L' Armata del Drago ~ Rpg by Forum

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[QUEST] l'avvento dei draghi
view post Posted on 8/1/2007, 19:37Quote
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Illusionist

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-Prologo-

Le miniere naniche, sono opere di ingegneria talmente maestose, da lasciare a bocca aperta qualsiasi sciocco umano che avesse la fortuna di visitarle, poiché la razza giovane non può nemmeno aspirare a creare opere tanto imponenti.
Il termine stesso di "miniera" non rende giustizia ai reami sotterranei che i nani forgiano con amore e maestria, intagliando ogni singola roccia con pazienza certosina, ed ogni parete, ogni singola mattonella di quei luoghi magici corrisponde ad un'opera d'arte meravigliosa nella sua semplicità.

In questi luoghi oscuri, dove la luce del sole è sostituita dalle leggendarie pietre-luce, che illuminano la notte eterna come tante stelle bianche, risuona incessante il rumore dei picconi e delle macchine a vapore, di argani e di mastri ingegneri che spronano i propri sottoposti, del rullare delle centinaia di vagoni che incessantemente fanno la spola trasportando terra, oro, argento, metalli e gemme preziose, strappate all'abbraccio protettivo di madre terra.
In questa cacofonia di rumori confusi, un vero nano può udire una musica soave, un sublime concerto, dove picconi ed argani sono strumenti musicali, e gli ingegneri geniali direttori d'orchestra.

I sapienti custodi delle rune, avvertono sovente le barbecorte di non scavare troppo in profondità, e c'è una vasta gamma di bestie, flagello dei nani, che popolano l'immaginario dell'antica razza. Solo che talvolta le leggende hanno un fondo di verità...

Il risuonare di un arcaico ruggito interrompe i picconi, e perfino gli apparentemente inarrestabili argani si zittiscono all'udire quel richiamo così simile ad rombo di tuono. Un'altro grido lontano risponde al primo, ed in breve sono tre e poi quattro. Uno sbattere violento, lontano da qualche parte, acqua smossa, terra che si spalanca, risuonano le urla dei nani e la chiamata alle armi.
Fiamme nere divorano la miniera.
Ed è solo silenzio...


~†~
ChapterOne:
Tamburi di guerra

Castello del drago, casata Von Liebewitz
Ore 14.42
Studio del vicecomandante della casata, Killua zoldyrk
~†~


Ah, dolce rumore del silenzio. Pace. Cacchio, ogni tanto ci vuole.
Bhè, la verità è che non passa giorno che succede un qualche casino. Vuoi che qualcuno devasta la biblioteca, vuoi che qualcuno scatena una baraonda alle porte dei Von Seamond, vuoi che qualcuno ammazza una dozzina di civili nonchè due o tre guerrieri della casata, vuio che qualcuno scappa provocando una strage in piazza per colpa di un venditore ambulante di zucchero filato che giustamente pretende di essere pagato.

Il lavoro di vicecomandante è uno stress. Specie se qualcuno non sta mai fermo.

Ma oggi no. Sento che oggi andrà tutto bene... Il sole splende alto nel cielo, non c'è una nuvola, Sachie è qui davanti a me che guarda le figure di un libro (ci ho provato ad insegnarle a leggere, ma non ho la pazienza), e c'è solo il rumore dell'orologio a pendolo e della mia penna che scrive.
Pace. Dolce pace.

"Uno.. due... tre... due... otto..."
...
"Sachie, da quando in qua sai contare? -.-"
"Sachie sa contare fino a cinque! \^o^/"
"E allora che cosa stai contanto, sentiamo? =_="
"Quelli!!!"


La bambina dai capelli dorati indica la finestra. Guardo la direzione della sua mano e vedo soltanto le tende, che sono due, poi le varie rifiniture incise nel legno delle finestre. Bhè, sono un po' più di cinque...

"E cosa, di preciso?"
Comincio a spazientirmi, odio gli indovinelli..."
Il viso della bambina si illumina di felicità, chissà perchè è contenta poi?
"Conto quanti signori stanno arrivando ^O^"

...?
Ok, ora la cosa è ufficialmente preoccupante.

"Sachie... quali signori?"
"I signori che stanno arrivando! Sono............
...
Tanti così!!!"

Dopo aver accuratamente studiato le sue dita, mi mostra la manina aperta, con cinque dita sollevate. Signori? Quali signori? Forse stava percependo qualcosa?
Sachie è una psionica... una potente psionica. Bhè, mi da un po' fastidio dirlo ma forse la più potente del casato. Bhé, si, uno dei guerrieri più potenti del mio casato è una bambina di sei anni al massimo, qualcosa in contrario? Fatto sta che se sentiva qualcosa, c'era forse qualcosa... il problema è che io stesso possiedo una certa sensibilità a queste cose, eppure non percepisco nient...e?

img

Guardie!!!!! Date l'allarme. SUBITO
Il mio grido concitato fa sobbalzare di paura Sachie
"Voglio tutti i membri della cerchia interna che riuscite a trovare. ADESSO.
"SIAMO SOTTO ATTACCO!!!"


~†~

Giornata soleggiata, a Liberty. Fa quasi caldo, nonostante la stagione, il sole è alto nel cielo, e perfino il turno di guardia sulle mura sembra una gioia, per Ernest Kellion, guardia della cittadella.
Stringe la lancia e si avvia a compiere la rituale ronda delle tre, un po' in anticipo sull'orario ma più che lavoro sembra quasi una passeggiata, e lo pagano anche per fare quel lavoro! Solleva in alto lo sguardo, schermandosi la fronte con la mano. Non c'è una nuvola in cielo. Che giornata perfetta! Il sole splende, gli uccelli volano alto, aveva la pancia piena per il recente pasto alla mensa ed ormai mancavano meno di dieci giorni al suo matrimonio con la sua donna, dopo un fidanzamento di quasi tre anni.
La vita è bella...

L'attenzione della guardia è catturata da una zona indistinta del cielo, dove i puntini neri che in un primo momento aveva identificato come falchi stavano lentamente crescendo, fino ad assumere sfumature più delineate. La guardia aguzzò la vista, la sua immaginazione formulò una parola, ma la parte razionale del suo cervello la rifiutò, preferendo quasi attribuire quella stupidaggine che aveva appena pensato al recente pasto. Forse ha mangiato troppo, il caldo doveva averli fatto male.
Tornò a concentrarsi, ed eppure... eppure...

CITAZIONE

Un possente sbattere d'ali, un ruggito lontano, il rilucere di ali nere come la notte.
Le pupille di Ernest si spalancarono per la sorpresa mista a paura.

La nera sagoma del colossale dragone della mezzanotte fu l'ultima cosa che vide nella sua vita.
Una lingua di denso fuoco nero lo avvolse, uccidendolo sul colpo lasciando di lui solo ossa annerite. Con lui, morirono ventisette guardie, tutte incenerite da cinque furie fiammeggianti, che implacabili infierirono sulla città, dando inizio al massacro.



Edited by Maldred - 30/9/2007, 10:27

Sangue, dolore, disperazione
Lacrime, freddo, tristezza, sangue, paura, sangue e ancora sangue
Desidera che tutto ciò abbia fine.
Che male c'è in questo? Che male c'è nel voler essere felici?
Prendi la mia mano e vivi per sempre in un sogno dove non esiste dolore o tristezza
Dove tutto è perfetto... dove finalmente puoi essere felice.

image

Non sentirai dolore, né freddo. Non sarai più solo, né dovrai mai piangere
Potrai avere tutto ciò che vuoi
Vieni con me, voglio regalarti un bel sogno
Che importa se è realtà o illusione? Che cambia fra realtà e fantasia, quando si è felici?
In fondo… la felicità stessa, non è un’illusione?

Miyu, vampire princess

 
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view post Posted on 9/1/2007, 22:20Quote
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Nei pressi delle mura cittadine vicino al nero portone.
Sessione in cooperazione con Riddick



Azione: scritta normale
Parlato: scritta porpora fra < >
Pensiero: scritta rossa fra " "
Parlato altri: blu corsivo fra < >


Like the mirror of water reflecting his shadow in his eyes,
painted on the waves when they rise
Looks for a place for landing, there is no place to settle down
Fly into the clouds higher above


Lentamente il volto si alza e con esso anche le iridi color rubino che vanno a puntare verso l’alto fissando da prima l’orizzonte per poi perdersi nel limpido cielo azzurro che li guarda dall’alto… Lo sguardo va ancora più in alto fino piano piano ad avvicinarsi alla sagoma dell’alto sole dove gli occhi automaticamente iniziano a serrarsi; ma gli occhi non indugiano e ancora continuano a salire finche non arrivano a serrarsi completamente incontrando la splendente forma del sole sopra dei essa… Il volto quasi di scatto si abbassa allontanandosi da quella straziante visione… Forse non si era completamente abituata alla vista dell’astro solare e probabilmente mai lo avrebbe fatto… Le palpebre continuano ad essere chiuse mentre il volto portatosi in basso fa si che il mento si appoggi lievemente al colletto del mantello… Il volto color ebano rimane ancora fermo; immobile nella sua delicata e liscia bellezza elica mentre ora sono le visioni della mente che le rubano l’attenzione… Proprio quelle scure immagini celate nella sua mente, proprio quelle nere figure nascoste nei propri ricordi ritornano come sogni alla drow… Non poteva rinnegare la sua razza e non voleva assolutamente farlo ma giorno dopo giorno la vita diventava sempre più difficile e a volte neanche la forza della dea poteva salvarla…

Impreco contro se stessa per la leggera blasfemia… Doveva essere forte anche se non lo era, lo doveva perlomeno a Lolth… Di scatto le palpebre si aprirono nuovamente e mentre il volto si rialzava ella torno a guardare davanti a se… Una giornata quasi innaturale per il suo calore mentre invece era ancora pieno inverno… La lunga strada che partiva alla sua destra veloce si allungava sul terreno scomparendo fra lontani alberi ed ella poteva vederla nella sua immensa grandezza e maestosità… Ma quella visione ormai non gli portava più nessuno stupore come non gliela portò quando egli stessa la percorse per la prima volta… Ella rimaneva invece ferma, immobile nella sua posizione, intenta ad aspettare che il suo lavoro lì finisse… Dietro di essa i grandi portoni della città rimanevano stranamente aperti quasi non ci fosse niente di preoccupante in quella serena giornata…

Tranquilla Quenthel così rimaneva di guardia nella sua immutata posizione che guardava innanzi a se… Il cappuccio del nero mantello rimaneva stranamente abbassato lasciando che i tratti del volto fossero ben visibili… Il mantello invece ricadeva leggero dietro di essa fermato sul suo corpo solo dalle spalle all’attaccatura al collo lasciando così tutta la sua figura di estrema bellezza in bella vista… L’armatura leggera di cuoio era perfettamente indossata e le nere gambe libere rimanevano unite e ben visibili mentre più giù gli scuri stivali si posavano leggeri a terra uniti come le gambe… Le braccia che prima erano incrociate al petto lentamente si mossero ricadendo sui fianchi e andando ad appoggiare i palmi delle mani sull’elsa dei due pugnali tenuti in nere fodere nei rispettivi lati… tutto sembrava così fermo e immobile senza lasciare trasparire la minima traccia di quello che stava per accadere…

Ancora lo sguardo è davanti a se e nulla era in vista… C’era qualcosa di strano nell’aria ma la drow non riusciva a capire di che si trattava… La calma la stava facendo quasi assopire i sensi e essa stessa decise che quella paranoia era dovuta soltanto alla strana vita che aveva intrapreso… Lontana dalla società dell’underdark e della sua città tutto le sembrava troppo calmo mentre solitamente mai avrebbe potuto avere il lusso di tale sicurezza vitale… Lo sguardo lento si muoveva prima a destra e poi a sinistra ma non c’era proprio niente; era proprio una giornata tranquilla… e forse anche leggermente monotona… Ancora lo sguardo si mosse nel suo normale giro e ora che ci faceva caso neanche gli uccelli sembravano volare in quel giorno… ah no.. si sbagliava… alcuni puntini neri si muovevano velocemente in aria… niente mancava in quel giorno di luce splendente… lo sguardo vagò ancora su entrambi i lati e quando esso torno ad appuntarsi sugli uccelletti visti prima le iridi si bloccarono su di loro… Si erano fatti chiaramente più grossi e a quanto vedeva si stavano avvicinando verso la città…

Altri secondi passarono in cui l’immagine dei volatili velocemente si ingrandivano così come velocemente erano comparsi… L’immagine delle scure figure si fecero sempre più delineate e ormai la loro direzione era chiara… Puntavano chiaramente verso le mura cittadine, non verso di lei, ma abbastanza vicina da vedere la scena che si stava creando…

<SIAMO SOTTO ATTACCO!!! SIAMO SOTTO ATTACCO!!!>

L’urlo forte di alcuni uomini preannunciarono quello che agli occhi di Quenthel si delineo perfettamente… Alcuni ruggiti lontani provenienti dalle creature alate che si stavano avvicinando alle mura gli diedero la certezza che quelli che si stavano avvicinando fossero immensi draghi… Tutto durò pochi secondi e lo smorto viso di Quenthel rimase fisso sull’immagine mentre il corpo non riusciva quasi a reagire… Uno degli enormi dragoni neri aveva praticamente incenerito una parte della cinta muraria non troppo lontana da essa…

<OH MERDA!!!>

<SIAMO SOTTO ATTACCO!!! PREPARARSI A DIFENDERE LIBERTY!!! SIAMO SOTTO ATTACCO!!!>

Ancora le urla di chi vi è presente si fanno spazio fra le altre grida dei dragoni e sono proprio queste quelle che la fanno risvegliare dopo quella vista dandogli la decisione di muoversi… non sapeva che stava succedendo ma sapeva che presto avrebbe combattuto...

<CHIUDETE I PORTONI!!! CHIUDETE QUESTI PORTONI WE'HA!!!>

L’agitazione traspariva in esso e subito se ne rammaricò ma non c’era tempo da perdere… il corpo si mosse agile e scattante come sempre andando ad attraversare il nero portone mentre esso era ancora in moto… poco ci volle perché quest’ultimo si chiudesse dietro di lei dopo un grande tonfo… ancora semi-shockata rimase per un attimo ferma cercando di far tornare un po di lucidità alla mente… che quei bastardi Von Seamond o quei cretini Elessedil avessero avuto il coraggio di attaccarli? O quale altro nuovo nemico dovevano affrontare? Ella non lo sapeva ma sarebbe andata a fondo sulla questione così come era sopravvissuta in tutti quest’anni… la mente la riportò alla vecchia guerra fra le casate di Menzoberranzan, dove lei era nata, ma subito il pensiero venne lasciato da parte per non farsi prendere dai ricordi… solo la realtà contava ora e la realtà era che innanzitutto doveva salvarsi la pelle… Tirò un ultimo pesante respiro misto ad uno sbuffo e inizio la sua corsa per le vie interne vicino al portone decisa di scoprirne di più sulla questione… e mentre ancora correva per le vie con il suo nero mantello che dietro di essa si muoveva velocemente ella portò la sua mano al collo dove pendeva una collana con un pendente a forma di ragno… lo tocco e se lo strusciò fra le dita senza fermare la corsa e poi lo lasciò nel suo irregolare moto della corsa mentre la mano tornava giù… anche in quest’avventura al suo fianco rimaneva con lei Lolth…


Edited by Dinnin - 9/1/2007, 22:52

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One fleeting moment and it is all gone
Crownless again
Will I fall?
 
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Greydragon
view post Posted on 10/1/2007, 13:44Quote

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"Pensato"
Parlato Altri


Sotto Attacco
Giornata molto promettente per il ninja, che anche se si era appena insediato in quel nuovo luogo faceva di tutto per rendersi utile e ricavare un piccolo profitto, con aria sorridente Bakuryu girovagava senza un apparente obiettivo ora per la Piazza di Liberty ora passava vicino al Castello, si guardava intorno memorizzando ogni singolo particolare del paesaggio fermandosi ogni tanto per fare una pausa, ciò che di più gli interessava era ricordare ogni preciso lineamento del volto di ogni passante, sentinella o negoziante che aveva incontrato durante la sua passeggiata, ricordare ogni particolare di un corpo, di un viso di una persona per un ninja è una cosa fondamentale che potrà salvargli la vita quando dovrà camuffarsi nella persona incontrata per ottenere informazioni segrete e cose simili.
Sedendosi su di una panchina in mezzo alla piazza per riposarsi dalla lunga camminata durata all'incirca più di tre ore, come al solito la piazza era animata dall'abituale confusione che si crea all'interno di una città sovraffollata... ma qualcosa in particolare attrasse l'attenzione del ninja quando egli casualmente volse lo sguardo verso il Castello del Drago da dove cominciarono ad uscire un vasto numero di soldati con una faccia visibilmente preoccupata e molto allarmata, i soldati si divisero ed iniziarono subito a correre in tutte le direzioni alla ricerca di qualcuno o qualcosa.

"Ma cosa cavolo sta succedendo?"


Pensò tra sé e sé il ninja mentre vide con aria perplessa una guardia correre in maniera goffa verso di lui brandendo una spada.
Dando espressione della sua noia con uno sbadiglio Bakuryu si alzò proprio nello stesso istante in cui la guardia gli giunse vicino, si poteva capire lontano un miglio che quel che era successo in quel castello era qualcosa di estremamente grave...ma allora perché la guardia era corsa verso il ninja? Dopo essersi ripreso dallo spavento iniziale la sentinella iniziò a parlare del motivo per cui gli era andato in contro.

Il Vicecomandante Della Casata Killua richiede la sua presenza all'interno del castello per assegnarle degli ordini di cui non sono a conoscenza ed insieme a lei molto probabilmente ci saranno altri guerrieri... Siamo sotto ATTACCO

Questo mi basta... vado subito al castello.


Al sentire la parola " Vicecomandante" e "Attacco" Bakuryu fece un sobbalzo... chi o che cosa avrebbe avuto la forza e la potenza sia militare che fisica di attaccare il casato Von Liebewitz? Molti erano i nemici della casata e del capo, ma nessuno si era mai fatto avanti per sferrare un attacco ma anzi erano sempre i von Liebewitz ad attaccare...abbandonando la guardia al centro della piazza che con aria rilassata si sedette con un tonfo sulla panchina dove precedentemente era seduto lo shinobi. Mentre correva sorrideva tra sé e sé al pensiero di aver incontrato al primo giorno di permanenza all'interno della casata un parente del capocasata, invece al secondo giorno addirittura il vicecomandante, perdendosi tra i suoi pensieri e supposizioni arrivò rapidamente al castello dove due sentinelle attendevano impassibili.

Il Vicecomandante ha mandato una guardia a chiamarmi perché necessita della mia presenza, siamo sotto attacco


Senza muovere un muscolo ma anzi abbozzando un lieve sorriso le sentinelle risposero in coro all'affermazione del ninja.

Si certo! Siamo sotto attacco...Aiuto Aiuto


Erano davvero dei bravissimi attori, nessuno avrebbe mai potuto superare la loro demenza in situazioni così gravi, le mani di Bakuryu scivolarono lungo le ruvide superfici dei due tekken che portava ai lati del pantalone, stava per estrarli quando iniziò a udire urla di terrore provenire dai portoni, le guardie lasciarono il loro posto incuriosite dal rumore e Bakuryu ne approfittò per entrare all'interno del castello...destinazione: Sala del Vicecomandante.
Salì molte scale prima di trovarsi di fronte alla porta e dopo essersi fatto annunnciare dalla guardia di turno entrò nella sala.
 
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view post Posted on 11/1/2007, 23:14Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 19:41


Nei pressi delle mura cittadine vicino al nero portone.

Sessione in cooperazione con Quenthel




»Intro«
¤Draghi e Coltelli¤


E lui era sempre lì.
Dormiva, semicoperto dal mantello logoro color fango, i goggles neri calcati sugli occhi nonostante la profonda oscurità del luogo in cui si trovava, sdraiato sulla nuda e fredda e sporca pietra corrosa dal tempo, resto di un pavimento ormai calpestato solo da lui. La schiena poggiava su un muro diroccato, memoria di un edificio un tempo solido e sicuro. Il silenzio regnava sovrano, fra quelle tre mura e mezzo, e con esso, la calma. In lontananza, confuse e poco chiare, si udivano le voci degli abitanti di Liberty, intenti a vivere ognuno la propria vita, inconsapevoli di quanto sarebbe accaduto di lì a poco. Così, come lo era, del resto, anche Riddick...
All'improvviso, un frastuono, un boato, un rombo...insomma, un casino immane.
Riddick aprì gli occhi, mettendo a fuoco il mondo attorno a sè. Come sempre, le sagome degli oggetti gli apparvero rosa-fucsia, e il resto degli oggetti stessi era un misto fra bianco,viola e porpora. Subito vide la stanza vuota in cui si trovava, e la poca mobilia rimasta, una sedia e un tavolo marciti, ma la sua attenzione non era focalizzata sulla vista, bensì sull'udito. Il frastuono infernale proveniva dalle vicinanze, e pareva un preoccupante mix fra urla umane (spaventate e allarmate) e ruggiti animali, assai più forti di quelli di qualsiasi Leone Infernale che avesse mai visto a Crematoria. Fu in piedi in un attimo, e, a grandi passi, si diresse verso una tenda, che scostò, aprendo l'appartamento abbandonato alla luce mattutina. L'improvvisa illuminazione non lo danneggiò, grazie ai goggles che indossava, nè gli impedì di vedere cosa stesse accadendo all'esterno. Un plotone di guardie armate di tutto punto passarono appena sotto la sua posizione, nello stradino sottostante. Egli, infatti, si trovava al primo piano dell'edificio abbandonato. Guardò in basso, e seguì il percorso affannato delle guardie.
Ancora grida e ancora ruggiti.
Provenivano esattamente dalla direzione in cui erano sparite le guardie. Voltò il capo a sinistra, ma non vide molto. Oltre un paio di edifici, riuscì a scorgere le sagome violacee delle mura, alte e possenti, ma non riuscì a distinguere alcunchè. Era piuttosto vicino al Nero Portone, il cancello principale della città, e decise di andare a dare un'occhiata. Non aveva alcuna motivazione valida per farlo. Era soltanto, forse, curioso di scoprire cosa stesse succedendo. O probabilmente aveva solo voglia di combattere....o magari entrambe le cose...


Saltò sul tetto di un edificio basso accanto a quello in cui si trovava a dormire, e cominciò a correre in direzione del Portone. Di tetto in tetto, di terrazza in terrazza, saltò e corse veloce, avvolto dal suo mantello. Man mano che si avvicinava alla meta, le urla e i ruggiti mostruosi aumentavano di intensità. Voleva al più presto capire cosa stesse succedendo, ed aveva, a riguardo, un pessimo presentimento. D'un tratto, la sua attenzione fu richiamata da un ruggito proveniente da molto vicino. Alzò lo sguardo e con stupore, sorpresa e un briciolo di esitazione, vide una creatura appartenente ad una razza che credeva estinta.
Un drago, nero e possente, volteggiava nel cielo, rilasciando di tanto in tanto una fiammata sui gruppi di guardie presenti in zona. Senza indugiare oltre, proseguì, e raggiunse il Portone proprio mentre una donna, un'elfa oscura, a giudicare dalle fattezze, ordinava alle guardie:


CITAZIONE

<CHIUDETE I PORTONI!!! CHIUDETE QUESTI PORTONI WE'HA!!!>


Saltò giù dall'ultimo terrazzo, atterrando con un tonfo leggero, quasi attutito. La vide correre oltre i portoni, mentre questi venivano chiusi. Rapido e silente, la seguì, attraversando l'ultimo spiraglo di spazio prima che i portoni si chiudessero definitivamente, con un rombo. Altri ruggiti si odevano nell'aria, ma Riddick era concentrato su quell'elfa che stava davanti a lui. Sembrava l'unica che potesse fornire delle risposte concrete. Distante quasi 4 metri, alle spalle della Drow, Riddick prese la parola:

« Affrontare uno stormo di draghi da sola non è una mossa saggia. Potresti aver bisogno di una mano, donna... »

Alzò lo sguardo al cielo e vide che i dragoni non si erano ancora accorti di quelle due prede apparentemente indifese, chiuse all'esterno della città. Rapido, lanciò il mantello per terra, ove sarebbe rimasto per sempre, e impugnò i coltelli, portando le mani dietro la schiena. Li estrasse e portò dunque le braccia ai fianchi del corpo, rilassate. Era pronto ad abbattere il suo primo drago...


Legenda




Descrizione

CITAZIONE

< Parlato Quenthel >


« Parlato Riddick »


chiedo scusa per il post disgustoso T__T ma ultimamente sono poco ispirato...

"revenant"
[-] [-] [-] [-] [-]

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Helt
view post Posted on 12/1/2007, 22:58Quote

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Un nuovo inizio..

Le sue armi erano ormai dei pezzi di ferro senza lama.. Anni, decenni e secoli di utilizzo continuo avevano ridotto quelle spade a quello che erano ora: inutili! Così decise che quel giorno le avrebbe rimesse a posto e sarebbero tornate come nuove..
Il Demone si era alzato la mattina molto presto e, preso l'occorrente necessario, si stabilì nella sala sovrastante al Nero Portone.. Iniziò con le Wakisashi, le più provate. Osservò con un misto di nostalgia e di stupore le lame scheggiate e rigate.. Lentamente con un continuo movimento ricreava la armi letali che erano in origine. Una pierta, poi un'altra e poi un'altra ancora.. Una lucidatura con una pasta abrasiva e le Wakisashi del Fulmine erano tornate allo splendore di un tempo.. Si complimentò con se stesso dato che aveva impiegato solo quattro ore. Ripetè lo stesso procedimento con la Katana, su e giù, su e giù, cambia la pietra, su e giù, su e giù.. Così via finche anche la spada lunga e il coltello furono completamente restaurati..
Non si era neanche fermato a mangiare, preso com'era dal suo lavoro e si rese conto che era ormai giunto il pomeriggio..
Ripose le armi nei rispettivi foderi e si avviò verso il refettorio..

Urla..
Giunto al pian terreno non sentì nient'altro che quelle, accompagnate dallo sferragliare delle armi e delle armature..


"Non ci credo, non può essere.." pensò Helt..
<CHIUDETE I PORTONI!!! CHIUDETE QUESTI PORTONI WE'HA!!!>
<SIAMO SOTTO ATTACCO!!!>
"... UNA BATTAGLA" concluse il suo pensiero il Demone sentendo quelle urla.. Scattò come un'automa, fece scattare i meccanismi di chiusura del Nero Portone e fece in tempo a vedere due suoi compagni di casata attraversare velocemente lo spiraglio sempre più stretto che si chiuse infine alle loro spalle.. "Folli!! pensò Helt.

Poi fece per seguire molti guerrieri, suoi compagni, e dirigersi all'interno del Castello per ricevere ordini dal Vicecomandante Kilua.. Ma, alzato lo sguardo, vide il loro nemico: non uomini, non mostri, non guerrieri di un'altra casata ma creature ben più evolute e potenti.. Draghi!! Ne vide alcuni volare nel cielo sopra Liberty incenerendo tutto quello che incontravano.. Un gruppo di guardie molto vicino a lui venne sterminato da un Drago nero come la pece e grande come una casa..
- Cazzo faccio, cazzo faccio??? - incominciò a chiedersi Helt preso dall'eccitazione e dall'indecisione..
Il calore che lo raggiunse dopo fu uno stimolo abbastanza forte per trovare una risposta alla domanda..

Girò i tacchi e iniziò a correre a perdifiato verso le scale che conducevano ai bastioni sovrastanti al Nero Portone.. Giuntovi si fermò qualche secondo ad osservare la scena che gli si prospettava sia in cielo che in terra: cinque enorm draghi in volo e, all'esterno delle mura, solo due uomini, o meglio, un uomo e una donna entrambi armati.. All'interno delle mura regnava il caos e l'ordine necessario per contrastare un attacco era ancora lontano.. Così, dopo aver fuso e stabilizzato in orbita attorno a sè una parte di metallo che costituiva un cancello, caricò le gambe e saltò a terra, all'esterno delle mura..
" Eccomi unito ai folli che ho visto prima.. Ma allora sono un folle anche io!!!" pensò scoppiando a ridere il Demone ormai esaltato a tal punto dalla situazione che non considerava neanche più il pericolo di morte..
-Salve ragazzi, sono venuto a farvi compagnia!!! Ma non aspettatevi che vi aiuti.. Pronti? O si vince o si muore!!! - disse Helt rivolto ai due figuri all'esterno con lui.. Un drago si stava pericolosamente avvicinando a loro.. Non attese neanche la risposta dei due che estrasse le due Wakisashi, lucide e pronte per un nuovo inizio..



Edited by Helt - 13/1/2007, 20:53
 
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view post Posted on 14/1/2007, 12:26Quote
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Parlato
~ Pensato ~
Parlato di altri


B
ella giornata. Per cosa bella giornata penserete voi…beh, per difendere la casata. Già, difendere la casata…quel giorno eravamo Sotto Attacco.

Come al solito, Obito risiedeva nel negozio di armi e accessori “La Rosa Assassina” dove lavorava da aiutante. Era una giornata fiacca, nessuno veniva a far valutare nessuna arma e la noia cominciava a farsi sentire. Tutto ad un tratto molte guardi passarono davanti alla porta del negozio e Obito, spinto dalla sua fervida curiosità si accinse ad avvicinarsi al suddetto portone per capire che stesse succedendo. Aperte le porte il solito campanellino suonò, come al solito ma il dolce rumore dell’oggetto venne contrastato dai veloci passi delle guardie che correvano…Obito cominciò a urlare verso codeste guardie…

Ehi…scusate che sta succedendo? Hei? HEI? ASCOLTATEMI QUANDO PARLO!

Irritato, il ninja prese di violenza un uomo che gli passava vicino e gli urlò in faccia di spiegargli ciò che stava succedendo. Esso rispose…

Noi…la casata…il vice comandante Killua ha detto…insomma siamo sotto attacco!

Dopo aver proferito queste parole, la guardia svenne…lo stomaco del ragazzo cominciò a stritolarsi, come se una morsa lo stringesse e le palpebre si spalancarono…

~ S-sotto attacco? No…non ci posso credere…devo saperne di più. Andrò al castello, dove chiederò tutto al vice comandante Killua. ~

Presto detto il ninja si apprestò ad andare all’entrata del castello. Notò però che la gente, impaurita dal susseguirsi di eventi stava correndo a destra e a sinistra come…come…come delle palline in un flipper andato in tilt – lo so che non è il paragone adatto alla situazione…ma rende l’idea no? –
Con velocità il giovane Ninja si fece spazio tra le persone e in pochi minuti si trovò davanti all’entrata del castello…

Non ci sono guardie…che abbiano già attaccato il castello !? Spero di no, devo andare a vedere!

Corse sulle scale che portavano alla sala del vice comandante in fretta e furia, fino a quando non si trovò davanti alla porta che conduceva dentro alla sala…era spalancata.

~ No…no…NO! Hanno già fatto irruzione! ~

Con tutta la forza rimanente in corpo Obito si fiondò verso la porta, ma inciampò in uno scalino e dunque volò dentro rotolando come una palla. Non si rialzò subito…probabilmente era stanco dalla corsa appena fatta ma proferì comunque delle parole.

Vice comandante Killua…anf…ho saputo che…anf… siamo sotto attacco…esigo una spiegazione!


« Peace Will Come To Me »

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Tsuki è tornato.
CITAZIONE (Tsuki @ 15/9/2009, 21:17)
Tsu ki ♪ scrive (21.17):
vado a tagliarmi le vene in bagno mentre mi fotografo con l'angolazione figa ç_ç

Gesù era Italiano, ne ho le prove.
CITAZIONE (KakosPhonì @ 21/9/2009, 01:41)

Non aveva un lavoro fisso,
l' ultima cosa che ha chiesto è stato da bere,
beveva vino ai pasti,
ha vissuto con la mamma fino a trentaTré anni,
credeva che la madre fosse vergine & la madre credeva che lui fosse Dio,
chiamava tutti fratello,
nessUno gli dava retta...


 
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view post Posted on 18/1/2007, 15:44Quote
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Illusionist

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Sguardo generale: Va bene, attualmente abbiamo due gruppi: Killua e Sachie nel castello assieme a Bakuryu ed Obito, poi il trio Riddik, Quenthel, Helt.
Due soli gruppi? Ragazzi, avete proprio deciso di lasciare che i draghi distruggano Liberty, vero?
Sette contro cinque dragoni? Mmh... difficile! bhè, vediamo che cosa riusciamo a combinare.

Portali:
Riddik, Quenthel, Helt


I draghi sono del tutto ignari della presenza di creature che (forse, chissà?) possono anche solo infastidirli. Il maestoso dragone della mezzanotte che ha dato il via all'assalto alle mura, prosegue sorvolando il terzetto di microbi che corrispondono al nome di Riddik, Quenthel ed Helt. Le ali della bestia sono talmente grandi da provocare uno spostamento d'aria immane al passaggio rasoterra della bestia, ma questa ignora i tre e prosegue ad est, iniziando a radere al suolo un quartiere non troppo distante da dove vi trovate. Purtroppo per voi, non altrettanto fa l'animale alle sue spalle.

Una colossale lingua di fuoco parte dal dragone e si schianta sulle mura. Questa corrisponde ad un non troppo grazioso attacco di livello critico, a base fuoco, lanciato da una energia viola. Regolatevi di conseguenza.
Tenete conto della presenza dei vostri compagni, anche perchè eventuali campi di forza si sommano l'uno con l'altro. Per il resto, i restanti tre draghi si muovono in due gruppi: una singola bestia caratterizzata da un lungo sfregio lungo il fianco destro vola in alto, verso il castello del drago, l'altra si fionda... verso la piazza!
Questa è gremita di gente e... bhè, vi lascio immaginare che cosa vuole fare quel dolcissimo cuccioletto.

Nel frattempo il primo drago, il più grande, imperversa nelle strade a pochi metri dalle mura. Dopo aver vomitato una marea di fiamme, arrivando a fondere carni e pietra per le elevatissime temperature, atterra distruggendo due case con la sua sola massa, ed inizia a far banchetto delle carni dei cittadini, annerite dal fuoco. Panico e paura si mescolano in Liberty, mentre la confusione più assoluta si impadronisce delle strade. Un reggimento di balestrieri è bloccato dalla folla in fuga, ed è costretto a lottare per raggiungere la bestia intenta nel lauto pasto.

Castello del drago:
Killua - Sachie - Bakuryu-Obito


La rocambolesca entrata in scena di Obito provoca una risata spensierata della bambina dai capelli dorati ed uno sguardo a metà fra l'infastidito ed il rassegnato da parte del ragazzino albino che corrisponde al nome di Killua.

"TU non hai il diritto di esigere un bel niente. TU e l'altro tizio dietro la porta fareste bene a smettere di giocare e comportarvi come si addice al vostro status."


Parole tutt'altro che gentili, tono autoritario in maniera quasi esasperata.
Si rivolse al ragazzo dietro la porta, il quale non aveva ancora palesato la sua presenza ma era già stato facilmente individuato dal giovane vicecomandante. Non c'è da stupirsene, difficile non notare un'aura spirituale come quella...
Non era tempo per giocare, per questo il tredicenne gettò un'occhiataccia alla bambina al suo fianco, intimandole di zittirsi con il solo sguardo. Era inferocito, e d'altronde ne aveva motivo: chi avrebbe mai potuto aspettarsi una situazione simile? E poi com'era possibile che cinque colossi come quelli fossero apparsi dal nulla?
Che lui sapesse, di draghi come quelli non se ne trovavano certo tutti i giorni... ben cinque, poi...
Sachie, dal canto suo, teneva la manina diafana davanti alla bocca nel tentativo di soffocare il suo risolino divertito, guardando "Killy" come se fosse la cosa più divertente di questo mondo.

"Sachie, vuoi smetterla?"
La piccola sollevò un dito, indicandolo allegramente, sempre sorridendo felice e contenta.
"?"
Killua impiegò alcuni istanti a capire. Sachie non stava indicando lui, ma un punto indefinito dietro di lui.
Silenzio nella stanza...

"...
Ma 'sticazzi..."


In quel momento, il dragone nero affondò le fauci nel castello, sradicandone un'intera ala e facendo piovere schegge di vetro e calcinacci nella stanza, mentre l'edificio tremava ed un ruggito furibondo rimbombava in tutta Liberty.


Sangue, dolore, disperazione
Lacrime, freddo, tristezza, sangue, paura, sangue e ancora sangue
Desidera che tutto ciò abbia fine.
Che male c'è in questo? Che male c'è nel voler essere felici?
Prendi la mia mano e vivi per sempre in un sogno dove non esiste dolore o tristezza
Dove tutto è perfetto... dove finalmente puoi essere felice.

image

Non sentirai dolore, né freddo. Non sarai più solo, né dovrai mai piangere
Potrai avere tutto ciò che vuoi
Vieni con me, voglio regalarti un bel sogno
Che importa se è realtà o illusione? Che cambia fra realtà e fantasia, quando si è felici?
In fondo… la felicità stessa, non è un’illusione?

Miyu, vampire princess

 
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view post Posted on 11/3/2007, 23:19Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 19:41


CITAZIONE
Ho cambiato PG, quindi direi che Riddick lo potete anche far morire xD...scusate per l'inconveniente...ora, se non vi dispiace, ravviviamo 'sta quest! :woot:



»Intro[Second Edit.]_
¤ Brusco risveglio ¤


Ma che cazzo!
Stava dormendo, che diamine! Non era molto corretto distruggere le case altrui, o le piccole locande, come in quel caso, mentre la gente all'interno cercava di riposare! Era vera e propria maleducazione. Markus pensava a questo, mentre si levava di dosso le macerie della stanza che gli erano crollate addosso. Il lupo era completamente coperto di polvere, ma per fortuna quasi illeso. Una trave portante del soffitto era caduta a pochi centimetri dal suo muso, senza però colpirlo. Una considerevole botta di culo. Si guardò attorno, confuso ed assonnato. Ancora un solo muro di legno dell'edificio si reggeva in piedi, alla sua sinistra. Dalla parte opposta, invece, solo macerie e detriti. Molti erano i corpi sepolti sotto quella marea di materiali, ed alcuni si scorgevano nitidamente, coperti di polvere e sangue. Markus sbuffò, mentre con la mancina si stropicciava gli occhi, utlizzando indice e pollice. Che cavolo stava succedendo?
Un altro sguardo ai dintorni.
Gli altri sensi ricominciarono a funzionare, svegliandosi anch'essi dal torpore. Un gran fracasso giunse alle orecchie della Malabestia, e un odore acre, di bruciato e zolfo, raggiunse il suo fine naso canino. Ancora però non vedeva il motivo di quel casino. Parte della parete alla sua destra era ancora in piedi, in gran parte devastata, e gli copriva la visuale. Si alzò in piedi, spolverandosi con le mani il mantello, pieno di calcinaccio. Stizzito e infastidito per il brusco risveglio, giurò a sè stesso che avrebbe fatto pagare caro quell'affronto, a chiunque avesse osato compiere quello sfacelo. Mai avesse formulato quel pensiero!
Lentamente, volse il capo a destra, e fu allora che lo vide.
Un drago.
E bello grosso, anche.
Era nero, enorme, coperto di scaglie scure come la notte e sicuramente resistenti come l'armatura più solida. Aveva una lunga coda, un fisico possente e delle gigantesche zampe, nonchè delle titaniche ali. La testa, Markus non la poteva vedere, poichè il bestione gli volgeva le terga, ed era intento a maciullare qualche malcapitato, rivolto altrove. Il lupo era fermo, immobile, ma non paralizzato dalla paura, bensì dalla sorpresa. Mai si sarebbe aspettato di vedere un drago piombare sulla sua stanza da letto e devastarla...maledisse il giorno in cui aveva intrapreso il viaggio per Liberty.
Era giunto qui il giorno prima, carico di buone intenzioni e progetti...aveva superato il Nero Portone, registrato la sua presenza presso lo schedario dei Von Liebewitz...ed ora già si trovava ad affrontare un Drago! Il mondo era davvero un posto pericoloso e sorprendente. Scuro in volto, Markus era indeciso sul da farsi. Muoversi avrebbe significato attirare l'attenzione del lucertolone di cui vedeva le chiappe, ma restare lì...era egualmente pericoloso.
Cosa fare, allora?
Aspettare rinforzi? O attaccare il drago in solitudine? Bel dilemma. Nel primo caso, avrebbe potuto anche aspettare in eterno, o magari quell'attimo di troppo sufficiente a fare di lui un arrosto di lupo. La seconda ipotesi era invece un vero e proprio suicidio. Quel drago pareva grosso anche per la sua razza e, per quanto ne sapesse Markus...un drago è l'ultimo avversario da affrontare disarmati e in solitaria. Ergo, non gli restava che l'opzione C: fuggire. Era disonorevole, da codardi, da vigliacchi, eccetera eccetera eccetera...ma era la cosa migliore da fare. Senza. Ombra. Di. Dubbio.
Rapidamente, la Malabestia dalle sembianze di un uomo-lupo, o per meglio dire, di un lupo antropomorfo, si voltò alla sua destra. La parete dell'edificio, da quella parte, era distrutta. Ora, infatti, dava le spalle a quell'unico muro che era rimasto in piedi, ed era rivolto verso il drago. Se vogliamo essere pignoli, la parete sud è quella rimasta in piedi, il drago è verso nord, le mura verso ovest. Quindi, il nostro Markus, stava rivolgendo la sua faccia canina verso le mura.
Guardò per un attimo il terreno, o meglio, il cumulo di macerie. Troppo rischioso...ma necessario. In silenzio, prese un bel respiro. Era ora di levarsi di torno...che ci pensasse qualcun'altro al drago! Approfittando di un momento di caos più intenso, partì.
Scattò alla sua destra, in direzione delle mura, posando le zampe nude sulle macerie. Questo gli provocò non poco dolore, data la presenza di alcune schegge, ed altro, ma non se ne curò. Non fece caso neanche ai rumori dei propri passi, sperando che il drago fosse troppo occupato per accorgersi di lui. E sperò anche che il proprio odore venisse coperto dalla fragranza potente di zolfo e carne bruciata che aleggiava nell'aria. Celere, mosse i suoi passi lontano dal mucchio di macerie, e finalmente le sue zampe toccarono il selciato, ed egli finì in mezzo alla folla. Sembravano tutti impazziti. Rappresentanti di molte razze, ma soprattutto umani, correvano in ogni direzione, all'impazzata, tutti in preda al panico. Alcuni indicavano il cielo, disperati. Markus alzò distrattamente il capo, mentre tentava di farsi largo fra la folla. E li vide.
Ma quanti minchia erano?
Troppi, decisamente. La casata von Liebewitz rischiava grosso, quel giorno. Abbassò il capo, spostando col braccio destro, con forza, un gruppetto di persone. Bah..umani. Poi vide la salvezza. Un gruppo di umani, armati di pesanti balestre, cercava di andare nella direzione del drago. Erano abbastanza da poter impensierire la bestia...mentre Markus faceva il lavoro sporco. La Malabestia sorrise, e improvvisamente arrestò il proprio incedere. Rapido, cominciò a menare pugni e calci alla folla, scagliando quegli innocenti sui muri delle case ai lati della strada, liberando l'accesso ai balestrieri. Ci mise pochi secondi, d'altronde erano semplici umani, quelli che dovette malmenare. Forse ne uccise qualcuno. Aveva forse importanza?
Naah.
Sorridente, si rivolse ora ai balestrieri:

«Da questa parte, seguitemi»

Velocemente, si voltò, senza attendere che i balestrieri rispondessero. E rivolse nuovamente lo sguardo al drago...sì, ora poteva provare ad affrontarlo...



CITAZIONE
Ok, perdonate ogni eventuale errore o autoconclusione T__T"
Mal, i balestrieri sono PnG che controlli te o possiamo farli agire noi utenti? ò_ò


"revenant"
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7 replies since 8/1/2007, 19:37
 

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