei loro confronti da sconfinare non di rado nel morboso. Questa insana ossessione ha fatto sì che nel corso degli eoni egli sia sempre più sprofondato nel connubio con questa faccia del suo potere, tanto da diventare quasi un tutt'uno con la Tenebra stessa. Una tale affinità, ovviamente, non è rimasta senza conseguenze: nello specifico, egli non lancia i propri arcani facendo leva sulla normale Trama utilizzata dagli altri incantatori, bensì su quel suo rovescio della medaglia che è la Trama d'Ombra, elargitrice di grandi doni a chiunque sia così spietato e temerario da coniugarsi alla sua nefanda essenza. Essa è l'esatto opposto della normale magia, un abisso senza fondo che permea ogni luogo; pertanto, nulla e nessuno potrà mai impedire a chi Lei favorisce di lanciare i propri incantesimi, poichè laddove la Trama magica viene rimossa, Lei regna ancora più incontrastata; e persino chi tenti di dissolvere gli arcani una volta che già siano generati, si troverà a fare i conti con una difficoltà esponenzialmente intensificata, poichè essi saranno il parto dell'esatto opposto della magia. Essa, inoltre, ha anche effetti sulla facilità di manipolazione elementale dei propri favoriti: preclude loro, irrevocabilmente, l'utilizzo del Sacro, e manifesta curiose fluttuazioni sugli altri; ma conferisce una padronanza terrificante sul Sacrilego, garantendo una rapidità, una precisione ed una facilità di utilizzo ai limiti dell'inconcepibile, tanto più grande quanto più vengono rigettati tutti gli altri elementi. (Passivo).


Padronanza della Mente

Primo Livello ~ Auspex: Il personaggio, solo concentrando lievemente la propria mente, potrà percepire attraverso essa le aure degli esseri viventi, mutevoli a seconda degli stati d'animo e delle condizioni fisiche (Le descrizioni saranno a totale discrezione del giocatore). Anche le aure dei non morti potranno essere percepite, sebbene saranno più leggere, sbiadite. (Consumo: Basso).

Secondo Livello ~ Telecinesi: Il personaggio è in grado di utilizzare il proprio potenziale psichico per muovere oggetti di diverso peso e grandezza. Tale potere può essere sfruttato per smuovere anche esseri viventi, ma indirettamente, sfruttando l'aria come un'onda d'urto tale da indurre uno spostamento violento. La capacità di manovrare oggetti e generare onde d'urto varia molto con l'energia del possessore: più essa sarà elevata più sarà possibile spostare oggetti pesanti e tentare di muovere le creature. (Es: da un minimo di un sasso ad un massimo di un intero castello). Smuovere oggetti trattenuti od ancorati prevede il doppio del consumo previsto per un oggetto uguale ma libero. Le creature solitamente sono considerate alla stregua di oggetti trattenuti. (Consumo: Variabile, da Basso a Critico).

Terzo Livello ~ Armatura D'Inerzia: Espandendo dal proprio corpo la propria psiche il personaggio è in grado di generare una pellicola traslucida di consistenza gelatinosa tale da rallentare, fermare o addirittura far rimbalzare verso il possessore ogni sorta d'arma fisica. L'efficacia di tale potere varia dal divario energetico dei due opponenti e dalla potenza dell'arma sfruttata. (Consumo: Medio).

Quarto Livello ~ Telepatia: La Padronanza della Mente conduce il suo possessore anche a comunicare mentalmente con le altre creature, purchè condividano un linguaggio in comune. Se così non è le parole verranno udite lo stesso mentalmente, ma non comprese. Con tale potere non è in grado di assorbire informazioni o fare altro nella mente, ma solamente comunicare. Se vi sono degli schermi contro i poteri psichici, anche la telepatia viene respinta. (Consumo: Basso).

Quinto Livello ~ Schermo Di Pensieri: Il Padrone Della Mente tiene perennemente elevato uno schermo di pensieri vacui e confusi, tali da impedire ad ogni sorta di attacco mentale di penetrare e nuocergli. Egli tuttavia, percepisce le attività psichiche dirette contro di lui, discernendo per quanto possibile tra quelle offensive e quelle non. In tal modo può decidere di abbassare tale difesa, altrimenti perennemente elevata. (Consumo: Nullo in mancanza d'attività, Variabile da Basso a Critico a seconda di quale sia il consumo del potere avversario).

Sesto Livello ~ Lettura Del Pensiero: Il personaggio può tentare di creare un legame con la mente della vittima, e da lì sondare ogni proprio pensiero, acquisendo tutti i vantaggi derivanti. Se la vittima non possiede resistenza efficaci contro tale potere psichico, per il Padrone della Mente sarà facile impossessarsi di lei. Potrà anche, con un maggiore dispendio energetico, modificare le memorie della vittima, cancellandole, plasmandole o creandone di nuove. Per far ciò deve mantenere la concentrazione, pertanto azioni complesse e di attacco sono impossibili. (Consumo: Alto/Critico).

Settimo Livello ~ Padrone Dei Burattini: Simile al potere della Canzone Magica, questo agisce direttamente dalla mente del personaggio a quella della vittima, inibendo ogni impulso vitale e schiavizzandola a obbedire ogni suo volere. Se riesce nel suo intento, il personaggio si troverà in uno stato profondo di trance, completamente incapacitato, almeno finchè seguiterà a comandare il corpo della vittima. (Consumo: Critico).

Ottavo Livello ~ Alterare La Realtà: A seconda del potere raggiunto del personaggio egli può modificare la realtà che lo circonda semplicemente con la forza del pensiero. Desiderando qualcosa, egli può realizzarla. Può apportare piccole modifiche, facilmente ignorabili, o terribilmente ingenti. (Consumo: Variabile, da Basso a Critico, a seconda dell'alterazione ottenuta).

Nono Livello ~ Volontà Sul Corpo: Il Padrone Della Mente diventa eterno, immortale. La semplice utopia, la chimera della vita eterna è raggiunta ora con il suo volere. Egli non muore nè di vecchiaia nè per altre cause naturali. L'unico modo di morire è la morte violenta, ma il suo pensiero permarrà tanto da aver la facoltà di reincarnarsi in una creatura od un oggetto a sua scelta. (Consumo: Nullo).



Edited by Arioch - 17/4/2009, 14:38


.N e r o R i f u l g i
L i v i d o A s t r o I n f e r n a l e.

Through the ghoul-guarded gateways of Slumber, past the wan-mooned abysses of Night,
I have lived over my lives without number, I have sounded all things with my Sight;
And I struggle and shriek here the Daybreak, being driven to Madness with Fright.

I have whirled with the Earth at the dawning, when the Sky was a vaporous flame;
I have seen the dark Universe yawning where the black planets roll without Aim,
Where they roll in their Horror unheeded, without Knowledge or Lustre or Name.

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I had drifted over Seas without ending, under sinister grey-clouded Skies,
That the many-forked Lightning is rending, that resound with hysterical cries;
With the moans of invisible Daemons, that out of the green waters rise.

I have haunted the Tombs of the Ages, I have flown on the pinions of Fear,
Where the smoke-belching Erebus rages; where the Jokulls loom snow-clad and drear:
And in Realms where the Sun of the Desert consumes what it never can cheer.

I was old when the Pharaohs first mounted the jewel-decked throne by the Nile;
I was old in those Epochs uncounted when I, and I only, was vile;
And Man, yet untainted and happy, dwelt in bliss on the far Arctic isle.

Oh, great was the sin of my Spirit, and great is the reach of its Doom;
Not the pity of Heaven can cheer it, nor can respite be found in the Tomb:
Down the infinite Aeons come beating
The wings of unmerciful Gloom.


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Incantesimi

Il Respiro degli Eoni: Disfacimento, disgregazione, entropia: questi i terribili effetti del qui presente arcano. Un fuoco nero ne è l'aspetto, generatosi attorno al Duca dell'Inferno in volume, e violenza, proporzionali all'energia spesa e poi in suo totale controllo: avido dell'energia che attorno a sè alberga, ambisce solo ad avvolgere ciò che il suo padrone gli comanda, suggendone ogni stilla di energia e con essa alimentando il proprio gelido fulgore d'ossidiana. Al suo tocco, ogni cosa -eccettuando il suo padrone, ovviamente- avvizzisce, agonizza, cade ridotta in polvere: in pochi istanti, è in grado di dar luogo a ciò che invece solo la forza inarrestabile dei millenni sarebbe riuscita a fare. Vano è tentare di soffocarlo privandolo dell'ossigeno, ridicolo il tentare di arginarlo con l'acqua; persino se messo dinanzi al proprio fratello scarlatto ed incandescente, nella maggior parte dei casi avrà la meglio, estinguendone le energie prima di venirne consumato troppo gravemente. Un solo tipo di energia non è in grado di metabolizzare, quella sacra, con la quale è costretto a combattere con la pura violenza della propria furia.
{Sacrilego ~ I Turni ~ Variabile}

La Tenebra Eterna: Ombra incarnata. Aprendo squarci dimensionali verso i piani inferi, il Signore delle Sette Tenebre è in grado di far affluire dove più ritiene opportuno -nel raggio di cinquanta metri dalla propria persona- un vero e proprio torrente di questa tenebrosa sua creazione, una manifestazione del Caos talmente ricolma di nero potere da poter essere quasi accostata ai celebri prodotti degli elementalisti dell'ombra. Questa sostanza è normalmente fluida, tant'è che nelle marche infernali dove egli le ha dato i natali si trova in un gigantesco lago composto solo da essa, ma può all'occorrenza divenire solida, resistente quanto l'acciaio temprato, in un lasso di tempo assai esiguo. Le operazioni che con essa si possono intraprendere, senza modificarne la natura, sono limitate solo dalla volontà del Signore del Caos: può essere plasmata, disgiunta, riaccorpata, fatta levitare e scagliata contro il nemico, oppure avvolta attorno ad un ente come protezione amorevole. L'unico, vero freno al suo utilizzo risulta nella quantità di ombra di possibile evocazione: a grandi linee, un consumo Basso permetterà l'accesso ad un cubo di un metro di lato di essa, un consumo Medio ad uno di due metri di lato, un consumo Alto ad uno di quattro metri di lato, ed un consumo Critico ad uno di sei metri di lato.
{Sacrilego ~ III Turni ~ Variabile}

Le Folgori del Nulla: Pulito. Semplice. Letale. Non sempre è necessaria la sottigliezza e la dissimulazione per risolvere una situazione, e questo potere ben lo dimostra. Per l'attivazione sarà richiesto solamente un gesto da parte del Signore del Caos; fatto ciò, quattro piccole sfere d'energia negativa allo stato puro compariranno sulle punte delle dita della sua mano, avvolgendo i polpastrelli in una amorevole stretta. Ivi rimarranno quiescenti (purchè entro il turno) sino a quando la volontà del Duca dell'Inferno non darà loro -singolarmente o meno- un bersaglio cui tendere, rigorosamente entro venti metri di distanza. A quel punto, le prescelte si dipartiranno in forma di folgori ramose, convergendo sulla vittima designata con velocità degna dei fulmini che sono; altri pregi di cui godono queste stille di nero potere risultano da un lato la capacità di penetrare le barriere energetiche quasi queste non esistessero, dall'altro la loro infida capacità di cambiare rotta per adeguarsi ad eventuali spostamenti della vittima.
{Sacrilego ~ Istantaneo ~ Medio}

Il Tiranno dell'Averno: La posa, l'espressione, il carisma, l'atteggiamento giusto al momento giusto: queste sono le caratteristiche che, oltre alla retorica, fanno grande un oratore. O un condottiero sul campo di battaglia. Quando questo potere venga attivato, attorno Arioch viene ad avvolgersi il vellutato manto di una terrificante e tenebrosa maestà, gemella a quella che un misero mortale potrebbe provare dinanzi alla divinità infernale che in una eternità ormai perduta egli in effetti era. Chiunque fissi il suo sguardo su di lui, o si lasci irretire dal suono delle sue parole, cadrà inesorabilmente -a meno di adeguate protezioni mentali, s'intende- sotto l'influsso delle malefiche onde di empio potere che dal suo corpo vengono emanate: ecco che allora il suo aspetto incuterà terrore, la sua voce reverenza, un solo suo sguardo sarà capace di ghiacciare l'animo di chi ne viene investito; dargli ragione in una disputa verbale si farà terribilmente allettante, così come la fuga come soluzione ad una battaglia; la sola idea di attaccarlo sarà quantomeno impensabile. Ciò non toglie che -ahimè- questo arcano forte non sia abbastanza da annientare lo spirito d'autoconservazione di chi ne viene soggetto.
{Sacrilego ~ II Turni ~ Medio}

La Nova Corrosiva: Tecnica di carattere prettamente difensivo, di grande utilità in caso di attacchi giungenti da più fronti. In ossequio alla volontà di Arioch, dalla sua persona si espande ad altissima velocità una sfera di fluido altamente corrosivo, di una tonalità rossocupa, il quale, densissimo inizialmente, andrà via via rarefacendosi sino alla gittata massima della bolla stessa, ossia 5 metri di raggio. Da ciò consegue il decrescente potenziale offensivo dell'attacco: sufficiente a sciogliere una lastra d'acciaio se posta a pochi centimetri dal corpo del caster, a malapena ustionante se il bersaglio si trova ai limiti della gittata.
{Sacrilego ~ Istantaneo ~ Medio}

Falciare le Anime: Infinite sono le anime sprofondate negli oscuri abissi dell'inferno, totalmente succubi al volere dei Signori del Caos. Di tanto in tanto, quindi, vengono chiamate dai propri padroni e sfruttate per un qualche scopo. In questo caso, un numero non indifferente di spiriti dannati viene richiamato dal Signore delle Sette Tenebre, unico loro obiettivo l'immolarsi per distruggere un'altro ente spirituale. Questo potere si configura quindi come un'algida vampa, dalla gittata di una trentina di metri di lunghezza e dall'ampiezza di circa novanta gradi, che va a danneggiare qualsivoglia ente "etereo" si trovi sul suo cammino. Ovvero, potrà o tentar di distruggere eventuali attacchi del medesimo tipo calanti sul Duca dell'Inferno, o tormentare lo spirito dei suoi nemici, procurando loro glaciale e terribile dolore.
{Sacrilego ~ Istantaneo ~ Medio}

La Flemma Mortale: Arcano quantomeno subdolo. La genesi solitamente avviene in maniera piuttosto teatrale: le dita di una mano si contraggono ad artiglio, e sulla palma viene a formarsi una vorticante goccia di purissima energia sacrilega, pronta ad essere immantinente scagliata sul bersaglio prescelto; alla distensione della mano, infatti, essa non perde tempo a lanciarsi verso il nemico, gonfiandosi mano a mano sino a raggiungere la ragguardevole dimensione del metro e mezzo di diametro. E pulsa, pulsa potere, come se ci tenesse a sottolineare la devastazione che provocherebbe se arrivasse a bersaglio: come se ci tenesse a venir fermata -eventualità comunque improbabile, dato che, stante la velocità non eccessiva, solitamente l'infida riesce ad aggirare le barriere- o a venire evitata. Infatti, ironicamente, l'unica strada sicura per uscire illesi da un incontro con lei è non opporsi in alcuna maniera al suo arrivo: se ciò accade, semplicemente si dissolve; viceversa, qualora venga fermata o schivata all'ultimo momento, ecco che il suo scopo diviene manifesto: la bolla deflagra, nel più assoluto silenzio per l'umano orecchio, ma sprigionando una micidiale serie di onde d'urto a bassa frequenza, che se non lestamente arginate vanno a provocare pericolose lesioni agli organi interni degli sfortunati che hanno rifiutato il suo abbraccio.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Medio}

L'Abbraccio dell'Ombra: E' ben noto come l'Oscurità sempre sia affamata, sempre aneli a pascersi delle carni dei viventi: tramite questo potere, il Duca dell'Inferno le concede l'onore di appagare le sue brame con i corpi dei suoi nemici: un lieve tocco al suolo è sufficiente a farvi penetrare una stilla di nero potere, che ratta e subdola si insinua sino ad un punto del terreno a completa discrezione di Arioch, potendovi rimanere quiescente a tempo indeterminato; ma quando egli reputa che i tempi si siano fatti maturi, ecco che furiosamente prende a fluire un viscoso liquido d'energia oscura allo stato puro, che con letale celerità va ad allargarsi sino a formare una pozza di due metri e mezzo di raggio; qualunque essere vivente (o non morto o costrutto, a seconda dei casi) abbia dunque la sfortuna di venirvi in contatto, vedrà il nero fluido inerpicarglisi lungo gli arti ed il busto sotto forma di propaggini viscose e dalla forza insospettabile, bramose solo di avvinghiarlo e trascinarlo con loro nella pozza; per non citare la loro ulteriore, pregevolissima caratteristica: quella di possedere molte, molte bocche, che non tergiverseranno nell'afferrare con i loro denti ogni tessuto, vivente o meno, con cui riescano a venire a contatto.
{Sacrilego ~ II Turni ~ Medio}

Lo Sciame Infernale: Il Duca dell'Inferno spalanca la bocca, e la sua gola diviene vettore per la genesi di una massa enorme di minuscoli abomini del Caos, che s'affretteranno a prorompere come un fiume in piena dalle sue labbra e a scagliarsi contro la vittima prescelta dall'evocatore. In un tripudio di ali, zanne, artigli e qualsivoglia altra appendice mente insana possa mai concepire, questi microscopici obbrobri si avventeranno su di essa con la furia d'uno sciame di locuste, calando su di lei da ogni direzione la fisica consenta e pascendosi avidamente delle sue carni. Fino a quando l'energia di Arioch li sosterrà, infatti, non avranno altra pena se non quella di scavare, lacerare, divorare, spolpare sino all'osso i suoi nemici, vessandoli e inseguendoli sino alla propria o loro morte.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Medio}

La Vera Forma: Allorquando Arioch s'avvale di questo potere di difesa estrema, abbandona completamente le spoglie semiumane che è solitamente costretto ad indossare per rivelarsi in uno dei suoi veri aspetti di Signore del Caos: nera pira di energia entropica egli diviene, etereo e terribile, conservando solo una lontana parvenza di tratti umanoidi. In questa forma si riappropria quasi totalmente della sua antica invulnerabilità divina, divenendo sostanzialmente insensibile alla quasi totalità degli attacchi che gli possono essere portati; fanno a ciò eccezione, ovviamente, i poteri psionici telepatici, che per loro natura non sono influenzati dalla corporeità o meno del bersaglio, ed eventuali incanti basati sull'elemento Sacro, che risulta l'unica forma di energia in grado di ferire la pura energia Sacrilega in cui si tramuta. Questa potente tecnica, tuttavia, possiede una spiacevole limitazione: sottoponendo ad uno stress tremendo l'avatar del Duca dell'Inferno, infatti, potrà essere utilizzata al massimo una volta per scontro, pena la distruzione completa dello stesso.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Medio}

L'Ombra della Disperazione Silente: Questa orrenda evocazione costituisce una delle migliori armi del Duca dell'Inferno, giacchè unisce una potenza enorme ad un notevole effetto sorpresa. Costituito da pura ombra solida, questo essere alto tre metri e mezzo, richiamato direttamente dai piani del Caos, è vagamente umanoide, ma le gambe non toccano mai il terreno, nè alcun suono proviene da esso nè dai suoi movimenti. Pesantemente corazzato, è dotato di braccia estremamente lunghe terminanti con artigli terribili, in grado di squarciare i metalli meno resistenti come se fossero burro. Costantemente in contatto telepatico con il proprio evocatore, può agire o per ordine di questi o per sua propria iniziativa. Può essere evocato in un punto qualsiasi nel raggio di cinquanta metri dal caster, ed è da considerarsi un Guerriero puro Energia Blu.
{Sacrilego ~ II Turni ~ Alto}

Il Lamento dei Dannati: Le energie del Duca dell'Inferno si propagano attraverso il suolo, giungendo a convogliarsi in un punto a piacere di questi: quivi s'apre dunque un effimero portale dimensionale verso i piani del Caos. Suo unico e primo araldo, un violento tremore del terreno esattamente attorno a quello che sarà l'ipocentro del cataclisma; un istante dopo, il varco si spalanca: pochi sono i secondi in cui rimane spalancato, ma bastevoli a consentire ad un numero spropositato di furiose anime dannate di prorompere da esso in una monumentale pira di tre metri di diametro, d'una spettrale tonalità verde biancastra di nero striata, svettante per decine di metri verso il cielo. Qualunque essere abbia la sfortuna di trovarvisi in mezzo, eccezion fatta per Arioch, sarà letteralmente consumato dall'energia oscura di cui gli spettri sono forieri, giacchè il loro unico obiettivo prima di risprofondare negli inferi risulta di far scempio d'ogni ente con cui vengano a contatto.
{Sacrilego ~ II Turni ~ Alto}

Stritolare l'Essenza: Il gesto con cui Arioch suole accompagnare l'esecuzione di questo potere ben ne esplica la finalità ultima, nonchè ne costituisce il mezzo di propagazione: il nefasto serrarsi della mano nell'aria s'accompagna infatti al fulmineo avvolgersi attorno al nemico di innumerevoli filamenti d'eterea natura, generati dalla palma del Duca dell'Inferno e dal suo volere controllati, aventi come scopo l'insinuarsi sin nell'anima del nemico. Qualora ciò avvenga, il Signore del Caos la potrà sfruttare come tramite per scatenare i propri poteri entropici o sul fisico o sulla mente del bersaglio. Nel primo caso, la vittima si vedrà come presa in una mastodontica morsa, come se il tessuto stesso della realtà la percepisse come un parassita e non desiderasse altro che accartocciarne e maciullarne i tessuti. Nel secondo caso invece, più subdolo, dallo spirito contaminato del soggetto si riverserà una quantità temibile di danno sulla sua psiche, non di rado sino alle soglie delle convulsioni.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Alto}

Il Cinereo Roveto: Rapido. Insidioso. Letale. Il Duca dell'Inferno conficca la Spada Nera nel terreno, e da essa una lingua di energia oscura scorre, celere all'interno della terra, sino ad un punto qualsiasi del suolo entro cinquanta metri: da esso erompe brutalmente un aguzzo e robustissimo pinnacolo, nera lancia composta interamente da elemento Sacrilego. Ed immediatamente dopo, da esso prendono a generarsi altri rami di uguale fattura, solo leggermente più sottili, e da essi altri ed altri ancora, sinchè, come in un effetto domino avvenuto a velocità allucinante, l'intero volume di spazio in un raggio di dieci metri dal pinnacolo primario non sia riempito di un mortale intrico di affilatissimi spuntoni. Inoltre, questo roveto nero, proprio in quanto composto da energia negativa, produrrà a contatto ingenti danni da ustione elementale oltre ai normali danni da perforazione. Superfluo è il dire che chi venga a trovarsi stretto in questa morsa senza protezione riceverà quasi certamente un biglietto di sola andata per l'oblio. Una variante di questa tecnica avviene qualora Arioch non conficchi la spada nel terreno: allora sarà il suo stesso corpo a fungere da pinnacolo principale, giacchè per lui gli aghi sono inconsistenti, e li può attraversare senza danno di sorta.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Alto}

Lo Spettro Incatenato: Tramite un gesto, una parola, o anche un semplice sforzo di volontà, Arioch richiama a sè un'anima infernale, saturandola di energia oscura. Da questo momento in avanti l'anima, somigliante al busto di uno scheletro avvolto da strali d'energia, avrà il solo obiettivo di scagliarsi contro il bersaglio prescelto dall'evocatore, anche inseguendolo, per scaricargli addosso tutta l'energia immagazzinata in una algida, terribile deflagrazione. A nulla serviranno ostacoli fisici per fermarla, poichè essa permane in gran parte nel piano spettrale; se messa di fronte a barriere energetiche o simili, invece, scaricherà la propria immane violenza contro di esse. Nel caso non riesca a raggiungere il bersaglio prima del tempo limite di permanenza, lo spettro ritornerà agli abissi del Caos dal quale era giunto deflagrando in qualunque punto si trovi.
{Sacrilego ~ II Turni al massimo ~ Alto}

Le Fauci di Arhiman: All'inizio, solo un torrente di nero potere che si propaga dal Signore del Caos, sfrecciando come un fumoso, enorme serpente sino ad un punto di sua arbitraria scelta, ove pare scomparire cozzando contro il nulla: ma in verità, esso avrà lacerato il reale fino ai suoi strati più profondi, fino ad erompere in una landa dell'Abisso in cui nulla tranne la notte eterna trova dimora. Una notte sempre affamata: tremendamente affamata. Tutto subito, si vede solo una chiazza di pece impenetrabile allargarsi dal luogo ove il torrente nero era scomparso, fino a raggiungere la dimensione ragguardevole di tre metri di diametro; poi, l'ombra comincia a suggere, a nutrirsi: un risucchio brutale ne viene sprigionato a centottanta gradi, in grado di afferrare ed ingurgitare alberi, case, incantesimi, persone, e, ovviamente, nemici del Duca dell'Inferno -praticamente tutto ciò lui non desideri rimanga integro. Qualunque cosa cada nella voragine nera viene letteralmente divorata dall'inenarrabile entità che oltre essa si cela, ovvero schiacciata da pressioni enormi e consumata dall'energia sacrilega, per poi venir rigettata sul campo ridotta a grottesca carcassa prosciugata di ogni stilla di vita o energia. Giacchè ciò di cui si nutre la notte al di là della faglia non è carne o sangue, ma la pura e semplice energia -vitale, magica, necromantica che sia non fa differenza- che anima ciò che capita fra le sue fauci.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Alto}

Dilaniare la Realtà: Il potere dell'atroce Reame Remoto che avvolge i multiversi nella sua follia viene liberato dal Signore delle Sette Tenebre in questo micidiale arcano. Possenti e pecee scariche d'entropica energia prendono a vorticargli attorno, frementi, e lo accompagnano in ogni movimento, estendendo le proprie crepitanti scie per parecchie decine di metri. Non distruzione, non annichilimento trova chi entra in contatto con esse, ma qualcosa di ben peggiore: chiunque riceva il nefando bacio delle lingue di fuoco nero, avrà l'onore e la maledizione di abbracciare il più puro ed innominabile Caos, più sublime persino di quello del famigerato Abisso. Al loro passaggio, infatti, qualunque ente cessa di essere sottoposto alle normali leggi della natura, per venir incatenato a quelle dell'assurda e mutevole schiatta dei reami dell'entropia: il terreno si spacca e fonde, le piante avvizziscono e si piegano in angoli impossibili, gli animali si accartocciano e stirano, mutando in forme dementi, magnifiche e ripugnanti, l'aria stessa cessa d'essere tale per divenire un qualcosa d'altro, blasfemo e corrotto. I nemici privi d'adeguata protezione andranno incontro al medesimo fato, si vedranno ricoperti di piaghe tremende, il proprio corpo deformato, le ossa fratturate, gli organi lacerati, o quant'altri effetti possa produrre un potere che suole rivoltare come un guanto le proprie vittime. Questi effetti, ovviamente, non sono perpetui, giacchè al termine dell'incanto la Legge torna a ricondurre l'ordine sull'ambiente stuprato dal Caos, ma nemmeno di breve durata: il processo di risanamento è lento e graduale, trascendendo decisamente il tempo necessario ad uno scontro.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Critico}

L'Apocalisse dal Cielo: Signori, ecco a voi la pura magnificenza di una tempesta che potrà giustamente dirsi infernale. Il Signore del Caos leva la mano al cielo, e dipana la propria volontà sotto forma di un mastodontico fiotto di energia sacrilega, che subitaneo ascende nell'aria per decine e decine di metri: quivi giunto, provvede a gonfiarsi in forma di colossale e terrificante nembo temporalesco, aiutato dal violentissimo e gelido vento di bufera che nel mentre si è levato, ululando e vorticando impazzito attorno alla figura del demonio. A questo punto -tempo di pochi secondi- la tempesta prende a rovesciarsi sui nemici del Sire delle Sette Tenebre, sotto forma di improvvise e devastanti raffiche di vento e di assai più pericolose folgori, picee e quasi indistinguibili nell'oscurità proiettata dalla nube -ma non per questo meno letali: il Duca dell'Inferno ne può far scaturire dalla nube un numero a sua completa discrezione in ogni turno d'attivazione della tecnica, sebbene -siccome ahimè più ne calano minore ne è la potenza- il loro numero non supera solitamente le tre unità ogni turno. Occorre inoltre tener conto delle gelide raffiche di vento, che si adoprano senza posa per confondere, sbilanciare, distrarre i nemici, oltre che -ovviamente- per sottrarre loro ogni singola goccia di calore il loro corpo contenga.
{Sacrilego ~ III Turni ~ Critico}

La Chiamata delle Spade Nere: Uno fra i più terribili incanti in possesso del Signore delle Sette Tenebre, realizzato per mezzo della sua diletta lama, la micidiale Tempestosa. Questo arcano di spaventosa potenza attinge infatti al mostruosa energia racchiusa all'interno di ogni singola Spada Nera ancora presente nel loro piano di genesi, perso fra le infinite pieghe del multiverso. Richiede la concentrazione più profonda per essere eseguito, nonchè un dispendio enorme di mana, ma i suoi effetti sono quanto di più deleterio qualunque mente possa immaginare. Assorbendo il flusso di mana del padrone, Tempestosa aprirà un varco per il proprio piano di origine, chiedendo l'aiuto delle proprie sorelle; ed esse risponderanno, prorompendo a centinaia dal corpo della lama, accompagnate da una immane deflagrazione di energia oscura; in un raggio di circa trenta metri da Tempestosa la devastazione colpirà indiscriminatamente ogni cosa, dal terreno agli oggetti inanimati agli esseri viventi e persino alle anime, poichè nulla si sottrae alla sete delle Spade Nere; la violenza di tale deflagrazione elementale è spropositata, in particolar modo nei primi dieci metri, un'ondata di pura energia sacrilega atta a consumare voracemente ogni cosa, tale da raggiungere, potenzialmente, il completo annichilimento dei soggetti incapaci di porre difese. Come si può vedere, lo scopo è uno solo, il medesimo che anima le nere lame senzienti: cancellare ogni cosa dall'esistenza.
{Sacrilego ~ Istantaneo ~ Critico}


I Nove Cerchi dell'Inferno

Il Primo Cerchio: Il Buio Profondo: Nero. Nero totale. Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Giunto che viene a contatto col proprio bersaglio, provvede a sprigionare una densa, soffocante coltre di vapori picei, sommergendo con la furia di un'onda di marea un volume di spazio del raggio di dieci metri; all'interno di questa bolla di buio assoluto, ogni percezione di carattere visivo è completamente negata, comprese quelle a carattere extrasensoriale ed affini, salvo che per l'infido demonio che ha dato origine alla maledizione. Due ulteriori, godibilissimi pregi di questo arcano risiedono da un lato nella sua facoltà di spostare l'epicentro di genesi dell'oscurità, ad una velocità comunque non superiore ai sei chilometri orari -cosa che rende comunque più difficile lo sfuggirgli semplicemente uscendo dall'area inghiottita dalle tenebre-, dall'altro nel poter essere rinnovato una singola volta pagando nuovamente l'obolo di mana senza però consumare slot tecnica.
{Sacrilego ~ II Turni + II opzionali ~ Medio}

Il Secondo Cerchio: L'Essenza del Dolore: Sofferenza liquida. Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Non appena viene generato, subito corre ad impattare contro un bersaglio prescelto dal Duca dell'Inferno, nei cui confronti si comporta come una micidiale siringa piena di veleno: giunto a bersaglio, infatti, esso provvede ad esplodere platealmente, liberando in un raggio di cinque metri la propria essenza venefica; a quel punto, i fluidi vitali di ogni essere vivente entrato in contatto con i miasmi inizieranno ad bruciare le vittime dall'interno, provocando un dolore talmente atroce da risultare quasi paralizzante. Putroppo per il Signore del Caos, tale dolore svanirà in poco tempo, senza lasciare dietro di sè il benchè minimo danno.
{Sacrilego ~ II Turni ~ Medio}

Il Terzo Cerchio: Il Nero Tormento: Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Una volta generato, subito prende velocità, ambendo inderogabilmente a giungere fino al contatto con la superficie del malcapitato bersaglio; qualora ciò accadesse, esso s'affretterebbe a dare origine ad una modesta esplosione, non arrecatrice di danno in sè, quanto piuttosto di una dose generosa d'un viscoso liquido d'energia oscura allo stato puro, che avrà modo, se non asportato celermente, di acquetare la propria fame divorando voracemente i tessuti colpiti con una efficenza degna dei più temibili acidi.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Medio}

Il Quarto Cerchio: La Cupa Vendetta: Incarnazione arcana di una sublime, magnificentissima crudeltà. Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Una volta che giunge a contatto con il bersaglio, l'energia oscura di cui è vettore percorre, impossibile a percepirsi se non tramite auspex di opportuna natura, il corpo del malcapitato, accumulandosi all'estremità di uno dei suoi arti superiori, la scelta del quale è puro appannaggio del Duca dell'Inferno. A quel punto, si scatena una reazione a catena che in pochi secondi porta ad una dolorosissima esplosione interna, che squarcia come burro i tessuti all'altezza del polso, causando l'amputazione della mano e pesanti danni da ustione elementale. Ultimo tocco di colore e di perfidia, la mano così perduta si rianima il turno successivo come debole non-morto fluttuante assolutamente deciso condurre al proprio stesso stato il resto del corpo di cui fino a poco prima era parte integrante, nonchè in grado di farsi generatore di qualunque incatesimo del Cavaliere delle Spade.
{Sacrilego ~ III Turni ~ Alto}

Il Quinto Cerchio: La Liquefazione del Ricordo: Anche gli incantatori sanno spesso rivelarsi insopportabili con le loro continue genesi di barriere e scudi difensivi, che li rendono fastidiosamente intoccabili fino a quando le energie non vengano loro meno: ecco come il Duca dell'Inferno ha optato per risolvere il problema. Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Giunto che è a contatto con l'agognato bersaglio, il suo potenziale improvvisamente viene liberato: le sottili e traditrici trame dell'incantesimo di cui è portatore si insinuano nello spirito del bersaglio, infiltrandosi malevole fino ai recessi della sua memoria. E, una volta ivi giunte, vi riversano il proprio dolcissimo balsamo: puro oblio. Per un singolo turno a partire da quanto viene colpito, il soggetto si vede obnubilata buona parte della propria memoria, in particolare quella ove erano immagazzinate tutte le sue preziosissime tecniche. E senza tecniche, non potrà accedere a quei poteri su cui fino a quel momento aveva potuto contare per arginare gli attacchi del Duca dell'Inferno, che sarà certo così gentile da prendersi nel mentre cura del suo corpo rimasto indifeso.
{Sacrilego ~ I Turno ~ Medio}

Il Sesto Cerchio: La Lenta Agonia: Arcano sadico e sublime. Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Giunto che è a contatto con l'agognato bersaglio, il suo potenziale improvvisamente viene liberato: le sottili e traditrici trame dell'incantesimo di cui è portatore si insinuano nel bersaglio, infiltrandosi malevole nelle maglie delle sue percezioni, e mano a mano corrodendole, divorandole, annientandole. Uno ad uno, i principali fra i suoi adorati sensi sono costretti a cadere sotto il delizioso dono che il Duca dell'Inferno ha per lui approntato: nel primo turno, ad andarsene è la vista; nel secondo, l'udito; nel terzo, infine, il tatto; al quarto turno l'incantesimo cessa la propria influenza, e ciò che appariva perduto ritorna al malcapitato (inutile dire che, qualora questo sia un non umanoide o simili, a cadere sotto i colpi dell'arcano saranno i sensi che più si avvicinano ai suddetti); rimane da vedere, però, se nel frattempo del malcapitato stesso sia rimasto qualcosa ancora in vita od in grado di combattere.
{Sacrilego ~ III Turni ~ Alto}

Il Settimo Cerchio: L'Orrido Avvizzimento: Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Esso si diparte verso il nemico ad alta velocità ad un gesto del Duca dell'Inferno, solitamente un cenno delle dita: qualora entri in contatto con una parte del corpo avversario, questa comincerà ad avvizzire, consumandosi velocemente ed assumendo un colore nerastro -senza, peraltro, tuttavia provocare il benchè minimo dolore, giacchè anche i nervi sono coinvolti nel processo di necrosi. Terminato quest'ultimo, i tessuti infettati avranno assunto una consistenza secca e molto fragile, come se fossero andati incontro alla mummificazione: pertanto, un loro utilizzo successivo sarà estremamente problematico, poichè il processo necrotico si inverte solo dopo vari giorni dall'esposizione.
{Sacrilego ~ Istantaneo ~ Alto}

L'Ottavo Cerchio: Il Dito della Morte: Assolutamente, deliziosamente, completamente sadico. Come nel caso degli altri cerchi, questo incantesimo prende inizialmente corpo sotto forma di un raggio nero come la pece, sottile e mortalmente rapido. Esso ha inoltre la squisita capacità di comportarsi come un missile a ricerca, ergo tentando di aggirare ogni altro ostacolo che non sia il punto d'impatto comandatogli dal Duca dell'Inferno. Qualora colpisca il bersaglio, non perde tempo ad inoculare nella parte limitrofa il proprio carico di potere: l'energia oscura più pura che possa esistere. Inizialmente, essa rimane silenziosa e quiescente, inserendosi subdola -scopo per il quale quest'incanto è stato creato- nei flussi energetici che ogni corpo possiede...e propagandovisi come una terribile metastasi. E poi, paziente, continua indefessa a propagarsi sempre più capillarmente, attendendo che il proprio sigillo venga attivato. E quando finalmente ciò accade, l'incantesimo giunge alla propria conclusione, lasciando che il nero potere corroda, divori e risucchi avido energia da ogni luogo in cui era riuscito a propagarsi; ma il meglio arriva con la condizione dell'attivazione stessa: essa, infatti, non è altro che il venir colpiti da un altro incantesimo del Duca dell'Inferno che danneggi la vittima prescelta, la quale si ritrova così nella godibilissima -per il demonio, s'intende- situazione di rischiare tanto più la vita quanto più sfugge ai suoi successivi assalto. Magnifico.
{Sacrilego ~ Istantaneo ~ Alto}

Il Nono Cerchio: Il Signore del Tradimento: Incantesimo essenziale per qualunque diabolista, atto ad emulare l'innata capacità di controllo dei demoni maggiori sui loro sottoposti: il fine originario di questo nefando arcano era infatti quello di annichilire la volontà di un immondo evocato sul piano materiale, rendendolo estremamente propenso ad esaudire le richieste dell'evocatore. Utile, indubbiamente. Ma non abbastanza per gli scopi del Duca dell'Inferno. Questi, forte della propria immensa maestria nel controllo degli squarci planari, si adoprò per perfezionarlo. Dapprima fece sì che potesse andare ad intaccare non solo la volontà degli immondi, ma più in generale di qualunque creatura evocata; poi, lo rese tale da poter influire anche sulle creature chiamate a servire i suoi nemici. Pagato il giusto obolo di energie (proporzionale al divario fra il livello di potere dell'evocazione e quello dell'immortale -che, ovviamente, non potrà influenzare esseri pari o superiori a lui in tal campo), un nero, sottile viticcio si diparte fulmineo dal suo indice, teso verso la vittima designata; ed allorchè ne sarà entrato in contatto, l'incantesimo avrà finalmente modo di completarsi: fintanto che la creatura non lasci il piano materiale, oppure non venga altrimenti liberata dagli effetti dell'arcano, uno solo sarà il padrone che essa riconoscerà degno di servire: per lo sgomento dei nemici, il Sire delle Sette Tenebre.
{Sacrilego ~ Variabile ~ Variabile}


Incantesimi gdr-only
Ristretto parco di arcani inutilizzabili durante il combattimento, riservati esclusivamente a scene gdr, post di presentazione, o sezioni non combattive di quest previo accordo con il quest master.

Il Tocco Dell'Abisso: Utilizzando il potere del Caos il Duca dell'Inferno può manipolare la materia e l'energia -sia inorganiche che organiche- per riplasmarle come meglio ritiene necessario. Il consumo sarà ovviamente in base all'entità della manipolazione effettuata. Questo potere può anche essere usato per rendere permanenti gli effetti di altri incantesimi.
{Sacrilego ~ Permanente ~ Variabile}

Il Varco Dimensionale: La perizia del Duca dell'Inferno nell'aprire faglie planari per i suoi incantesimi gli consente di spalancarne anche per suoi autonomi spostamenti, sebbene il tempo di preparazione risulti più lungo. In ogni caso, egli deve conoscere sia il luogo di partenza che il luogo d'arrivo se desidera che il trasporto avvenga con precisione; in caso contrario il portale si aprirà tanto più a caso rispetto al luogo prescelto quante più sono le informazioni che mancano al demonio. Il consumo è proporzionale alla distanza spaziotempoplanare fra i varchi d'ingresso e d'uscita.
{Sacrilego ~ Istantaneo ~ Variabile}

La Maschera Dei Mille Volti: Il corpo che il Duca dell'Inferno sfoggia è un'avatar, una semplice creazione della sua volontà. Questo potere si limita a permettergli di modificane l'aspetto a suo piacimento, stante la limitazione che non potrà modificare più di tanto il contenuto energetico dell'avatar stesso (vale a dire, la sua massa).
{Sacrilego ~ Variabile ~ Basso}

Il Vento dell'Acheronte: Prettamente un incantesimo atto agli spostamenti che sarebbero impraticabili con la soluzione dei varchi dimensionali: il Duca dell'Inferno si tramuta in un torrente di energia sacrilega allo stato puro, in grado di spostarsi assai più velocemente di quanto non potrebbe fare in forma umanoide (indicativamente, poco meno della velocità del suono in aria).
{Sacrilego ~ Variabile ~ Basso}



Edited by Arioch - 17/4/2009, 14:19


.N e r o R i f u l g i
L i v i d o A s t r o I n f e r n a l e.

Through the ghoul-guarded gateways of Slumber, past the wan-mooned abysses of Night,
I have lived over my lives without number, I have sounded all things with my Sight;
And I struggle and shriek here the Daybreak, being driven to Madness with Fright.

I have whirled with the Earth at the dawning, when the Sky was a vaporous flame;
I have seen the dark Universe yawning where the black planets roll without Aim,
Where they roll in their Horror unheeded, without Knowledge or Lustre or Name.

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I had drifted over Seas without ending, under sinister grey-clouded Skies,
That the many-forked Lightning is rending, that resound with hysterical cries;
With the moans of invisible Daemons, that out of the green waters rise.

I have haunted the Tombs of the Ages, I have flown on the pinions of Fear,
Where the smoke-belching Erebus rages; where the Jokulls loom snow-clad and drear:
And in Realms where the Sun of the Desert consumes what it never can cheer.

I was old when the Pharaohs first mounted the jewel-decked throne by the Nile;
I was old in those Epochs uncounted when I, and I only, was vile;
And Man, yet untainted and happy, dwelt in bliss on the far Arctic isle.

Oh, great was the sin of my Spirit, and great is the reach of its Doom;
Not the pity of Heaven can cheer it, nor can respite be found in the Tomb:
Down the infinite Aeons come beating
The wings of unmerciful Gloom.


H.P. Lovecraft


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Famiglio


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Nome
Ancalagon.

Età
Intorno ai ventiquattro anni.

Luogo di Nascita
Monte Zirak-Zigil, Montagne della Morte.

Sesso
Maschio.

Razza
Drago Diurno dei Ghiacci (Non morto).

Allineamento
Neutrale Malvagio.

Elemento
Ghiaccio.

Energia
Blu.

Quantità di Mana
Media.


Aspetto fisico
Splendido esemplare di Dragone dell'Inverno, dalla livrea tuttavia quanto mai peculiare. I miglioramenti su di lui apportati dal padrone, Arioch del Caos, hanno infatti modificato profondamente il colore delle carni del rettile: a causa della non morte indotta nei tessuti tramite accorti utilizzi di incantesimi di necromanzia, la loro tinta iniziale acquamarina s'è tramutata in un profondissimo blu, tanto cupo da risultare, in assenza di una luce più che violenta, completamente nero. Questa caratteristica potrebbe facilmente indurre a confondere Ancalagon con un Dragone della Mezzanotte, se non fosse per altre caratteristiche tipiche dei Draghi dei Ghiacci: scaglie superficiali di ceruleo cristallo, stazza non eccessivamente massiccia, occhi dal limpido bagliore azzurro e, soprattutto, il terribile soffio gelato.

Aspetto psicologico
Sublime connubio fra sadismo, furia omicida, intelligenza sferzante e totale fedeltà al proprio padrone. Le prime tre ottenute per diritto di nascita, la seconda grazie alle amorevoli cure del Duca dell'Inferno. Invero, nonostante condivida con la propria genia la notevole acutezza mentale, molti lati della sua indole appaiono più adatti ad un Drago Notturno che ad un Diurno: la ferocia, l'ossessione sanguinaria che tanto lo rendono caro al suo signore, ad esempio. Ma questi, desiderando possedere in primo luogo un servo dalla lealtà incrollabile, ha ristretto tale ardente carattere alle interazioni con i soli nemici. Donando alla propria creatura i poteri della non morte, la ha anche privata del libero arbitrio: mai Ancalagon potrà volere altro rispetto a quello che il suo padrone gli ordina di volere, e mai trasgredirà ad un suo diretto ordine. L'essenza stessa del perfetto segugio da guerra.


Tratti

Drago Non Morto ~ Morto: Un drago con questa abilità non ha bisogno di respirare, né di mangiare o dormire, la stanchezza non incorre nelle sue fredde membra nemmeno dopo intere settimane passate a combattere, a patto che il suo padrone sia con lui per sostentarlo ed alimentarlo con la sua magia. La circolazione sanguigna non è presente in questa belva, e gli organi vitali non sono funzionanti.

Svantaggio Minore ~ Feroce: Un drago con questo svantaggio è particolarmente dedito al piacere del sangue, ama le battaglie e predilige l’attacco, non di rado assaltando l’avversario a testa bassa incurante delle ferite. Un drago con questo svantaggio non può scegliere tecniche difensive.


Tecniche

Il Soffio Elementale: Il soffio di un drago dei ghiacci è a base gelo, un’aria fredda che viene espulsa dalle fauci e congela nel giro di pochi istanti. Se colpisce un organismo caldo, come un essere umano, non congela istantaneamente ma si limita a rallentare la circolazione sanguigna nella zona colpita, abbassando di molto le reazioni in quella parte ed arrivando a rendere inutilizzabile un arto. E’ il soffio più insidioso, perché può congelare larghi tratti di terreno, rendendolo scivoloso, e combinarsi efficacemente con i poteri elementari del ghiaccio. Dotato di gittata pari a venti metri, può variare da un'intensità Bassa ad una Critica: ma laddove i getti fino a livello Alto non andranno ad affaticare minimamente il rettile, il livello Critico richiederà l'obolo di un pari quantitativo di energia.
{Ghiaccio ~ Istantaneo ~ Variabile}

La Crisalide Artica: Semplice e basilare tecnica di controllo sul ghiaccio. Su ogni squama, artiglio, dente o corno di Ancalagon si genera uno strato traslucido di ghiaccio incantato, di stupende sfumature, tanto d'ammantare quasi il drago di purissimo cristallo; ma quest'incanto non ha solo funzione estetica: tramite questa cortina, infatti, egli allunga ed irrobustisce le proprie armi naturali, acquisisce una lieve resistenza all'elemento fuoco e, in virtù della gelida temperatura, induce un non trascurabile intorpidimento nei tessuti organici su cui riesca ad infliggere ferite da contatto.
{Ghiaccio ~ II Turni ~ Basso}

Lo Specchio Infranto: Fendere, lacerare, squartare, secare: tale l'obiettivo ultimo di questo potere. Ancalagon spalanca le fauci, e, anzichè il classico getto di gelida aria satura di magia, una letale tempesta di affilatissimi cristalli di ghiaccio, d'adamantina foggia e resistenza, viene soffiata contro il nemico. Tali cristalli, pur producendo danni trascurabili presi singolarmente, hanno il proprio punto di forza nel numero: aiutati dalla loro straordinaria capacità di penetrazione, cui si possono opporre solo oggetti dalla durezza pari o superiore ad una lastra d'acciaio, infatti, si fanno strada fra le carni della vittima, intessendo in essa una superba, e non di rado letale, ragnatela di finissime ma profonde ferite.
{Ghiaccio ~ Istantaneo ~ Medio}



Edited by Arioch - 28/4/2009, 18:43


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Tutto ciò di cui sopra è
© Copyright by Arioch. Alcuni diritti riservati.
Si ringrazia Michael Moorcock per la stupenda saga di Elric di Melnibonè, da cui questo personaggio è stato in larga parte tratto.
Si ringraziano Ace e Xander Shinkuchi per la pazienza profusa nell'aiutarmi a creare una notevole fetta degli incantesimi.



Edited by Arioch - 25/6/2008, 23:29


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Fiercly Bleeding


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Modificato da Arioch - 15/11/2008, 12:28

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Modificato da Arioch - 15/11/2008, 12:33

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Modificato da Arioch - 25/6/2008, 23:26

Le tre parti della Scheda sono Valide.

Edited by Daeniem - 15/11/2008, 12:53

“Perché la mancanza d’amore è la mia pestilenza”

Graphic, courtesy of Malice Umbral.
cit., Alda Merini.

 
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